LICIA TROISI.
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LA SAGA DEL DOMINIO 1.
LE LAME DI MYRA.
Parte 2.
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Trascrizione elettronica rivista e resa disponibile dalla
          Fondazione Ezio Galiano onlus
             http:\\www.galiano.it
      ad esclusivo uso dei privi della vista.
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24
27 novembre, notte - 28 novembre, mattina
Sono qui solo per parlare disse Myra, ma non abbass i walud.
Davvero? Anche Vesnis rimase immobile. Peccato, perch non ho mai dimenticato quel
giorno... N prima e n dopo di te ho mai fallito un'esecuzione, e vorrei riprendermi il mio primato.
Chi ti ha ingaggiato? chiese Myra. Chi  che devi uccidere, adesso? Qualcuno qui a Eridia?
Vesnis non rispose. Rugg e sferr un violento affondo. Myra fu rapidissima a parare con i
walud, incrociandoli attorno alla lama dello spadone. Lei e il gigante rimasero viso contro viso per
qualche secondo.
Basta che mi rispondi e te ne puoi tornare per la tua strada a guadagnarti la libert.
Vesnis sorrise con ferocia. E tu basta che ti lasci ammazzare. Sto aspettando da otto anni.
Myra cerc di spezzare la lama con un rapido movimento dei walud, ma Vesnis riusc a liberare
la spada alzandola verso l'alto. Lei allora cerc di approfittare dell'apertura della sua guardia con un
colpo al petto, ma il colosso intu le sue intenzioni e cal un fendente perpendicolare diretto al tronco.
Myra dovette saltare di lato per schivarlo. Vesnis non le diede tregua: torn alla carica con ancora pi
foga. Era infuriato, e questo lo rendeva pi pericoloso. Era evidente che non le avrebbe detto niente
fino a quando lei non l'avesse sconfitto.
Doveva combattere, e doveva farlo senza ucciderlo.
Si chiuse in difesa, unendo i walud nella lancia doppia. Vesnis la tempestava di colpi da tutte le
direzioni, potenti e precisi, e il vicolo si riemp dei lampi delle lame che collidevano. Ma Myra sapeva
anche che continuare solo a proteggersi l'avrebbe sfiancata presto. Aveva dalla sua tecnica e velocit,
ma Vesnis era forte, molto pi forte di lei.
Prov con un affondo alla coscia, millimetrico, mentre Vesnis s'inarcava in un colpo dall'alto.
Lui per intu l'attacco e si spost rapidamente, portando a termine la sciabolata.
La sua spada le incise la pelle della spalla.
Myra salt indietro, e Vesnis la incalz ancora con altre stoccate finch la sua testa non ebbe un
violento sussulto. Una pietra l'aveva centrato. Si sbilanci, e subito Myra colp al ventre con la doppia
lancia, usando il piatto delle lame per non ferirlo troppo gravemente, e mentre cadeva gli assest un
calcio al mento.
Il gigante croll a terra, e il silenzio scese sul vicolo.
Myra fece un lungo respiro, quindi separ i walud e li rinfoder. Si gir, e incroci il sorriso
vittorioso di Marjane.
Hai visto che mira? le disse. Era stata lei a lanciare il sasso.
Myra si limit ad annuire in segno di ringraziamento, poi si rivolse al ragazzo allampanato che,
nonostante la lotta furibonda, non si era spostato di un braccio. Non riusciva a decifrarne l'aspetto: era
vestito come un mago, ma non ne portava l'acconciatura.
Chi sei, e che vuoi? gli chiese. Lui, stranamente, non rimase colpito dalla sua voce.
Mi chiamo Kyllen e direi che voglio quel che vuoi tu: interrogare quel tizio.
Perch?
Il ragazzo parve indugiare.  una lunga storia.
Myra fece un passo verso di lui, minacciosa. Ho tempo.
Ancora, il ragazzo non parve troppo impressionato. Quanto ne sai di magia, di Camminanti e
Puri?
So quello che sanno tutti.
Quindi non sai niente. E adesso io posso spiegarti ogni cosa, mentre il gigante si riprende, si
alza e se ne va, oppure possiamo parlargli assieme, dopo di che ci salutiamo.
Myra ci pens un attimo. Poi annu e guard Marjane. Dammi una mano.
Usarono alcune corde che si era portata dietro nel tascapane per legare Vesnis, quindi in tre lo
trascinarono a fatica in una costruzione di legno semiabbandonata l vicino. Doveva essere un
magazzino di qualche genere, ormai in disuso.
Vedi che posso esserti utile? osserv Marjane col fiatone.
Myra non le prest attenzione e si mise a frugare nella sacca che Vesnis portava a tracolla.
All'interno c'erano un sacchetto con qualche sterl e vettovaglie, il necessario per viaggiare da soli via
terra. Nulla che potesse interessarle. Rovistando ancora, per, trov altre due cose che attirarono la sua
attenzione. Una era una pergamena mezza macchiata sulla quale erano scritti due nomi.
Haggen e Ossader.
Sul primo era stata tracciata una riga; sul secondo no.
Il cuore le fece un salto nel petto. Era vero: Vesnis era l'assassino che stava cercando, l'uomo
che aveva ucciso Haggen.
Ma Ossader chi era?
C'era poi un'altra pergamena, con un disegno fatto a mano. Ritraeva il volto di un uomo, un
Biaswadi, ed era una vera e propria opera d'arte. Sebbene fosse stato realizzato con pochi sapienti
tratti, aveva catturato perfettamente l'essenza di quell'individuo. Era come trovarselo davanti.
Si trattava forse di uno degli uomini che, assieme a Haggen, avevano ucciso suo padre? Era
questo l'ordine che Vesnis aveva ricevuto dal misterioso mandante? Uccidere chi restava del
commando di quella notte?
Il colosso grugn, e Myra estrasse i walud. Mettilo seduto e legalo disse a Marjane. La
ragazzina obbed, aiutata da Kyllen, e in due assicurarono il gladiatore a uno dei piloni che
sorreggevano il magazzino.
Vesnis si riebbe lentamente, scuotendo la testa. Sembrava confuso e intontito, ma quando cap
che era legato rugg, cercando di divincolarsi.
Myra gli mise il walud sotto il mento. Lui grid per il calore.
Buono disse lei gelida, allontanando la lama quanto bastava. Gli aveva prodotto una piccola
ustione.
Vesnis la guard con occhi carichi d'odio, ma si calm. Perch non vuoi morire? disse tra i
denti.
Perch ho ancora molto da fare.
Spinse verso l'alto la lama, di nuovo a contatto con la pelle morbida del collo dell'uomo. Quello
mugol e Myra, con la mano libera, gli mostr il ritratto.  l'uomo che devi uccidere?
Vesnis rimase ostinatamente muto, la mascella contratta per il dolore.
Ti stai comprando la libert facendo il sicario, e so che hai ammazzato Haggen. Chi 
quest'uomo? Si chiama Ossader? insistette Myra accennando di nuovo al ritratto.
Vesnis continuava a tacere, ma un lampo negli occhi lo trad. Era lui.
Perch Graffias ti ha mandato a ucciderli? Che hanno fatto?
Myra trasal. Era stato Kyllen a parlare.
Anche Vesnis sembrava colpito. Chi hai detto?
Kyllen non si scompose. Graffias. L'uomo che ti ha ingaggiato.
E tu come diavolo fai a saperlo?
Myra non capiva. Allora, all'improvviso, infisse con violenza il walud nella coscia di Vesnis.
L'uomo grid.
Che diavolo... intervenne Kyllen, ma lei lo blocc con una mano.
So quello che sto facendo disse secca.
Poi si chin su Vesnis. Ora, o mi spieghi tutto dall'inizio, o ti faccio a pezzi. Non sono pi la
bambina che ricordi, e gi all'epoca ti avevo sconfitto.
Vesnis le rivolse un'altra occhiata feroce. Ma poi cedette.
Due anni fa, un uomo che non conoscevo mi ha contattato e mi ha detto di avere un lavoro per
me. Mi ha dato due nomi e due ritratti, oltre ad alcune informazioni disse stringendo i denti.
La ferita non era mortale, Myra c'era stata attenta, ma di certo gli faceva molto male.
Che informazioni?
Mi disse che erano suoi commilitoni e che avevano fatto i mercenari assieme, sotto il suo
comando: si chiamava Graffias. Vesnis guard Kyllen, che per non parve stupito. Erano sei in tutto,
uno era morto durante l'azione.
Myra sent il cuore martellarle con violenza nelle tempie. Dove avevano fatto quel lavoro?
Ad Antraph disse Vesnis sicuro, e ora lei non ebbe pi dubbi. Era casa sua. I tempi
tornavano, e l'uomo che era morto poteva essere quello che aveva ucciso lei in fuga. Un altro ancora
l'aveva ammazzato a Melania. Gli altri due chiss che fine avevano fatto.
Parlami di questo Graffias.
Kyllen si fece pi vicino.
Io non ne so niente. Vesnis ansim. L'ho incontrato solo la prima volta, non si  mai fatto
vedere in faccia.
Che accento aveva?
Vesnis scosse la testa. Il suo volto era pallido e coperto da un velo di sudore. Stava per perdere i
sensi e faticava a parlare. Nessuno... Io gli porto le prove dell'omicidio in un posto, e lui... Dopo... I
soldi...
Come vestiva?
Di nero, sempre... Come un Biaswadi...
Myra sent che non sarebbe durato ancora molto.
Ossader: dov'?
Bizzef... mormor Vesnis, poi chiuse gli occhi.
Lei estrasse il walud con forza, ma neppure quello lo fece reagire.
Perfetto. Abbiamo perso l'unica persona che poteva darci informazioni... disse Kyllen dietro
di lei.
 solo svenuto. Quando si sveglia  tutto tuo. Myra lo guard. Che ne sai di questo
Graffias?
Kyllen si mantenne saldo, anche se avvert un brivido di paura. Non molto, ma quel poco che
so  inquietante.
Che vuoi dire?
Kyllen accenn col mento a Vesnis. Prima aiutiamo lui.
Non credo che abbia molto altro da dirci.
Non  questo.  che non mi piacciono gli spargimenti di sangue inutili.
La ferita non  mortale.
Lo sar se lo lasciamo l senza fare nulla.
Rimasero uno davanti all'altra, a guardarsi, poi Myra annu. Esamin la ferita di Vesnis, quindi
us uno dei suoi walud per tagliare la stoffa attorno allo squarcio e poi glielo appoggi sopra,
cauterizzandolo. Infine, prese uno dei sui tonici.
Mi vuoi dire allora di questo Graffias?
Kyllen si chin accanto a lei e le raccont brevemente tutto quello che sapeva. Le parl del
Consesso, della magia dei Puri e di ci che aveva scoperto recentemente. Piuttosto, tu come ti sei
imbattuta in Graffias?
Non l'ho fatto disse Myra riponendo i walud nei foderi. Aveva terminato di trattare la ferita.
Non sapevo che Vesnis fosse stato ingaggiato da Graffias.
Kyllen parve pensieroso. Dunque, Graffias  stato il mandante di quell'omicidio avvenuto anni
fa e ora sta facendo eliminare tutti quelli che vi hanno preso parte assieme a lui.
Myra si sent fremere. Quel ragazzo stava parlando della storia della sua vita e non lo sapeva.
Sanno qualcosa che non dovrebbero disse. Kyllen la guard, e lei ricambi il suo sguardo.
Li sta facendo ammazzare perch non devono parlare.
Myra prese il ritratto che Vesnis aveva con s. Cosa sapeva quell'uomo, Ossader, che Graffias
voleva impedirgli di divulgare?
Arrotol la pergamena e la infil nel suo tascapane.
Dove vai? le chiese Kyllen.
A Bizzef rispose lei. Dove se no?
Vengo con te scatt Marjane, che fino a quel momento se n'era stata in disparte, senza
comprendere del tutto quello che stava accadendo.
Myra non la ferm. La rivide, intirizzita, fuori dalla locanda, e pens a quel sasso tirato con
precisione che le aveva salvato la vita, e per una volta decise di non opporsi.
Perch ti interessa questa gente? chiese Kyllen. Che cosa c'entri tu con quell'omicidio?
Myra non rispose. Volevi interrogarlo? disse, facendo un cenno verso Vesnis. L'abbiamo
fatto, e questo  tutto. Addio.
Si diresse alla porta, assieme a Marjane, ma sent il ragazzo alle sue spalle. Si volt di scatto.
Non mi seguire! disse secca, incrociando lo sguardo di Kyllen. Dove sto andando non 
posto per te.
Tu non capisci. Io non ho nessuna intenzione di fermarmi ribatt lui, altrettanto deciso. Ho
abbandonato il mio ordine e ho fatto cose che da molti sarebbero considerate sacrileghe per
smascherare gli inganni dell'Immacolato e di chi lo comanda. Chiunque sia davvero questo Graffias, ha
un piano oscuro che riguarda l'intero Dominio, e va avanti da anni. Io devo arrivare a fondo in questa
storia e, esattamente come per te, la mia prossima tappa  Ossader.
Myra sostenne il suo sguardo e cap che il ragazzo non si sarebbe arreso.
Abbiamo una nave da prendere concluse.
Giunsero al porto che l'alba aveva iniziato appena a colorare l'orizzonte. Al molo 45 la nave era
ancora attraccata. Erano arrivati in tempo. L'imbarcazione era tipicamente biaswadi: la chiglia era
curva, e sulla prua si arrotolava a formare un fregio a foggia di fiore, dipinto a colori sgargianti, per
quanto rovinati dal tempo e dalla salsedine. Sui lati, c'erano fori quadrati dai quali far uscire, alla
bisogna, i remi. La vela era unica, rettangolare e piuttosto grande, decorata con disegni astratti neri,
rossi e blu su fondo bianco. Myra li conosceva bene. Era stata a Bizzef, in passato, e ricordava che ogni
volta Fadi la portava a vedere le navi alla rada, perch sapeva che le piacevano. Passavano il tempo a
guardare le vele, e Fadi le spiegava il significato dei disegni, dai quali si poteva risalire a tutto ci che
riguardava la nave. Cos, in quel caso, il blu ne attestava appunto l'origine biaswadi, il bianco stava a
significare che si muoveva sul Mare Bianco e il nero faceva probabilmente riferimento alla famiglia cui
il capitano della nave apparteneva. Burmhaan se ben ricordava le parole della cameriera della locanda.
C'erano poi altri disegni che erano preghiere perch Ajel proteggesse il viaggio.
Interpretare quella vela le procur una strana sensazione. Si rese conto che non metteva piede
nel Biaswad da dieci anni.
"Non posso credere che sto tornando a casa..." pens con sgomento.
Kyllen dovette percepire il suo turbamento. Tutto bene?
Lei di nuovo non rispose. Quanti soldi hai? chiese.
Kyllen scosse la testa. Non abbastanza per pagare un passaggio a bordo.
Dunque, sarebbero stati dei clandestini.
Myra si avvicin furtiva alla nave. In giro non c'era nessuno. L'acqua s'infrangeva piano contro
la chiglia, che affondava per un bel pezzo. La nave era carica e pronta a salpare.
Lei allora ag: in un attimo scal la murata e fu sul ponte. Marjane la segu con qualche
difficolt. Kyllen invece si iss agilmente.
Il ponte era piuttosto ampio e, in fondo, verso poppa, c'era un piccolo castello, usato
probabilmente dalla ciurma. Loro per si trovavano verso prua, e cercare di raggiungerlo sarebbe stato
troppo rischioso. Myra diede una rapida occhiata attorno e not una grata di legno poco distante. Fece
forza, la sollev e si gett di sotto. Il primo a seguirla fu Kyllen. Marjane and per ultima: si lasci
inghiottire dal buio e atterr malamente sulle caviglie e poi sulle ginocchia. Per un istante rimase
paralizzata dal dolore.
Non ti sei fatta niente.  solo il contraccolpo. Kyllen le sorrise, aiutandola a rialzarsi. Anche
se era un mago, istintivamente a Marjane piaceva. Inoltre, pareva avere la situazione sotto controllo. In
quella strana compagnia, lei era la pi sprovveduta, e questo la faceva sentire male. In ogni caso,
sforzandosi pi che pot, riusc a raggiungere la grata di legno e infine a chiudersela sopra la testa.
Almeno una piccola cosa.
Myra era avanti a loro, e i suoi occhi si erano gi abituati al buio. Inoltre, sapeva cosa aspettarsi;
aveva seguito le operazioni di carico di quelle navi quando con suo padre andava a vendere parte del
raccolto di riso. Una volta era anche salita a bordo.
La stiva era un unico ambiente dal pavimento piatto. Da un lato c'erano grosse balle di tessuto,
dall'altro casse di legno chiuse. Myra and verso una di esse, prese un walud e fece saltare un'asse quel
tanto che bastava per sbirciare all'interno: carne secca. In un'altra trov delle olive preparate con olio e
spezie, in un'altra ancora anfore piene di una salsa dall'odore pungente. Era tutto cibo lavorato,
specialit dei regni del Dominio che viaggiavano verso Bizzef, per soddisfare il palato dei ricchi del
Biaswad, e da l i bisogni dei monaci phoiniki.
Be', non moriremo di fame osserv Marjane.
Myra si spost verso il fondo della stiva. L c'era un foro rotondo bloccato da un'altra grata pi
piccola. L'alz, e Marjane vide la superficie increspata di una cisterna d'acqua dolce.
E avremo anche da bere disse. Poi si fece preoccupata. Ma questo vuol dire che ogni giorno
quelli dell'equipaggio vengono quaggi... E se ci scoprono?
Noi non ci faremo scoprire rispose Myra.
Quindi tacque e si sistem, sedendosi nello spazio tra due casse. Chiuse gli occhi per un istante
e avvert distintamente ogni odore e ogni rumore, ogni sensazione come amplificata. E, come le era gi
accaduto pi volte in quel viaggio, si sent trascinare nel passato.
Era a Bizzef che suo padre era andato, assieme a Noorjeb, per farsi dare la terra sulla quale era
morto e per adottare lei. Glielo raccontava spesso. E in seguito c'erano tornati in pi occasioni. Andare
a Bizzef per lei era sempre una festa. Adorava quel luogo pieno di colori, in cui si facevano scambi di
ogni tipo, crocevia per chiunque facesse affari nel Dominio. L'avrebbe trovata cambiata? Sicuramente.
Perch era un luogo per lei cos profondamente intriso della presenza di Fadi che non poteva essere lo
stesso, senza di lui. Percorrerne le strade da sola sarebbe stata una sofferenza. Ma non aveva scelta. Era
giunta fin l e poteva solo andare avanti.
Sent Marjane sedersi al suo fianco. Non disse nulla; tutto sommato, se lo era guadagnato.
Quando fosse diventata un problema, avrebbe trovato il modo per allontanarla.
Lo stesso avrebbe fatto con Kyllen.
Ma ora smise di pensarci.
La nave rollava piano, dolcemente, e lei si abbandon al movimento facendosi cullare. Scivol
nel sonno quasi senza accorgersene.
25
28 novembre - 7 dicembre
Kyllen fu svegliato da un insistente rumore di passi e una ridda di ordini urlati sopra la sua
testa, che l sotto arrivavano appena ovattati.
Qualche ora prima era letteralmente crollato. Nonostante fosse abituato a viaggiare, era stata la
tensione a spezzarlo, la sensazione di essere costantemente in pericolo. In quei giorni in cui si era
lanciato sulle tracce di Graffias, non aveva fatto altro che guardarsi alle spalle. Era certo di avere
qualcuno alle calcagna, ma fin l il viaggio era stato tranquillo. Forse era stato abbastanza accorto da
seminare eventuali inseguitori.
Apr gli occhi: la luce era aumentata rispetto al momento in cui erano saliti sulla nave, ma
ugualmente la stiva era avvolta nella penombra. Riusciva a intravedere solo una sagoma ritta vicino alla
murata, intagliata in un raggio di sole che filtrava attraverso le assi del fasciame. Era la giovane
guerriera. Kyllen non riusciva a inquadrarla. Era una Rewadir, ma non era biaswadi, e neppure thyrren.
La fitta peluria bianca che le copriva la testa dimostrava che era una mezzosangue, con una parte
albonita. La durezza con la quale si era rifiutata di spiegargli perch anche lei stesse cercando Graffias
lo induceva a credere che si trattasse di una questione personale.
Kyllen si alz e and verso la cisterna dell'acqua. Non appena per le pass vicino, si blocc.
La scena cui assistette aveva dell'incredibile, perch intorno a quella figura minuta, incorniciata dal
riverbero che filtrava dall'esterno, gli parve di intravederne altre. Sembravano nient'altro che
un'illusione dell'occhio, perch era come se non fossero completamente manifeste; pi che vederle, le
avvertiva: erano elementali di luce. Si muovevano lenti e tranquilli in quel riflesso che passava dalle
assi. Non li aveva mai visti cos: non era come quando venivano evocati da qualche Camminante e
costretti a combattere, e non era neppure come quando li evocava lui. Per quanto si fidassero, per
quanto lui potesse usare nei loro riguardi tutto il rispetto e la cautela di cui era capace, c'era sempre
un'ombra di dolore nei loro occhi. Non ora. Erano in pace, roteavano e si avvolgevano in morbide
spirali, come se quello fosse il loro elemento, come se non ci fosse nulla che potesse minacciarli, ma
anzi si sentissero protetti.
Kyllen avanz piano, per assicurarsi che ci che stava vedendo fosse reale, e al tempo stesso
preoccupato che un nulla potesse farlo dissolvere.
Ehi... disse piano, toccando un polso della ragazza. Bast.
Accadde tutto molto rapidamente. Lei che estraeva il walud e glielo metteva sotto la gola, cos
vicino alla pelle da sentirne il calore, ma non a sufficienza da bruciarlo.
Non mi devi toccare, mai! ringhi con quella voce lacerata, che ora era densa di minaccia.
Kyllen si limit ad annuire, e lei rinfoder l'arma. Kyllen ondeggi appena: era stato colto alla
sprovvista. Quando fiss di nuovo la ragazza, il raggio di sole che filtrava era vuoto. Gli elementali non
c'erano pi.
Scusa... disse confuso avevo visto... qualcosa...
Lei si teneva il polso con una mano. Solo non mi toccare ripet. Sembrava essersi accorta di
aver esagerato. Ma subito si fece di nuovo dura. Che vuoi?
Bere rispose lui, chiudendosi a sua volta. And a prendere l'acqua e ragion su quanto aveva
visto. O credeva di aver visto. Forse si era sbagliato. Forse era stata l'abitudine a evocare e cercare
elementali ovunque, o forse solo la stanchezza. Gett un'occhiata alla ragazza. Era rimasta immobile.
Continuava a toccarsi il polso fissando per terra.
Non so nemmeno come ti chiami.
Lei lo guard. Myra.
"Sangue' in biaswadi" pens Kyllen e cap il perch di quel nome insolito incrociando i suoi
occhi, rossi proprio come il sangue, profondi e pieni di cose. Non riusc a sostenere a lungo la forza di
quello sguardo e, prima di venirne risucchiato, abbass la testa.
Si mise nell'angolo in cui aveva dormito e si accucci in silenzio.
I primi due giorni di viaggio furono i pi duri per Marjane. Non avendo mai preso il mare, non
aveva idea di quanto una nave potesse ondeggiare, una volta al largo, n di quanto questo avrebbe
potuto distruggerle lo stomaco.
Aveva la terribile sensazione di essere in balia di un ubriaco, che la trascinava di qua e di l a
proprio piacimento. La nave rollava e beccheggiava a seconda del vento e delle correnti, e in tutto quel
movimento inizi a vomitare quasi subito, incapace di tenere dentro anche solo l'acqua.
Perdonami, ti assicuro che poi star meglio, te lo giuro... diceva a Myra con la faccia
disperata tra un conato e l'altro. La verit era che aveva la certezza di morire prima della fine della
traversata. Era impossibile sopravvivere in quelle condizioni. Ma restare con la giovane combattente
era la priorit, e allora doveva far finta di stare bene, o almeno mostrare di non essere un peso.
A Myra, per, non sembrava importare. Continuava a starsene per i fatti propri, ignorando tanto
lei quanto Kyllen. Mangiavano assieme, dormivano assieme e condividevano lo spazio angusto di
quella stiva, ma null'altro.
Se Myra taceva, Marjane e Kyllen, invece, cercavano di stringere amicizia. Si concedevano
lunghe chiacchierate a cui lei assisteva tra l'infastidito e il curioso. Per certi versi, desiderava solo
silenzio e solitudine; per altri invidiava la loro capacit di creare legami. In tutti quegli anni, a lei era
sempre bastato Acrab. Ma ora lui era lontano, e la corazza della sua indipendenza, nella quale si era
rifugiata dalla morte di Tallia e Fadi, a poco a poco si stava incrinando.
Ascoltandoli, Myra venne a sapere che effettivamente Marjane non era mai stata fuori da
Etheria, che i suoi genitori erano morti quando era molto piccola, durante un freddo inverno di dieci
anni prima, che aveva decimato la popolazione. Nella sua vita da schiava le cose si erano fatte pi
difficili da quando il suo corpo aveva iniziato a cambiare e aveva dovuto imparare a svicolare rapida
dalle attenzioni dei gladiatori e dei maschi della casa. Raccont delle mani di Vesnis sui suoi fianchi, e
disse che la sera non andava mai da sola in cella, ma si faceva sempre accompagnare da uno schiavo
con cui aveva stretto amicizia. Anche le cose pi terribili, riusciva a raccontarle con leggerezza, come
se nulla fosse mai stato in grado di spezzarla. E doveva essere cos, a giudicare dalla sua risata aperta,
dal suo sguardo limpido.
Myra si domandava come fosse possibile; eppure la vita di quella ragazzina non era stata molto
diversa dalla sua.
Kyllen era assai pi accorto; non rivelava mai molto del suo passato, ma era ben lieto di parlare
della sua magia, che sembrava appassionarlo davvero. Si dilungava a raccontarne i principi, a spiegare
perch l'arte magica dei Puri fosse migliore di quella dei Camminanti. Quanto avrebbe voluto che tutti
la conoscessero e potessero scegliere a quale affidarsi!
Poi, un giorno, pass direttamente alla pratica.
Al risveglio, Myra scorse lui e Marjane vicino all'apertura nella murata. Sul palmo della mano
di Kyllen c'era un elementale di luce; lo stava mostrando a Marjane, che era incuriosita e intenerita.
Era piccolo, pi piccolo di qualsiasi altro Myra avesse mai visto. Gli occhi sembravano enormi laghi
sul suo viso da bambino. Il corpo sottile, le ali diafane ed enormi e quell'espressione dolente che aveva
dipinta in volto la commossero: non c'era nulla di pi innocente, di pi fragile in tutto il Dominio. Si
chiese cosa l'elementale avrebbe detto loro se avesse potuto parlare. A volte era certa che la chiave
della schiavit fosse tutta nella loro impossibilit di esprimersi, di comunicare ci che si portavano
dentro.
Lascialo andare disse dura.
Non lo sto trattenendo... rispose Kyllen, il palmo immobile. L'elementale se ne stava l
fermo, piegato sulle ginocchia.
In ogni caso non  questo il suo posto.
Kyllen allora soffi delicatamente sul palmo. Il suo respiro fece increspare le ali sottili. Il
piccolo elementale sembr quasi sorridere. Poi si alz dalla mano del mago e rote un paio di volte in
aria.
Myra ebbe la netta impressione che prima di andarsene rivolgesse su di lei lo sguardo, e se ne
sent attraversata. C'era un messaggio negli occhi di quell'essere minuscolo, ne era certa, ma non
riusciva a decifrarlo. Era come se le avesse dato un appuntamento, ma in una data e un luogo
inesistenti.
Poi, con un'ultima capriola, parve scomparire nella luce stessa che l'aveva partorito.
Myra vide che Kyllen la stava fissando. Si gir e si allontan da lui. E, come faceva quasi ogni
giorno da quando erano partiti, si mise in un angolo ad allenarsi. Per tutto il tempo sent che il giovane
mago continuava a guardarla.
Kyllen torn alla carica quella notte. Marjane si era addormentata quasi subito. Da qualche
tempo, aveva iniziato a cercare di copiare alcuni movimenti che vedeva fare a Myra durante
l'allenamento.
"Smettila!" le aveva detto lei la prima volta.
"Vorrei imparare."
"Fallo in un altro modo."
"Se tu mi addestrassi..."
"Non ne ho alcuna intenzione."
"Voglio solo sapermi difendere, se prima o poi dovr andarmene sola per il mondo. Non 
quello che desideri, cos mi tolgo dai piedi?"
Myra non aveva saputo cosa rispondere e da quel momento l'aveva lasciata fare. In un paio di
occasioni l'aveva persino corretta. Per l'esercizio la sfiniva, e adesso la ragazzina dormiva
profondamente.
Ti capita spesso? Kyllen ruppe il silenzio.
Myra se ne stava nel suo angolo, avvolta nel mantello. Non rispose.
Ma Kyllen non si arrese. Il primo giorno su questa nave, mentre te ne stavi appoggiata alla
murata e io ti ho toccata... c'erano degli elementali intorno a te.
Dormi tagli corto Myra.
All'inizio pensavo che fosse solo una mia impressione... Ma oggi quell'elementale ti ha
guardata, ti ha persino riconosciuta.
E allora?
Hai sangue albonita e thyrren nelle vene, giusto?
Te l'ho gi spiegato: stiamo solo facendo un pezzo di strada assieme. Il resto non ti riguarda.
Hai gi Marjane con cui parlare.
Kyllen non sembrava toccato dai suoi modi bruschi. Io sono un mago, questo atteggiamento
degli elementali mi interessa. Conosci la magia? Sei stata addestrata?
La magia mi fa schifo rispose tagliente Myra.  l'origine di ogni schiavit nel Dominio.
Sono d'accordo.
Myra rise con sarcasmo, una risata stridente e spaventosa. Lo immagino.
Io sono un Puro, ho speso tutta la mia vita a cercare una magia migliore.
Ma usi la Schiavit del Sangue disse Myra indicando il suo palmo, sul quale c'era una Porta
del Sangue.
Kyllen si apr il mantello, quindi allarg il collo della casacca. Lei intravide il petto magro, ma
segnato da muscoli tonici. Non c'era alcuna traccia di tatuaggi sulla sua pelle bianca. Al centro del
torace c'era solo un'altra Porta.
Io non imprigiono elementali e non uso Gabbie disse Kyllen fissandola intensamente. Aveva
occhi di un verde carico, macchiati da pagliuzze d'oro, colmi di determinazione. Per certi versi, le
ricordarono gli occhi di Acrab, e per questo dovette abbassare lo sguardo.
Stai cercando scuse. Stamattina quell'elementale  venuto da te solo perch l'hai chiamato con
la Porta. Anche tu li usi, anche tu fai loro del male.
Il meno che posso insistette Kyllen. Lui lo sapeva, si fidava di me ed era sicuro che alla fine
sarebbe stato libero. Ma per quanto si possa studiare nel Consesso, ancora non conosciamo una magia
che sia in grado di evocare gli elementali senza la Schiavit del Sangue. Invece loro vengono da te
spontaneamente. Perch?
Myra non seppe che dire. Non ci aveva mai pensato, per lei era una cosa normale. Non li ho
mai evocati.
Ci hai mai provato?
Myra non rispose.
Kyllen la incalz. Chi erano i tuoi genitori? Da dove vieni?
Piantala! rugg lei. La gola le inferse una stilettata di dolore, e se la tocc con una mano.
Marjane, nel suo angolo, si agit un istante, ma senza svegliarsi.
Non parler di queste cose con te.
Kyllen indic la sua gola. Forse potrei fare qualcosa per la tua voce.
Lei fece una smorfia infastidita. Sei proprio un mago... Credi di poter disporre di tutto e tutti,
come se il Dominio fosse ai tuoi piedi.
Volevo solo aiutarti...
Tu non sai niente di me.
Perch non mi dici niente.
Rimasero immobili, nel silenzio della nave.
Va bene capitol Kyllen abbassando la testa. Come vuoi. Poi la guard. Ma tu hai
qualcosa, Myra. Una specie di dono. Se mai vorrai capire che cos'... Non continu. Si avvolse anche
lui nel mantello e si dispose al sonno.
Myra rimase ancora un po' sveglia; era irritata per quella conversazione non richiesta e
infastidita da quel mago che tentava di apparire diverso da ci che era: uno sfruttatore, uno schiavista.
Ma c'era anche dell'altro.
Ripens d'improvviso alle parole di Jamled, ad Asgar: Haggen aveva detto che avevano
l'ordine di portare la bambina viva, e dopo la morte di suo padre l'avevano cercata.
"Tu hai qualcosa, Myra..."
Myra scosse la testa con rabbia. Le risposte erano a Bizzef, non l. Doveva pazientare fino
all'arrivo. Poi tutto sarebbe stato chiaro.
Cerc di pensare ad altro, di addormentarsi, ma il sonno sembrava eluderla. Dopo essersi girata
e rigirata fin troppe volte, si alz, arrabbiata. And alla murata, l dove c'era la fessura verso l'esterno,
e guard il mare. Era una serata gelida e limpidissima. La luna piena gettava una luce funerea ma
intensa sull'acqua. Erano ormai in viaggio da pi di una settimana, dunque la terra non doveva essere
distante. Myra sent il cuore fare un balzo nel petto al pensiero di essere cos vicina al Biaswad, la sua
terra natale, quella che l'aveva creata e poi distrutta, forgiandola in una persona nuova, completamente
diversa. Poi qualcosa al margine del suo campo visivo attir la sua attenzione. Era una specie di strano
tremolio che non era in grado di decifrare.
Si stacc e si pass una mano sugli occhi. Si ritrov Kyllen accanto.
Che succede?
Myra era gi pronta ad aggredirlo perch quella sera non voleva lasciarla in pace, ma in
quell'istante anche lui dovette vedere qualcosa. La costrinse a spostarsi dalla luce frapponendosi col
suo corpo e guard fuori.
Myra ebbe un brutto presentimento. L'hai visto anche tu?
Kyllen si stacc dal fasciame.
Dobbiamo avvertire il capitano.
Che hai detto?
Kyllen era gi diretto verso il boccaporto. Stiamo per essere attaccati dai pirati le url dietro.
26
7 dicembre, notte
 solo un riflesso, o chiss cosa. Ti ricordo che su questa nave non ci dovremmo neppure
essere disse Myra andandogli dietro.
Aiutami col boccaporto, bisogna avvertire il capitano ribatt lui, ma Myra rimase immobile.
Kyllen la guard. Dannazione, non  un riflesso.  vernice di Sangue di Pietra, e dentro ci hanno
intrappolato un elementale. L'hanno messa su tutta la nave, in modo che tu non possa scorgerla fino a
quando non  troppo vicina per reagire. Fidati, queste cose le ho gi viste.
Marjane nel frattempo si era svegliata. Che cosa fate? chiese assonnata.
I pirati disse secco Kyllen.
Pirati? ripet lei, incredula e spaventata, ma Kyllen non le rispose.
And da Myra. I remi disse.
Lei ci mise qualche secondo a capire.
Sulla nostra testa. Ma non so se c' un passaggio diretto, il boccaporto d accesso al ponte.
Quello non  un problema. Myra un i due walud con la catena, quindi and alla parte
posteriore della stiva. Ne lanci uno verso il soffitto, lo fece roteare e con un unico gesto fluido intagli
un cerchio nel legno. Aiutami!
Kyllen arriv all'istante.
Marjane se ne stava con gli occhi incollati alla fessura. Li vedo anch'io!
Si stanno avvicinando mormor Kyllen, mentre Myra gli montava sulle spalle. Le bast dare
un colpo con l'elsa di un walud, e il cerchio intagliato nelle assi salt.
Si iss su e trascin Kyllen dietro di s.
Erano nel locale dei rematori. Non c'era nessuno; in quel periodo dell'anno i venti non
mancavano, e portarsi dietro anche degli schiavi per remare era un'inutile spreco di risorse. Lungo le
fiancate c'erano panche di legno, ciascuna con tre paia di catene pronte a ospitare le caviglie degli
schiavi. I remi, lunghi e sottili, erano appoggiati alle panche e assicurati tramite una corda che li legava
tutti insieme.
Tieniti pronta a slegarli, ti dico io quando fece Kyllen.
Myra obbed e and verso il primo remo della fila.
Kyllen si dispose al centro della sala, pieg un ginocchio e tocc il legno con una mano,
portando la Porta del Sangue a contatto col pavimento. Chin il capo, e Myra lo sent ripetere piano
delle parole rituali in una lingua che non le sembrava di aver mai sentito. Vide piccoli punti di luce
azzurrata illuminare la sua casacca; erano distribuiti uniformemente sul suo corpo, e lei cap che si
trattava di Porte del Sangue, innumerevoli Porte del Sangue che aveva diffuse ovunque. I Camminanti
ne avevano solo due, una per mano.
Il volto di Kyllen si distorse in una smorfia di dolore.
Come nebbia, dal legno inizi a sollevarsi un fumo biancastro. Era evanescente, appena
percettibile, si avvolgeva danzando in volute nell'aria, poi piano and a condensare sulle panche,
avvolgendo in spire strette i remi.
Ora! url Kyllen, e Myra ag. Bast un colpo con il walud, e la corda schizz via a causa
della tensione. Per un lunghissimo istante parve che i remi scivolassero inesorabilmente verso l'acqua.
Kyllen strinse i pugni, e le volute di fumo si fecero appena pi consistenti, serrando pi saldamente i
remi. Poi, piano, iniziarono a muoversi. All'inizio la cosa sembr costargli una fatica enorme; i remi
affondavano nell'acqua, avanzavano lenti come se fossero immersi nell'olio e poi venivano tirati su
come se pesassero tremendamente. Dopo un po' il movimento si fece pi fluido, e Myra sent che la
nave stava accelerando.
Si affacci da un boccaporto e vide che l'imbarcazione pirata si era avvicinata molto. Non che
fosse chiaramente visibile, non ancora, ma quello che poco prima sembrava un tremolio qualsiasi
dovuto allo spostamento d'aria sulla massa d'acqua del mare ora aveva una forma ben precisa:
un'ampia chiglia, davanti alla quale s'impennava un'onda bianca di spuma. Si intravedevano anche le
vele, in numero ben superiore alle loro e molto pi ampie.
Non ce la facciamo... mormor Marjane, che li aveva seguiti.
D'improvviso sentirono un rumore di passi, e Myra estrasse rapidamente anche l'altro walud,
proprio mentre cinque marinai irrompevano nel salone, armi in pugno. Si bloccarono senza parole. La
scena dei remi messi in moto dal fumo dovette sconvolgerli, e ci volle qualche secondo perch il primo
si rendesse conto che avevano un mago a bordo. And verso di lui urlando, la spada sguainata.
Myra lo intercett con un balzo, bloccando la sua lama con i walud. Siamo attaccati disse tra
i denti, guardando gli altri quattro. Lo strano riflesso all'orizzonte  una nave pirata. Dobbiamo
scappare, e il mio amico  l'unico che pu permetterci di farlo.
Si fece avanti un uomo corpulento, probabilmente il capitano. La guardava stupito, confuso, e
non aveva messo via la spada. E voi chi diavolo siete?
Non c' tempo per questo! grid Myra con la sua voce lacerata. Ci stanno addosso, guardate
fuori se non ci credete!
Il capitano non abbass la lama. Ridhel, va' a vedere disse per a uno dei suoi.
L'uomo si affacci, e gli bast un istante. Sono a un centinaio di braccia! disse, e finalmente
il capitano parve capire la gravit della situazione.
Spiegate tutte le vele, manovra evasiva! url, poi guard di nuovo Myra. Con te e i tuoi me
la vedo dopo. Intanto, di' al tuo amico di fare il massimo.
Il capitano riprese la via del ponte.
Myra guard Kyllen. Le Porte del Sangue brillavano fulgide, alcune avevano bruciato la
casacca e i pantaloni, e occhieggiavano attraverso il tessuto. Intorno a ciascuna di esse, la pelle era
rossa come se fosse ustionata. La sua fronte, china verso il pavimento, era madida di sudore.
Ce la fai? gli chiese.
Lui si limit ad annuire. I remi lavoravano a pieno regime. Myra riusciva ormai quasi a
intravedere gli elementali nel fumo evocato dal ragazzo.
And verso Marjane. Estrasse un pugnale dallo stivale e glielo mise in mano. Sta' qua sotto e
non esitare a usarlo, se le cose si mettono male.
Non lasciarmi! implor la ragazzina. Io non so difendermi, non ho ancora imparato...
C' Kyllen si sent dire Myra, come se a parlare fosse un'altra persona. E qui  pi sicuro.
Non ti succeder niente, te lo giuro.
Poi, walud in pugno, sal in coperta.
Il vento, l'odore dell'aria pulita e il freddo pungente che c'era lass la lasciarono per qualche
istante spaesata. Si era disabituata a quegli spazi immensi, non costretti tra quattro pareti di legno. E
anche alla gente: c'erano marinai che andavano in ogni direzione, molti armati, e un viavai che le fece
girare la testa. La vela, sopra di lei, era tesa allo spasimo, a cogliere anche la pi piccola bava di vento.
La nave filava, beccheggiando disperata sulle onde, ma l'imbarcazione pirata era sempre pi vicina.
Myra la vide dietro di loro, a tribordo. La chiglia era semitrasparente per via del Sangue di Pietra, ma la
sua forma era perfettamente identificabile. Lo scafo sottile la rendeva agile, rapida, adatta a inseguire
altri vascelli in tutte le condizioni. Avevano remi anche loro, che stavano pompando a pieno regime. Il
capitano aveva capito che non sarebbero riusciti a fuggire e stava preparando i suoi alla battaglia. Dal
nulla spuntarono anche due Rewadir, e Myra cap che sarebbe finita male.
Corse di nuovo di sotto. Si vide accogliere da Marjane, il pugnale teso in avanti. Sei tu...
disse con un mezzo sospiro.
I prossimi per saranno i pirati disse Myra e guard Kyllen. Alcuni remi erano scivolati in
mare, e adesso il movimento di quelli restanti non era cos coordinato come prima. Il fumo era meno
compatto, gli elementali non erano pi visibili nella loro forma.
Non ce la faremo mai gli disse. Ci hanno presi. Dobbiamo pensare a come andarcene.
Fu allora che la nave sub un grosso scossone. Scartarono lateralmente, mentre il legno sopra di
loro si squarciava. I pirati avevano lanciato gli arpioni.
L'assalto era iniziato.
Kyllen! url Myra scuotendolo.
Finalmente lui stacc la mano dal pavimento, e il fumo si dissolse come se non fosse mai
esistito. I remi scivolarono tutti assieme nel mare, e la nave s'impenn a tribordo, trascinata verso
quella nemica dai rampini metallici.
Myra lo afferr per un braccio, lo tir su, quindi si rivolse a Marjane. Di sotto, forza!
Aspetta! disse Kyllen. Devo ringraziare gli elementali.
Myra lo guard come se fosse pazzo. Cosa...
Gli elementali le spieg lui, con gli occhi lucidi per lo sforzo ma determinati. Li devo
ringraziare.  il rito.
Lo farai dopo disse Myra e lo trascin di peso via di l.
Si gettarono attraverso lo stesso foro che aveva prodotto poco prima per avere accesso al locale
dei rematori. Lei atterr con facilit, Marjane se la cav, ma Kyllen cadde rovinosamente.
Stai bene? chiese Myra cercando di guardarlo in faccia.
Lui annu. Dammi qualche secondo. La maggior parte della fatica l'hanno fatta gli elementali.
Dovevo ringraziarli... ripet.
Myra lo ignor e torn a rivolgersi a Marjane. Ci serve qualcosa che galleggi. Grande.
Dobbiamo riuscire a starci tutti e tre.
Si misero a cercare nella stiva mentre sentivano i passi disperati dei marinai sulle loro teste, le
grida, i rampini che continuavano ad arpionare il legno e, infine, un boato tremendo.
Era entrato in azione anche il rostro.
Questa... disse intanto Marjane, concitata.
Myra si volt e vide la ragazzina che indicava una grande botte di legno. S, poteva funzionare.
Perfetta, brava. Si accost alla botte ma, prima che potesse aprirla, ud un grido e subito sguain i
walud.
L'aggressore era un pirata, un Lunyar, a giudicare dall'abbigliamento. Del resto, il monopolio
dei mari era loro. L'uomo and a colpo sicuro verso Kyllen, come se lo conoscesse, come se lo avesse
cercato.
Myra ag d'istinto: intercett la sua sciabola mentre calava sul mago, ancora a terra. Il pirata
imprec nella sua lingua e spinse pi forte, costringendola in ginocchio. Va' ad aiutare Marjane! url
a Kyllen, la gola che le inferse l'ennesima stilettata di dolore. Lo sent strisciare sul pavimento e
raggiungere la ragazzina.
Poi apr la guardia, e il pirata, spinto dalla sua stessa forza, infisse la spada nel pavimento di
legno. Myra gir su se stessa, quindi lo colp alle spalle. Ma dal boccaporto ne vide scendere ancora, e
ancora. Cercavano il bottino e sapevano che era nella stiva.
Si gett in avanti e lasci che il suo corpo agisse per lei. Abbatt il primo di slancio, si volt e
decapit il secondo. Due per l'attaccarono da entrambi i lati, e fu costretta a unire i walud con la
catena e a farli roteare.
Colp i due pirati al petto. Ma ce n'erano altri, continuavano ad arrivare, e la superficie sulla
quale si muovevano era sempre pi insicura. Quella gente era abituata a combattere in mare, ma lei no.
Una scossa, e perse l'equilibrio. Si vide sovrastare da un pirata e pens di essere perduta.
Poi tutto intorno a lei esplose. Le assi del pavimento scattarono verso l'alto, come spinte da una
mano invisibile, e solo la piccola porzione sulla quale si trovava lei rimase immobile. Due mani salde
l'afferrarono.
Si gir e si trov davanti il sorriso di Kyllen. Direi che  ora di toglierci da qui.
Corsero verso la botte, passando sopra i pezzi di legno divelti dalla magia di Kyllen; Marjane
era gi dentro e si sbracciava.
Myra vi si tuff con un salto, ma Kyllen rimase fuori.
Che... prov a chiedergli Myra, mentre lui poggiava una mano sul legno della nave,
esattamente a poppa. Si concentr un attimo, quindi il legno davanti a lui esplose nuovamente.
La botte cadde nel vuoto, e Myra e Marjane urlarono.
L'impatto fu terribile, e per un istante Myra perse ogni punto di riferimento. Si sentiva
sballottata da ogni lato, urtava dolorosamente contro la parete della botte, e l'acqua le entrava in bocca
soffocandola. Poi, piano, il dondolio si assest. Il corpo di Marjane era premuto contro il suo, la sentiva
singhiozzare.
E Kyllen? Si sporse, lo cerc con lo sguardo, ma non c'era. Poi vide una mano spuntare a
intervalli dall'acqua. Senza pensare, si gett fuori dalla botte, in mare, e il freddo quasi la paralizz. Fu
come essere punta da decine, centinaia di spilli ghiacciati che le penetravano nella carne. Tutto era buio
e gelido.
Emerse in superficie cercando disperatamente di respirare. Setacci la superficie nera del mare
e vide qualcosa tra le onde. Di nuovo, la mano di Kyllen. Nuot verso di essa pi rapida che pot. Due
bracciate, e gi non la vedeva pi.
S'immerse ancora. La luce lunare riusciva a trapassare il primo braccio: oltre, c'era solo
oscurit. Scorgeva le chiglie delle due navi affiancate, e sotto di esse banchi di pesci argentei. Il
silenzio era assoluto. E poi, non molto distante, un corpo che si agitava scompostamente. Myra lo vide
scivolare nell'abisso.
Scese pi a fondo, spingendo con tutta la forza delle gambe, e tese una mano alla cieca finch
non sent il contatto con la pelle di lui. Era il suo braccio. Lo strinse e si inarc verso l'alto.
Il primo respiro che fecero, appena fuori, fu quasi doloroso. Ma non c'era tempo. Myra tenne
Kyllen e lo trascin nuotando verso la botte. Tutti i muscoli del loro corpo urlavano, ma non potevano
fermarsi.
Marjane l'aiut a issarlo a bordo. Grazie... disse lui con voce strozzata.
Myra non rispose. Tremava cos forte che faticava a parlare.
Riuscirono a concedersi solo pochi istanti di quiete. Kyllen continuava a tossire furiosamente, e
Myra si sentiva sfinita. Dietro di loro, per, la battaglia continuava. Le navi sembravano due enormi
mostri marini abbracciati in una danza mortale. E la corrente stava trascinando la botte proprio in
quella direzione. Nella luce dell'alba che iniziava piano a schiarire il cielo, Marjane guardava senza
parole quello spettacolo; uomini cadevano in mare urlando, il clangore delle spade si sentiva fin da l,
assieme al gemito delle corde e allo stridore del legno contro legno.
Myra tir su Kyllen per il bavero. Abbiamo bisogno di te. Adesso.
Era fradicio, stremato, ma annu comunque, perch solo lui poteva fare qualcosa in quel
momento. Scosse la testa un paio di volte, cercando un'impossibile lucidit. Poi si sporse fuori dalla
botte. E per un istante fu sul punto di cadere.
Myra riusc ad afferrarlo per la vita giusto in tempo.
Sei pazzo o cosa?
Tu pensa a tenermi stretto.
Finalmente, Kyllen port il palmo della mano a contatto con l'acqua. Sentiva la pressione
disperata di Myra sulle sue gambe,ma cerc di concentrarsi solo su quello che doveva fare. Chiuse gli
occhi e chiam a raccolta le poche risorse che gli erano rimaste. Ma funzion, perch sent quel
consueto pizzicore, quella sensazione di essere attraversati da un'energia benefica che preludeva alla
manifestazione di un elementale.
L'acqua sotto la botte si gonfi sempre di pi, fino a quando non prese la forma di un'unica,
corposa onda. Inizi a spingerli verso la riva, dapprima piano e poi sempre pi velocemente.
Marjane si mise dritta e sent il vento frustarle il viso. Quando guard in basso, vide la spuma
bianca dell'onda che li stava portando al sicuro. Sotto di essa, in trasparenza, un elementale enorme.
Aveva lunghi capelli bianchi di spuma e un corpo diafano fatto d'acqua. Era lui che li stava
conducendo via dal pericolo.
Marjane alz lo sguardo e la vide in lontananza, sottile e marrone: la riva.
Ci siamo quasi! grid con tutto il fiato dei suoi polmoni. Tanto Myra quanto Kyllen
sperarono fosse vero, perch erano davvero allo stremo. Ma nessuno dei due sollev gli occhi, ed
entrambi rimasero concentrati su quel che stavano facendo. Continuarono a farsi portare dall'onda,
sempre pi rapidi. Dietro di loro, i suoni della battaglia si facevano a poco a poco pi distanti, e cos il
profilo delle due grandi navi. Ben presto ci fu spazio solo per il rumore del vento e il profumo del mare.
Il cielo era sempre pi chiaro, e la terra, davanti a loro, sempre pi nitida.
Cos Kyllen dimentic qualsiasi altra cosa che non fossero la sua mano sull'acqua e lo sforzo
che stava facendo per tenere avvinto a s l'elementale. L'onda acceler, e la botte s'inclin
pericolosamente.
Ci capovolgiamo! url Marjane. Siamo troppo alti e troppo veloci!
Ma Kyllen ormai era molto lontano da l. Non sentiva pi nulla intorno a s, solo l'acqua che
scorreva rapidissima sotto il suo palmo. L'onda si erse in tutta la sua potenza, e Marjane vide
l'elementale ormai ritto contro la spiaggia. Dur un istante, ma parve eterno. Poi l'elementale alz il
capo e semplicemente si dissolse, mentre l'onda che aveva creato s'infrangeva sulla spiaggia. Il sopra e
il sotto persero significato, mentre la botte si disintegrava in una miriade di schegge di legno.
L'acqua li travolse, li trascin lungo la sabbia con una forza inarrestabile e, quando ebbe
esaurito la sua energia, inizi a trascinarli indietro con la potenza del suo risucchio. Non c'era nulla cui
potessero aggrapparsi, e allora Marjane inizi a nuotare disperatamente. Le sue mani incontrarono
qualcosa e lo agguantarono con disperazione. Si accorse che si trattava del corpo di Myra,
abbandonato. Url il suo nome, mentre la risacca li trasportava indietro, e poi di nuovo in avanti,
confondendo ancora ogni cosa.
Fu a quel secondo impatto che Myra si riebbe. Le ci volle qualche istante per capire, ma poi
l'acqua le fece ricordare tutto. Dove si trovavano e cosa stava accadendo. Afferr Marjane e la tir con
s verso la riva. Nuot controcorrente e, quando con i piedi tocc il fondo, fece forza sulle gambe. Le
sembrava di correre nel piombo, ma alla fine riusc a portarsi sulla terra ferma.
Lasci la ragazzina e croll sulla spiaggia.
Kyllen non c'!
Myra strinse la sabbia bagnata sotto i palmi. Si tir su con uno sforzo supremo e vide ovunque
pezzi di legno e metallo trascinati dall'acqua. E, in fondo, qualcosa che galleggiava.
Devi andare tu disse piegata sulle ginocchia. Vallo a prendere e portalo qua. Puoi farcela.
Marjane corse. Abbracci Kyllen e riusc a ricondurlo a riva. Ma il suo corpo era inerte,
completamente abbandonato alla presa. Non respirava.
Myra lo scosse, gli diede un paio di schiaffi sul volto, lo chiam. Accanto a lei, Marjane se ne
stava seduta con una mano sulla bocca, paralizzata.  morto... disse con la voce rotta.
No, non lo  rispose dura Myra.
Si chin, gli chiuse il naso con le dita e poi appoggi la bocca sulla sua. Non stette a pensare, lo
fece e basta, perch l'aveva visto soffrire con gli elementali che aveva evocato e pagare in prima
persona il prezzo della sua magia, e perch lui era l'unica ragione per cui adesso non erano morte, o
prigioniere sulla nave dei pirati.
Gli doveva la vita.
Soffi con forza, una, due volte. Bast, perch Kyllen prese a tossire, vomitando sul
bagnasciuga tutta l'acqua salata che aveva bevuto.
Myra si allontan, rendendosi conto di quel che aveva fatto. Si strapp dalla bocca il sapore
salato delle sue labbra con un braccio, ripetutamente, mentre lui si tirava su con difficolt, pallido e
tremante.
Va tutto bene? gli chiese Marjane.
Kyllen annu, poi guard Myra. Grazie. Sono gi due volte che mi salvi balbett, cercando di
sorridere.
Myra non rispose.
Si gett sulla riva, svuotata. Era stata un'impresa disperata, ma adesso erano salvi. E solo allora,
con un tuffo al cuore, cap che la sabbia sotto la sua schiena era terra di casa.
Dopo tutto quel tempo, era tornata nel Biaswad.
27
Acrab
La neve cadeva a larghissime falde, oscurando quasi del tutto il panorama. Il Bosco dell'Aria
appariva come un'indistinta macchia grigia, ai bordi di Oster. Le foglie erano tutte cadute, l'inverno era
ormai arrivato e sembrava aver spento ogni altro colore.
Acrab se ne stava davanti alla finestra aperta, a contemplare il paesaggio. Sebbene non fosse un
Asgaro, il freddo ormai faceva in qualche modo parte della sua vita, e a volte ne sentiva il bisogno. Era
il gelo a riportarlo a se stesso, a rimettere in moto la macchina del suo cervello. Non che fosse ansioso
di fare quello che l'attendeva oggi: era solo una noiosa incombenza, nient'altro, ma necessaria per
proseguire nell'attuazione del suo piano.
Bussarono alla porta, e lui si gir.
A entrare fu uno degli attendenti osteriti del palazzo. Aveva le spalle chine ed era
evidentemente intimorito.
La regina  pronta disse soltanto.
Arrivo lo conged Acrab. And verso lo specchio che si trovava in fondo alla stanza. Ne
aveva scelta una non particolarmente sfarzosa: non era tra le pi grandi, e neppure tra le pi riccamente
decorate del palazzo. Gli avevano addirittura detto che in passato aveva ospitato una delle governanti.
Ma si apriva sulla facciata, e da lass praticamente si vedeva tutta Oster.
Si contempl: non era vestito in modo diverso dal solito, e anche questo faceva parte di una
specifica strategia. Indossava le solite vesti da guerriero, compreso un gabbione piuttosto semplice che
gli copriva il petto. Quell'equipaggiamento aveva visto davvero la lotta, e lui lo portava il giorno in cui
si era preso Oster. Aveva rinunciato solo alla dofrir. Era un'arma straniera, che sapeva di Asgar, e lui
invece voleva presentarsi come il sovrano illuminato di tutti.
Si diede un ultimo sguardo, poi usc.
Il corridoio si apr, candido e scintillante, davanti a lui. Lo calc con i suoi stivali da battaglia,
percorrendolo fino in fondo, dove poco a poco and chiarendosi una piccola figura altrettanto candida.
Era Detmarinde, nei suoi abiti nuziali.
Avvicinandosi col suo passo marziale, ebbe tutto il tempo di vederla e apprezzarne la bellezza
dolente.
Vestiva un abito bianco, che la copriva completamente. Sulle spalle aveva un corto giacchetto
di pelo dello stesso colore, che le avvolgeva anche il collo; i polsi erano ugualmente adorni di pelliccia.
Il corpetto era di cuoio, stretto a sottolineare il suo vitino sottile, abbellito da fittissimi intagli
decorativi. La gonna si apriva amplissima, costituita da pi strati di tessuti diversi.
Con dolore, quella vista ricord ad Acrab un altro tempo e un'altra vita. Ma non era il momento
di abbandonarsi ai ricordi, tanto pi che neppure la donna pi bella del mondo sarebbe riuscita a
cancellare dalla sua mente l'immagine perfetta di Emeles. Se ci pensava, poteva ancora vederla davanti
a s, in vesti certo meno sontuose. Ma non aveva alcuna importanza. Nessuna era bella come lei.
A forza, scacci il suo ricordo dalla mente e arriv di fronte a Detmarinde. I suoi capelli rossi
rilucevano straordinariamente; erano acconciati in modo complesso, in un intrico di morbide trecce con
in mezzo, come fiori invernali, alcuni cristalli di frjosinn che brillavano. Erano stati una sua idea. Del
resto, quel giorno si celebrava anche l'unione del popolo asgaro e di quello osterita, e il frjosinn si
trovava solo ad Asgar. Quale segno migliore per indicare che Detmarinde avrebbe rappresentato
anche la gente dell'estremo Nord?
Acrab tese una mano e sfior uno dei cristalli tra i suoi capelli. Detmarinde si ritrasse inorridita.
Lui sorrise. Non dovete aver paura.
Non sono qui di mia volont disse lei. Era cos pallida da sembrare malata; neanche il trucco
era riuscito a dare abbastanza colore a quelle guance esangui.
Neppure io rispose Acrab, senza smettere di sorridere, e lei parve non capire. " questo il
problema, altezza, che tu non sei neppure in grado di capire" aggiunse tra s. Da voi mi aspetto
soltanto che recitiate la vostra parte. Credo che siate piuttosto brava in questo, no?
Le labbra della giovane, rosse come il sangue, divennero una linea sottilissima.
Acrab non se ne preoccup; avrebbe fatto ci che doveva, perch non aveva altra scelta. In
quello stesso momento, Gotin si trovava nelle segrete, assieme a un nutrito gruppo di bambini della
famiglia reale. La regina era stata condotta a vederli pochi minuti prima, giusto per rinfrescarle la
memoria.
Ci vedremo al tempio aggiunse Acrab e se ne and.
Il luogo di culto si trovava alla base dell'enorme ruota del palazzo reale. Gli Osteriti, la cui
economia si basava in buona parte sullo sfruttamento della forza dei fiumi, credevano in un unico dio,
Wassmek, che risiedeva in ogni sorgente. Per questo i loro templi avevano sempre a che fare con
l'acqua.
Quel giorno, schiere di Camminanti erano state ingaggiate solo per far s che l'acqua della
grande ruota non gelasse, e in effetti la cascata scendeva rombante. Acrab non aveva fatto commenti,
sebbene non approvasse, ma le usanze del luogo erano quelle, e in quella specifica occasione doveva
accettarle.
Acrab la guard mentre ci passavano sotto; l'idea di prendere l'edificio da l non gli era stata
dettata solo dalla praticit: era pur sempre la via d'accesso pi facile. Sapeva perfettamente che
l'immagine del conquistatore che s'impossessava del palazzo sfruttando proprio l'acqua, la forza di
Wassmek, si sarebbe impressa a lungo nella mente di quella gente.
E cos era stato, infatti. I suoi gli avevano detto che gi si parlava della sua impresa come di
qualcosa di sacro e blasfemo al tempo stesso, come l'impresa impossibile condotta da un uomo
straordinario. Ad Acrab andavano bene tanto l'ammirazione quanto la paura: erano solo due facce
diverse della stessa medaglia.
Il tempio era una costruzione in pietra dalla forma slanciata; si trovava a lato della cascata, e in
parte ne veniva investito. La roccia, in realt, ne costituiva solo l'impalcatura e serviva da sostegno per
il ghiaccio, che gli dava la vera forma. L'impressione era quella di un palazzo diafano, alto e sottile,
incredibilmente fragile. Era ornato da decine di guglie, sulle quali il gelo produceva complesse
decorazioni naturali. L'altare, completamente coperto di acqua che scorreva a formare un velo fluido e
trasparente, si trovava in fondo, davanti a un'ampia parete ghiacciata, lungo la quale si aprivano piccole
crepe.
Acrab si stup che stesse ancora in piedi, sebbene sapesse perfettamente che a renderlo possibile
era la magia.
Nel tempio c'erano solo nobili, ma fuori l'intera popolazione di Oster era stata invitata. Non
tutti avevano voluto assistere, e allora ci avevano pensato gli Asgari a convincere i pi riottosi. Ora
erano tutti l assiepati, mescolati tra loro. Era importante che ogni singolo suddito capisse che stava per
iniziare una nuova era, nella quale i confini non avevano pi ragione d'essere.
Oster e Asgar erano una cosa sola e lo sarebbero stati per sempre.
Acrab attese nella navata, davanti all'altare, come gli era stato detto di fare. Conosceva i riti
osteriti, come quelli di tutti i popoli del Dominio, ma si era comunque lasciato istruire dalla
sacerdotessa locale. La donna ora si trovava dietro l'altare.
Detmarinde apparve dopo qualche minuto di attesa. La vide emergere dalla porta,
accompagnata dal primo ministro del regno e suo consigliere personale. Era rigida e ancora pi pallida
di prima. Piccoli fiocchi imperlavano la sua pelliccia e cadevano a terra man mano che avanzava.
Acrab la guard senza l'ombra di un sentimento. Non provava nulla per quella ragazza; era uno
strumento, nient'altro. Ma quando le fu vicina, i suoi capelli gli sembrarono splendere pi di ogni altra
cosa, cos vermigli e sanguigni. E tutto quel rosso, in un attimo, parve invadere la stanza.
Sent la testa girargli e d'improvviso comprese che non si stava perdendo nella capigliatura di
Detmarinde, ma che era stato risucchiato dagli occhi di Myra. Ogni cosa si confuse, e Acrab vide
avanzare lei, la bambina che aveva salvato dall'arena, la giovane donna che aveva addestrato alle armi,
il braccio destro che non l'aveva mai abbandonato in quegli otto anni di vita assieme. La vide venire
avanti in quelle vesti regali, la solita espressione indecifrabile impressa sul volto, i capelli candidi a
incorniciarle il viso. E i suoi occhi, occhi di fuoco e sangue, fissi su di lui, mentre avanzava. Se la
ritrov al fianco, ritta e fiera come era sempre in battaglia.
" di me che hai bisogno, Acrab" la sent dire con la sua voce ferita, inconfondibile, il marchio
indelebile del suo dolore.
Vengo a offrirvi la regina sotto lo sguardo benevolo di Wassmek dichiar il primo ministro.
Acrab trasal. Le cose tornarono al loro posto, e si ritrov accanto Detmarinde, la ragazzina
senza qualit che presto gli avrebbe dato accesso al trono. Fece un grosso respiro e torn presente a se
stesso. Non doveva pensare a Myra, non ora e non cos. Sapeva perfettamente quale posto lei occupasse
nel quadro generale, e l doveva restare se non voleva perdere tutto.
Sorrise al primo ministro, e prese delicatamente la mano della regina, sfiorandola appena.
Camminarono lungo la navata, tra gli sguardi perplessi e spaventati della nobilt. Qualcuno,
dall'esterno del tempio, cercava di sporgersi per guardare: il popolo, per il quale Acrab rappresentava
al tempo stesso un mostro e un semidio.
Giunsero davanti all'altare, ed ebbe inizio la celebrazione. Dopo le invocazioni a Wassmek, cui
lui rispose con precisione, sfoggiando un osterita perfetto e privo di qualsiasi accento, la sacerdotessa
pass al rito vero e proprio. Pose una brocca sotto l'altare e raccolse parte dell'acqua che vi scorreva,
quindi si sporse verso di loro.
Esprimete davanti a Wassmek il vostro consenso all'unione.
Acrab guard Detmarinde; era lei la regina, e toccava a lei prendere la parola. La donna indugi
un istante, e lui le strinse appena pi forte la mano, fissandola ancora. Lei si riscosse, poi si rivolse alla
sacerdotessa.
Io, Detmarinde di Oster, regina della Valle, acconsento a unirmi in matrimonio ad Acrab di
Asgar, signore delle Terre di Ghiaccio.
Era stato Acrab a insistere per quello specifico titolo. Poi, certo, dall'indomani sarebbe stato re
di Oster e Asgar.
Soddisfatto, fu il suo turno di pronunciare la promessa.
Io, Acrab di Asgar, signore delle Terre di Ghiaccio, mi onoro di prendere come moglie
Detmarinde di Oster, regina della Valle.
La sacerdotessa, piano, vers l'acqua sulle loro mani congiunte, quindi il tetto si apr, lasciando
che la neve e il freddo penetrassero all'interno del tempio. Rimasero immobili, fino a quando uno strato
di brina non copr le loro dita intrecciate.
Wassmek unisce Acrab e Detmarinde in matrimonio. Che l'acqua scorra feconda, e l'unione
felice concluse la sacerdotessa.
Gli astanti applaudirono, e lentamente i due sposi uscirono, le mani sempre allacciate, per
mostrarsi al popolo assiepato fuori dal tempio. Altri applausi e grida di giubilo partirono dagli Asgari,
ma Acrab not che anche svariati Osteriti si unirono. C'era sempre qualcuno che desiderava
sottomettersi a un uomo forte, che gli promettesse ricchezza e potere.
Il resto dei festeggiamenti trascorse senza problemi. Acrab fu cordiale con chiunque, e la sua
regina mantenne un basso profilo, rispondendo con un sorriso a tutti, ma cercando di parlare il meno
possibile. C'erano guardie asgare ovunque, e tutto and esattamente come doveva. Ogni tanto
Detmarinde scrutava ansiosa la folla, e Acrab intu che cercava Gotin. Ma lui era con i bambini e ci
sarebbe rimasto a lungo.
Tutto fin a notte inoltrata, quando Acrab e Detmarinde si ritirarono nelle loro stanze. Lo fecero
ancora mano nella mano, col portamento che si addiceva ai regnanti, facendo passi piccoli e misurati. I
presenti erano rimasti colpiti dal contegno del nuovo re e al tempo stesso rassicurati dall'atteggiamento
della regina. Forse non tutto il male veniva per nuocere, forse quella conquista avrebbe portato
qualcosa di buono.
Non appena le porte si furono chiuse dietro di loro, Detmarinde si accasci a terra, l'enorme
gonna che si apr intorno a lei come un fiore candido. Acrab avanz verso il letto e ci si sedette sopra.
Lei si era portata una mano al viso e singhiozzava.
Poi lo guard con gli occhi accesi d'ira. Non sar mai tua gli sput in faccia.
Acrab ridacchi. Non ho intenzione di consumare il matrimonio disse calmo.
Detmarinde sembr combattuta tra l'evidente sollievo e la paura.
Mi interessa essere re, non avere moglie. Si alz e si avvicin alla regina, che era ancora a
terra, incombendo su di lei. Domani, proclamerai che Oster e Asgar costituiscono un unico regno. Il
Regno del Ghiaccio. Sar il tuo ultimo atto pubblico; da qui in avanti, il governo spetta a me.
Che cosa vuoi da noi? url lei. Non abbiamo niente, siamo un popolo pacifico...
Lui si chin alla sua altezza. Io non voglio voi; io voglio il Dominio, tutto, per farne
finalmente un luogo degno dove vivere. Voi siete solo un tassello di un mosaico pi grande.
Tu sei pazzo... disse lei piano.
Acrab sorrise. Lo dicono di tutti i visionari. Ma non mi aspetto che tu possa capire. Sei sempre
vissuta qui. Sei nata regina e non hai idea di cosa ci sia l fuori, di cosa sia il Dominio per la gente
come me.
Noi siamo un popolo pacifico... ripet lei stolidamente.
A volte anche il sacrificio degli innocenti  necessario. Acrab si rimise in piedi. Mi aspetto
che tu ratifichi tutto quanto ti ordiner; da questo momento sono re, potrei scavalcare la tua autorit,
ma la gente ti ama e si fida di te.
E i bambini? url lei mentre Acrab stava per varcare la soglia.
Stanno bene, e nessuno far loro del male finch mi obbedirai rispose, poi apr la porta e usc.
Sent Detmarinde singhiozzare nuovamente. Non lo impietosiva.
Per un istante la sua mente indugi su Myra, ma scacci subito il pensiero. Aveva provveduto
anche a lei.
Quindi si diresse sicuro verso la sua stanza.
La stanza del re.
28
7-9 dicembre
Non appena si furono ripresi, i tre si allontanarono dalla spiaggia; avevano bisogno di trovare
riparo e soprattutto di riscaldarsi, perch erano zuppi e l'aria era freddissima. Dietro di loro c'erano
solo basse dune, coperte da una vegetazione fatta per lo pi di arbusti e piante grasse. Myra la
conosceva bene; spesso d'estate suo padre l'aveva portata al mare, che non distava da casa loro pi di
mezza giornata di viaggio a piedi. Il panorama era lo stesso che l, e la cosa le mise addosso una strana
rabbia. Perch era rimasto tutto uguale a se stesso? Perch anche il Biaswad non era crollato quando la
sua vita era stata distrutta?
Marjane and a far legna. Myra ne approfitt per cercare di riprendersi. Era intirizzita e non
riusciva a fermare il tremito delle membra. Quello messo peggio era per Kyllen. Oltre che fradicio era
spossato. Lei si tolse di dosso il mantello e glielo gett.
Anche se  bagnato, almeno ti protegger dal vento.
Va bene cos disse lui, ma la sua voce vacillava cos tanto che era quasi impossibile capirlo.
A Myra sfugg una mezza risata roca, del tutto incongrua, tanto che Kyllen la guard stupito.
Che c'?
Parli come me, adesso.
Sorrise anche lui, poi rise. Si ritrovarono entrambi mezzi morti a ridere come sciocchi sulle
dune, senza sapere perch.
Fu Myra ad accendere il fuoco. Costru una specie di impalcatura con alcuni ceppi su cui stese il
mantello. C'era spazio a sufficienza per accogliere tutti e tre, e presto vennero riscaldati da un tepore
piacevolissimo.
Dopo quel momento in cui si era lasciata andare, poco prima, per, lei era tornata silenziosa e
distaccata. Tir fuori dalla bisaccia un'ampolla e l'allung a Kyllen, che la guard perplesso.
Fu Marjane a intervenire. Bevi, l'ha dato anche a me, per il freddo  davvero un toccasana.
Kyllen prese l'ampolla e la esamin alla luce del fal. Cos'?
Un tonico rinvigorente.
Il giovane mago continuava a non sembrare convinto. L'hai fatto tu?
Bevi e taci disse Myra.
Davvero, da dove viene? insistette Marjane.
Da Asgar rispose Myra. Lo sintetizza un uomo straordinario che vive l e non aggiunse
altro, perch ogni riferimento ad Acrab le bruciava dentro. Non riusciva pi nemmeno a calcolare
quanto tempo fosse passato da quando l'aveva abbandonato.
Kyllen bevve un sorso e non fece altre domande. Volevo ringraziarti ancora per prima disse
invece.
Myra sent di nuovo con fastidio la sensazione delle labbra di lui premute sulle proprie, quando
gli aveva praticato la respirazione bocca a bocca. Ma scacci il disgusto. Anche io devo ringraziarti.
Senza di te saremmo morti.
Stavo salvando anche la mia pelle cerc di scherzare Kyllen. Poi tacque.
Myra pens che si stava bene l sotto, che avrebbe potuto rimanerci a lungo, assieme a quei due
sconosciuti. L il passato sembrava non esistere, e cos il futuro: nessun assassino da cercare, nessuna
verit da svelare.
Restarono in silenzio, in quel tempo sospeso, a riposarsi e riscaldarsi. Per la realt c'era tempo
l'indomani.
Si svegliarono all'alba. Myra usc piano dalla tenda improvvisata, il mantello ormai asciutto, e
vide il sole alzarsi dall'orizzonte piatto della sua terra. Aveva nevicato, nella notte, una neve fragile che
ricopriva appena le dune di un velo sottile, sotto il quale si intravedeva ancora la sabbia. Una lancinante
sensazione di rimpianto l'avvolse, e per un attimo il presente si sald al passato.
Sent la testa girarle e cadde in avanti. Affond le mani nella sabbia e nella neve, come aveva
fatto una vita prima ad Asgar, e come allora, con difficolt, riusc a tornare presente a se stessa.
Era pi difficile del previsto.
Kyllen la sorprese inginocchiata l.
Che ti succede?
Myra si gir di scatto e altrettanto rapidamente si tir su. Niente.
Kyllen si stiracchi, quindi recit una specie di preghiera, le mani e la fronte appoggiate alla
sabbia.
Sei religioso? gli chiese Myra quando ebbe finito.
Lui sorrise. Ringraziavo gli elementali. Ti ricordi? Ieri non l'avevo fatto. Fa parte del rito, noi
siamo ben consapevoli di sfruttare i poteri di qualcun altro.
Poi si accosci davanti al focolare e inizi a cercare di attizzare il fuoco. Fu Myra poi a
svegliare Marjane, e finalmente consumarono la colazione.
Il sole si levava lentamente dalla Piana dell'Abbondanza, e lei sentiva sulla pelle il suo tocco.
Ci troviamo al massimo a due giorni di viaggio da Bizzef; la Strada non dista molto. Indic la
direzione, poi si rivolse a Kyllen. Noi due per dobbiamo parlare.
Lo fecero mentre Marjane metteva a posto e preparava tutto per la partenza.
Quel pirata, ieri,  andato a colpo sicuro disse Myra. Mirava a te.
Be', ero quello che stava facendo scappare la nave...
Lui e i suoi compari erano gi a bordo, non dovevano rallentarla.
Kyllen sospir. Ci ho pensato anch'io. Senti, ti ho spiegato cosa sto facendo e perch mi
stanno cercando. Temevo che avrebbero incaricato qualcuno di darmi la caccia, ed  successo. Ma io
non mi posso fermare, e la mia strada coincide con la tua. Mi spiace. Il prima possibile me ne andr per
i fatti miei.
Myra non disse niente. Semplicemente port la mano allo stivale ed estrasse un pugnale. Era
identico a quello che aveva dato in precedenza a Marjane. Per un istante Kyllen si preoccup. Lei per
glielo gett ai piedi.
Cercano un Puro. Ti consiglio di rasarti come un Camminante. Ai vestiti ci penseremo a
Bizzef.
Si alz e non aggiunse altro, avviandosi.
Kyllen la guard. Per lui restava un enigma, un mistero che desiderava sempre di pi riuscire a
dipanare.
Senza i suoi capelli, aveva un'aria stranamente minacciosa. Kyllen non faceva altro che toccarsi
la testa mezza rasata, attraversata al centro da quella striscia bianca.
Non sopporto di portare anche solo l'acconciatura dei Camminanti disse, e Marjane soffoc
una risata.
Per stai bene. Sembri pi un mago.
Proprio quello che non volevo.
Che tu lo voglia o no, quel taglio potrebbe salvarti la vita osserv Myra, senza fermarsi.
Erano partiti.
Per due giorni camminarono in una zona lagunare: il Naharar, il grande fiume che fecondava la
Piana dell'Abbondanza con le sue piene periodiche, da quelle parti si disperdeva in migliaia di rivoli
sempre pi sottili, che rigavano il terreno come lacrime.
Myra ricord quando percorreva quella zona con suo padre ogni volta che andavano a Bizzef.
Era un posto che l'aveva sempre affascinata; d'estate il cielo si specchiava nell'acqua, e sembrava di
camminare tra le nuvole. Il paesaggio non era granch cambiato da quando era bambina. Tutto
sembrava solo congelato dall'inverno.
Giunsero alla Strada a met del terzo giorno. Era la grande arteria che collegava le pi
importanti citt costiere del Biaswad. Era cos ampia e trafficata che era stata divisa in due corsie; una
era percorsa dai viandanti a piedi, l'altra da carri e trasporti di vario genere. C'era persino un canale
navigabile che la costeggiava, nel quale viaggiavano lente chiatte cariche di derrate alimentari.
Pi si inoltrava nella sua antica patria, pi Myra si faceva taciturna e cupa. Non aveva
immaginato che tornare sarebbe stato cos doloroso. Non riusciva a non pensare che era l, sotto quella
terra umida e grassa, che il corpo di suo padre si era decomposto; c'era dunque qualcosa di lui nella
terra stessa, nell'aria, nell'acqua, qualcosa di invisibile e impalpabile.
A sera Marjane prov debolmente a perorare la causa di una locanda; ce n'erano diverse lungo
il tragitto, e si meritavano una notte di sonno tranquillo.
Da quando siamo partite da Etheria non abbiamo pi dormito in un letto disse.
Nessuno ti ha chiesto di seguirmi fece Myra cupa, e quella risposta scoraggi ogni ulteriore
discussione.
Si fermarono in una radura poco discosta dalla Strada. Il cielo era limpido, quindi sperarono che
non avrebbe nevicato, quella notte.
Sembra un pixiens disse Kyllen. Hai scelto bene.
Myra si guard attorno. In effetti assomigliava alla radura circolare in cui si era riposata quando
ancora era in procinto di ascendere al Circolo Bianco.
Non l'ho scelta di proposito.
Non lo si fa mai...
Mangiarono le poche provviste che erano rimaste e, quando ebbero finito, montarono una tenda
esattamente come avevano fatto la prima sera nel Biaswad.
Marjane per, nonostante la temperatura fosse calata, si mise fuori ad allenarsi col pugnale che
Myra le aveva dato durante l'attacco dei pirati.
Lei la guard mentre si muoveva nel suo modo goffo e poco coordinato. Sent l'irritazione
montare. Vieni dentro.
Voglio addestrarmi. Hai visto che  successo sulla nave. Non voglio mai pi sentirmi cos
indifesa.
Quello non  addestrarsi.  agitare il pugnale a caso.
Cio?
Non ci stai mettendo alcuna forza e non hai equilibrio.
Le fece vedere un paio di affondi con i suoi walud e per qualche minuto rimase l fuori, a
spiegare a Marjane come portare i colpi con efficacia.
Kyllen, in disparte, le osservava in silenzio.
Poi, quando sembr soddisfatta del modo in cui Marjane si muoveva, Myra rinfoder i walud.
Adesso muoviti ed entra disse secca.
Marjane, dietro di lei, aveva sul viso un sorriso enorme.
Quella notte Myra non riusc a prendere sonno. I pensieri erano uccelli impazziti che non ne
volevano sapere di obbedirle. Non pot far altro che tirarsi su e uscire, sperando che il freddo calmasse
quell'inquietudine che la stava mordendo da quando erano nel Biaswad.
Il cielo sopra di lei era spietatamente limpido. Sulla sua testa le stelle splendevano a frotte,
crudeli e immobili. Quante volte aveva guardato quello stesso identico cielo con Fadi? Lui le amava, le
stelle. Le aveva insegnato a riconoscerle, le aveva raccontato le loro storie, e adesso lei era incapace di
dimenticarle. Alzava lo sguardo, e il cielo si popolava delle costellazioni e degli eroi di cui le parlava
suo padre in quelle antiche sere.
D'improvviso sent l'impellente desiderio di essere altrove, di abbandonare quella terra piena
solo di terribili ricordi. Le sembr che, se fosse rimasta, si sarebbe ritrovata per sempre bambina,
bloccata nell'attimo in cui tutto era andato in pezzi, senza possibilit di scampo.
Fu allora, mentre un terrore cieco le si spandeva nel petto, che sent un fruscio dietro di s e
scatt come sempre, i walud alla mano. Affond il colpo, ma Kyllen stavolta fu abbastanza rapido.
L'afferr per il polso e la blocc. Si ritrovarono cos a un nulla l'uno dall'altra, le dita di lui strette
attorno alla sua carne. I loro sguardi si incrociarono, e lui vide nei suoi occhi una paura senza nome.
Va tutto bene disse d'istinto. Sono io.
Myra abbass la testa, non si ribell al suo tocco. Qualsiasi cosa, purch la strappasse ai ricordi.
Abbass il braccio, si liber piano, con delicatezza, dalla sua presa e rinfoder l'arma.
Va' a dormire gli disse, e la sua voce roca era piena di una tristezza senza scampo.
Kyllen si sent come se a provarla fosse lui stesso. Si pass una mano tra i capelli. Da quando se
li era tagliati non faceva altro, e la pelle aveva persino iniziato ad arrossarsi.
Ho freddo alla testa... Sorrise. Mi siedo qua disse poi accosciandosi in silenzio. Non ti
dar fastidio.
Myra rimase immobile, in piedi, ancora per un istante. Avvertiva con forza la presenza del
ragazzo al suo fianco, ma adesso non la infastidiva. Poi si sedette accanto a lui, per sentire pi
distintamente di non essere sola.
"Non te ne andare..." pens per un attimo, sentendosi stupida e vulnerabile, ma troppo debole
per resistere.
Sai che secondo qualcuno anche nelle stelle ci sono degli elementali? disse a un tratto Kyllen.
Per questo ad Albon abbiamo costellazioni tutte nostre. Inizi a indicare. Quello  il Cacciatore;
rappresenta il mago, che, se ci pensi, va a caccia. Per i Puri, ovviamente,  una figura negativa. Mentre
quella  l'Onda, dalla quale discendono tutti gli elementali d'acqua. Continu cos a lungo, indicando
e raccontando.
Myra ascoltava. E a poco a poco le costellazioni della sua infanzia svanirono, lasciando il posto
a miti ed eroi sconosciuti. Non c'era pi nulla, sopra di lei, che parlasse di ci che era stato. Quel cielo
ora era nuovo, e lei si sentiva pi quieta.
Tu credi davvero che l in cielo ci siano degli elementali?
Non lo so. Le stelle sono cos lontane... non posso toccarle, non posso evocare gli elementali
che ne hanno fatto le loro dimore... Kyllen fece un gesto di noncuranza; lo faceva spesso, scrollando
le spalle come se niente fosse davvero importante e tutto fosse destinato a passare. Preferisco
concentrarmi su quel che riesco a sapere: che le stelle illuminano il cammino di notte, che percorrono
certi tragitti, durante l'anno, che hanno colori diversi.
Per la prima volta, Myra pens che forse era un bene viaggiare con due persone come Kyllen e
Marjane, cos diverse da lei. In certi momenti era difficile convivere con se stessi.
Tu invece pensi che abbia importanza?
Myra si gir verso di lui pensierosa, poi annu, tornando a guardare in alto. Se lass ci sono
degli elementali, sarebbero gli unici davvero liberi in tutto il mondo. E questo... non so... sarebbe
consolante. Poi scosse la testa. Domani ci aspetta una lunga marcia. Buonanotte.
Avrebbe voluto ringraziarlo, ma non sapeva neppure come fare, e comunque era stato tutto un
caso: che lui uscisse, che le raccontasse quelle cose sulle stelle... Non c'era stato niente di intenzionale.
Indugi un istante e and verso la tenda.
Si pu essere liberi anche in catene disse Kyllen, dietro di lei.
Myra si ferm. Questo pu dirlo solo uno che non  mai stato schiavo.
Tu adesso non lo sei. Ma ti senti libera?
E tu?
S disse Kyllen semplicemente. Da quando sono in viaggio, lo sono. La libert non  una
cosa che ti d qualcuno, o uno stato di natura.  una conquista.
Myra lo fiss per qualche secondo, poi s'infil nella tenda. Attese che lui rientrasse, ma non lo
fece, e lei all'improvviso si sent stremata, come se avesse combattuto una lunga battaglia.
Si addorment quasi subito, nel cuore pi neppure l'ombra dell'angoscia di poco prima. Era di
nuovo Myra, guerriera asgara, e di l in avanti non si sarebbe pi permessa di essere altro.
29
10 dicembre
Entrarono a Bizzef in una mattina grigia e fredda. Il cielo gravava sulla citt come un coperchio
pesante. L'aria era immobile, e il mare stesso era una lastra d'acciaio. Myra ne era contenta: non aveva
mai visto la citt sotto quella veste. Per lei era legata all'estate, ai giorni di festa. Questa era un'altra
Bizzef, un posto cui poteva avvicinarsi senza finire inghiottita dal passato.
La citt si sviluppava tutta sull'isola pi grande del delta del Naharar, che in quel punto era
sconfinato. Era collegata alla riva attraverso una serie di ponti mobili, che ogni notte venivano ritirati.
Per questo, era una delle poche citt del Dominio a non avere mura. Inoltre, era costruita a due braccia
da terra. Il livello delle acque poteva alzarsi di molto, e per restare all'asciutto Bizzef era stata costretta
a dotarsi di palafitte. In quel periodo dell'anno, per, il Naharar sembrava al suo minimo, e Bizzef si
innalzava sul fondo piatto dell'orizzonte come una citt sospesa.
Dominavano i colori caldi: il marrone del legno delle piattaforme e della selva di pali che le
sorreggevano, il giallo e il rosso delle case. Infine, sulla sommit dei palazzi pi alti e importanti  che
comunque non superavano i due piani  il nero lucente dei tetti a spiovente con i bordi rialzati, tipici
del Biaswad. Ma quella mattina c'era un velo di neve su ogni cosa, che dava alla citt l'aspetto di un
fiore vermiglio sul bianco candido. Al centro, il tempio di Ajel: una costruzione costituita da una
moltitudine di cupole di varie dimensioni, tutte allungate verso l'alto. Nel vederle a Myra si strinse il
cuore: era quello il luogo in cui era stato sancito il legame tra lei e suo padre, dove, secondo la legge
del dio Ajel e degli uomini, era diventata sua figlia.
Abbass lo sguardo. Kyllen la affianc. Sembrava sempre percepire i suoi cambiamenti
d'umore. Ora la fissava senza chiedere nulla.
Andiamo disse lei secca.
Nessun dazio da pagare, per l'ingresso in citt, e nessuna guardia da corrompere. Bizzef era un
luogo aperto ai commerci, accogliente. I vicoli del centro si incrociavano ad angolo retto fino a
comporre una fittissima rete di strade. Poche erano le vie pi larghe di cinque braccia, ed erano quasi
tutte ingombre di carri. C'erano poi le bancarelle dei negozi, che esponevano la loro mercanzia su stalli
di legno che sporgevano verso la strada. L'aria odorava di spezie e cibo, ovunque sventolavano drappi
colorati, che si trattasse di tende o dei rotoli di stoffa in vendita. Era il trionfo della vita e dei commerci,
una macchia di colore in una giornata che ne era priva.
Mentre Marjane si lasciava catturare da una bancarella che esponeva splendidi pugnali
astoriani, Myra inizi a guardarsi attorno.
Come hai intenzione di procedere? le domand Kyllen.
Chiedendo rispose lei, senza smettere di scrutare.
Forse posso aiutarti... disse allora lui. Puoi darmi il ritratto?
Myra frug nel tascapane e gli porse la pergamena.
Kyllen la svolse, osservando il volto perfettamente tratteggiato. Si spost in un vicolo pi
laterale e meno frequentato, quindi appoggi la mano a un muro.
Myra, che l'aveva seguito, sent la Porta del Sangue sul suo palmo tintinnare contro il legno.
Sei sicuro? L'altro giorno per salvarci ti sei sfiancato...
Kyllen non rispose. Aveva gi chiuso gli occhi e si stava concentrando. Le Porte del Sangue si
accesero di nuovo, e sul suo volto pass una lieve smorfia di dolore. Dai muri si staccarono piano
evanescenti elementali, che presero a radunarsi attorno a lui. Uno letteralmente s'immerse nel disegno.
A quel punto, Kyllen stacc la mano e attese. Myra si chiese cosa volesse fare. Infine,
l'elementale riemerse dal ritratto e si poggi sul palmo del giovane. Rimase l un istante, poi prese il
volo.
Muoviamoci disse Kyllen e si mise sulla sua scia. Myra fece lo stesso, afferrando al
contempo per un braccio Marjane, ancora persa dietro il suo pugnale.
Che...?
Dobbiamo andare.
Seguirono la piccola figura evanescente che, con straordinaria sicurezza, fendeva il labirinto
delle strade di Bizzef. Qualcosa degli elementali rimane anche negli edifici e nelle costruzioni, che
sono pur sempre fatti con materiali provenienti dalla natura spieg Kyllen mentre procedeva a passo
veloce.  lo stesso principio che ho sfruttato sulla nave per salvarci. E questi spiriti sono testimoni di
tutto quanto accade in citt. Ho semplicemente chiesto loro di trovare il nostro uomo.
Marjane era ammirata e pendeva dalle sue labbra. Non c' nulla che voi Puri non sappiate
fare...
Kyllen ridacchi. Abbiamo molti limiti, invece... Solo che non li mostriamo.
Si trovarono rapidamente nell'estremit ovest della citt, tra grossi capannoni che contenevano
le merci in transito per il centro e case fatiscenti. L'elementale s'infil in un magazzino.
 l disse Kyllen, e il cuore di Myra acceler i battiti.
Ossader.
Voglio interrogarlo io disse sguainando i walud.  una cosa tra me e lui.
Kyllen semplicemente si fece da parte.
Myra sent Marjane, al suo fianco, estrarre il pugnale. La ferm afferrando la lama. Non  il
momento.
Solo per precauzione...
Myra sbuff. Sta' dietro di me e non prendere iniziative.
La ragazzina annu, e lei apr la porta del magazzino con cautela. Dentro, la luce filtrava
attraverso una serie di squarci nel soffitto e illuminava un ambiente polveroso, pieno di casse disposte
alla rinfusa. Era un luogo abbandonato, e Myra fu sul punto di girarsi e dire a Kyllen che si era
sbagliato. Avvertiva la sua presenza qualche passo dietro di loro, silenziosa eppure per lei chiaramente
percettibile, come la notte prima.
Poi sent un movimento.
Avrebbero potuto essere topi, o un qualsiasi altro animale che aveva trovato rifugio l dentro,
ma Myra entr. Avanz piano e fece segno a Kyllen e Marjane di stare fermi. Sent ancora quel
rumore, come qualcosa trascinato sul pavimento e poi di legno contro il coccio. Era dietro una pila di
casse sfondate, nel punto pi buio del capannone.
Myra prov a sporgersi e vide un fagotto di panni che si muoveva appena, al centro di un
piccolo spiazzo lurido. Sembrava un uomo chino su qualcosa, che le dava le spalle. Di nuovo, il suo
cuore prese a battere pi in fretta.
Era quello Ossader? Era uno degli ultimi sopravvissuti del commando che aveva ucciso suo
padre e Tallia?
Inavvertitamente il suo piede fin su un pezzo di vetro, che esplose in uno schiocco. L'uomo si
gir di scatto e indietreggi senza alzarsi, mentre afferrava un bastone che aveva accanto.
Chi ? url isterico.
Myra fece un passo avanti, i walud lungo i fianchi.
Va tutto bene, non voglio farti del male disse osservandolo. Le ci volle del tempo per rendersi
conto che era davvero l'uomo del ritratto. I lineamenti erano quelli, ma il suo viso era devastato dalle
rughe e coperto da una barba incolta. Il tempo non era stato affatto clemente con lui. Continuava ad
arretrare, la gamba destra pressoch immobile.
Non ho un soldo, sono solo un poveretto, ti prego...
Ho detto che non ti faccio niente! ribad Myra, ma quello si inginocchi e si prostr a terra
piangendo.
Non era cos che si era immaginata quell'incontro, non era cos che si era immaginata uno degli
assassini di suo padre.
Gli si par davanti, in piedi. Smettila disse piano. Lui continuava a piagnucolare. Smettila, o
ti ammazzo davvero!
Ossader alz gli occhi su di lei, in attesa, sempre prostrato a terra. Puzzava di povert, ed era un
uomo spezzato.
Myra contrasse la mascella. Dieci anni fa lavoravi per un uomo che si chiamava Graffias.
Voglio sapere perch.
Gli occhi di Ossader si fecero grandi, e solo allora lui cap. Il suo pianto divenne disperato. Pos
la fronte a terra, scosso dai singhiozzi. Non era pi paura la sua; erano disperazione e rimorso.
Perdonami... sussurr senza alzare la testa. Perdonami...  stata la notte peggiore della mia
vita, non passa istante in cui non la rimpianga...
Myra rimase immobile in piedi, davanti quell'uomo distrutto a terra. Di nuovo sent la presenza
di Kyllen dietro di s.
 lui?
S... mormor piano Myra e lo rese finalmente vero.  lui.
Gli diedero un pezzo di carne secca, che mangi avidamente.
Era stata un'idea di Marjane. "Vedrai che cos sar pi collaborativo."
Kyllen, come promesso, se ne stava in disparte. Ma Myra sentiva che in qualche modo era l
con loro.
Dovette mettere via i walud e attendere che Ossader tornasse in s. Era nient'altro che una
larva: non doveva lavarsi da secoli, e la sua gamba destra era probabilmente del tutto paralizzata.
Intorno a s aveva i suoi pochi averi: il bastone con cui l'aveva minacciata appena l'aveva vista e una
coperta sporca e consunta, nella quale forse si avvolgeva la notte. Infine, c'era una piccola coppa di
coccio, mezza sbrecciata, con dentro poche monete. Evidentemente viveva di carit.
Myra non sapeva cosa provare nei suoi confronti. Da un lato non riusciva a dimenticare chi
fosse; nella bisaccia, aveva una riproduzione fedele di com'era la sua faccia quando aveva ucciso suo
padre. Dall'altra, aveva difficolt a riconoscere il nemico in quella creatura disperata. Avrebbe dovuto
sentirsi lieta della sua miseria; la ruota aveva girato, e in qualche modo aveva vendicato suo padre. Ma
non poteva.
Si sporse in avanti quando le parve che avesse bevuto e mangiato a sufficienza.
Sono venuta da te per avere delle informazioni disse lentamente.
Ogni tanto, una lacrima rigava la guancia di Ossader. L'uomo annu, poi, d'improvviso, la
guard con occhi folli. La tua voce...  per quell'urlo, vero? Lo sento ancora nella testa, non smette
mai... Abbass lo sguardo e si port le mani alle orecchie. Io non sapevo quel che facevo, capisci?
Avevo bisogno di soldi, un mio amico che era stato ingaggiato stava male e non poteva compiere la
missione, perci accettai di andare al posto suo. Il lavoro sembrava facile... Torn a guardarla.
Eravamo in sei contro uno. Che ci voleva ad ammazzare un uomo disarmato? E tu eri una bambina, ti
avremmo presa senza alcuna difficolt...
Myra sent la bocca asciugarsi all'istante. Lo blocc. Voglio sapere tutto dall'inizio: chi 
Graffias?
Pur continuando a non intervenire, anche Kyllen si fece pi attento.
Ossader prese a scuotere la testa. Io non lo so...
Myra indur lo sguardo. Non mentire! Ho bisogno della verit.
Ossader si ritrasse, spaventato. Io non facevo neppure il mercenario all'epoca... S, ho
ricevuto l'addestramento dei Rewadir, ma ero un idiota senza arte n parte, e ho lasciato perch mi
piaceva troppo la bella vita. Per i soldi di mio padre stavano finendo, e lui aveva minacciato di
cacciarmi di casa se non avessi messo la testa a posto. Poi un giorno Samerhan, il mio amico, venne a
raccontarmi di essersi unito a un gruppo di mercenari, e che il capo era l'uomo pi incredibile che
avesse mai conosciuto. Gli chiesi di presentarmi, ma lui disse che l'avrebbe fatto per il prossimo
incarico. Solo che quella sera non si fece vivo. Non aveva pagato una puttana, e quella l'aveva
pugnalato. Mi disse che avremmo fatto a met: io facevo il lavoro al posto suo, e poi avremmo diviso la
paga. A me parve subito un'idea perfetta, avrei fatto vedere a quel Graffias quanto valevo, e dopo mi
avrebbe preso con s...
Quindi l'hai conosciuto lo interruppe Myra. Hai conosciuto Graffias.
Lo incontrai quella sera stessa. Samerhan mi aveva detto dove si sarebbero ritrovati e io ci
andai. Quasi mi fece la pelle appena mi vide. Si muoveva cos rapido che non riuscii a vedermelo
arrivare addosso, in un attimo avevo gi il suo pugnale alla gola.
Che aspetto aveva? Myra sentiva il sangue pomparle nelle tempie.
Ossader scosse la testa. Eravamo tutti a volto coperto, anche lui.
Ma qualcosa devi pur avere notato di lui, dannazione! disse Myra facendosi avanti. I suoi
occhi, com'erano i suoi occhi? E la statura, il fisico?
Ossader parve andare nel panico. Io... non ci feci caso...
Marjane mise una mano sulla spalla di Myra e le fece un cenno, poi si chin all'altezza di
Ossader. Stai calmo. Sono sicuro che riuscirai a ricordare qualcosa. Gli sorrise.
Ossader era ancora confuso, ma anche meno agitato. Spost lo sguardo su Myra. Aveva gli
occhi neri. E credo fosse giovane, meno di trent'anni.
La razza insistette lei.
Ossader parve sforzarsi pi che poteva. Io, davvero... Guard Marjane, che si limit ad
annuire, rassicurante. Poi torn a guardare Myra. Aveva gli occhi allungati.
"Alcako" pens lei. Non era molto, ma era comunque un dettaglio importante.
Qual era esattamente la vostra missione?
Te l'ho detto, dovevamo uccidere quell'uomo e prendere sua figlia.
Dunque era vero. Era come aveva detto Jamled una vita prima. La traccia era giusta. Era colpa
sua. Era tutta colpa sua.
Myra si appoggi a una parete e si lasci scivolare a terra.
Perch? chiese in un sussurro.
Io questo non lo so. Graffias ci disse che due erano le cose fondamentali: che l'uomo morisse
 "ma di quello mi occuper io in ogni caso" aggiunse  e che la bambina venisse presa viva. Lo ripet
pi volte, ci minacci perfino di farci la pelle se gliel'avessimo portata anche solo ferita. Ci disse che
era importante, che era unica e che gli apparteneva. Disse proprio cos: "Lei mi appartiene".
Myra si sentiva come in apnea. Le pareva di essere sott'acqua e le parole di Ossader le
giungevano lontane e distorte. Perch nelle orecchie sentiva altre parole, le ultime che suo padre aveva
pronunciato: "Non te la dar mai! Hai capito?  mia. Mia!".
Non aveva mai compreso cosa volesse dire. Aveva sempre pensato che forse stesse parlando
della loro terra, ma non ne era mai stata sicura fino in fondo.
Ora invece capiva.
" mia."
Suo padre si riferiva a lei. Perch lui sapeva e non le aveva mai detto niente. Ogni tessera
improvvisamente sembrava incasellarsi al proprio posto: l'insistenza di Fadi nel farle apprendere la via
delle armi e il fatto che la rasasse tutte le mattine, per strapparle di dosso l'unica cosa che la
distingueva da tutte le altre bambine del Dominio: i suoi capelli bianchi, i capelli dell'unica
mezzosangue thyrren-albonita che avesse mai visto.
Era lei.
E intanto Ossader continuava nel suo racconto, come se quelle prime parole avessero rotto una
diga in piedi da troppo tempo. And tutto male. Perch l'uomo indifeso non lo era affatto, era un
Rewadir, e uno bravo. Per Graffias riusc a ucciderlo.
Myra si rialz di scatto. Fu Graffias in persona a farlo?
S. Lui in persona. Credo che avesse un conto in sospeso con quell'uomo, non lo so... Ma io ti
giuro che non credevo sarebbe andata cos... disse Ossader toccandosi il fianco. La vecchia mi fer.
Mi sono risvegliato il giorno successivo ancora l. Mi avevano abbandonato, forse credendomi morto.
Ci ho messo due mesi a riprendermi, e la mia gamba... Ricominci a singhiozzare. Da allora faccio
il mendicante, perch mio padre non mi ha pi voluto. La mia intera vita  finita quella sera.
Myra sent l'ira montare. La tua vita? La tua vita? url puntandogli contro un walud. La gola
le bruciava, ma non le importava. Era come se la ferita originaria si fosse riaperta. Quella "vecchia",
come l'hai chiamata, per me era come una madre! Ed  mio padre che hai aiutato ad ammazzare come
un animale! E ti ricordi di me, ti ricordi di com'ero allora? Una bambina di otto anni, terrorizzata, che
scappava per i prati. Io ho perso tutto quella sera! Sono stata schiava due anni! Ho rischiato di morire
nell'arena, ho visto cose che tu non puoi neppure immaginare, ho visto l'inferno!
Un accesso di tosse le tagli la voce in gola. Sput sangue a terra e sent Kyllen accorrere, ma
non attese.
Afferr Ossader, lo tir su come un fantoccio e gli mise la lama sul collo.  ora di pagare i tuoi
debiti gli ringhi in faccia, la voce pi rotta che mai. Si prepar a colpire, a ripetere la stessa scena che
aveva gi vissuto otto anni prima, in un vicolo di Melania. Si sentiva in corpo la stessa furia cieca, la
stessa follia: era giusto uccidere quel miserabile.
Era pronta quando si sent afferrare un braccio.
No, Myra.
Si gir e trov Kyllen a un nulla da lei.
Non lo fare le disse con voce calma e ferma.
Myra rivolse la sua rabbia contro di lui. Ma tu cosa credi di sapere? Che cosa sai di quello che
mi hanno fatto, di quanto ho sofferto, di quanto soffro ancora! Devo fare ci che va fatto!
Un altro accesso di tosse la costrinse a piegarsi in due. Non riusc a mantenere la presa su
Ossader, che cadde a terra e strisci via, pi lontano che pot. Marjane cerc di aiutarla, ma lei la
scans con forza.
Guard Kyllen, e i suoi occhi letteralmente fiammeggiavano. Oppure  per la tua indagine?
Perch ti importa solo di quella, giusto?
Kyllen non raccolse la provocazione. Lui  gi come morto disse soltanto, facendo un cenno
in direzione di Ossader.
Myra lo guard. Rannicchiato in un angolo, sporco e lacero, la gamba abbandonata. Non faceva
altro che ripetere un'unica cantilena: Ammazzami e fa' presto,  meglio...  meglio cos.
Lo vide per quel che era: nulla. Non era pi l'assassino, l'uomo che l'aveva inseguita per i
campi, che le aveva strappato tutto. Era un involucro vuoto.
Piano, Myra lasci la presa sul walud, che le sfugg di mano e cadde tintinnando al suolo. Si
sent disperata, proprio come il giorno in cui suo padre era morto. Non c'era niente che potesse fare,
niente che potesse ridarle ci che aveva perduto.
Deve esistere un modo mormor piano, annientata. Deve esserci un modo per rimettere tutto
a posto...
Croll a terra, sfinita, distrutta. Si port le mani agli occhi, e l'unica cosa cui riusc a pensare fu
Acrab. Lui era l'unica speranza. Lui avrebbe cambiato il Dominio, ne avrebbe fatto un posto giusto,
riunito sotto la sua guida illuminata. E allora, anche se lei non avrebbe riavuto ci che aveva perso,
almeno ci sarebbe stata giustizia.
Lentamente riprese il controllo. Marjane era china su di lei, preoccupata. Era lo sguardo di chi
ci teneva davvero, lo sguardo che solo Tallia, Fadi e Acrab le avevano mai rivolto.
Kyllen era in piedi davanti a lei, immobile.
Myra si alz, rifiutando con gentilezza l'aiuto di Marjane, e and da lui. Le parole che aveva
detto sulla nave le rimbombavano in testa.
"Tu hai qualcosa, Myra..."
Voglio sapere cosa c' di strano in me disse puntandogli quegli occhi di fuoco in volto.
Adesso voglio saperlo.
Kyllen fece fatica a sostenere l'intensit del suo sguardo, ma annu. Ho un'idea, ma non ho
nessuna certezza.
Per tu sai come capire, no? Perch gli elementali si comportano in quella maniera con me,
perch li percepisco, perch Icenwharth...?
Si ferm.
Kyllen dovette trovare il coraggio, prima di dirlo: Il mio maestro. Il mio maestro  assai pi
potente di me e sa molte cose. Forse lui potrebbe.... La fiss. Forse potrebbe comprendere se tu sei
davvero quel che aspettiamo da una vita intera: il Liberatore, colui che spezzer la Schiavit del
Sangue.
30
Dennervel, sedici anni prima
Il suo uomo se ne stava chino da ore sui libri, nella biblioteca di Louthis, ma Graffias sapeva
aspettare. Nessuno aveva fatto caso a lui. Aveva chiesto un volume qualsiasi, se l'era portato al tavolo e
aveva iniziato a sfogliarlo e prendere appunti, come chiunque altro, l dentro. Ma quel libro lo
conosceva a memoria, come buona parte dei tomi che si trovavano su quegli scaffali. Non erano l le
cose che davvero voleva sapere, e non erano state scritte dalla gente del Dominio. La vera conoscenza
giaceva altrove; nelle aule di scrittura dei monasteri phoiniki, nelle loro polverose biblioteche e nei
meandri pi nascosti del Consesso. Molti uomini ci avevano messo sopra gli occhi, e non avevano
capito. Del resto, dovevi conoscere la lingua dei Primi per farlo, e nessuno l'aveva mai tradotta.
A parte lui.
Non aveva staccato lo sguardo dall'uomo neppure per un istante. Non si fidava, e proprio
perch non si fidava lo aveva scelto. Era cos che agiva: cercava il punto debole della catena, l'anello
sul quale far forza e che si spezzava pi agevolmente. La via per il potere passava attraverso i disperati
del Dominio, tutti quelli che si sentivano in credito con la vita e con la sorte. Proprio come lui.
Solo che non tutti avevano la forza e l'ingegno per riscuoterli, i propri crediti. E allora lui li
usava, portandoli dalla sua parte e poi lasciandoli al momento opportuno. Perch questa era la via del
Dominio, il modo col quale prendersi tutto, e tutto infine sconvolgere.
L'uomo si alz e restitu il suo libro. Graffias fece altrettanto, smettendo con la sua recita.
Quindi si avvi verso l'esterno. Fuori imperversava la bufera. Albon non era la terra pi fredda del
Dominio ma, circondata dai monti, era quella col clima pi infame; durante la breve estate scendeva
perennemente una fitta pioggerellina che ti si infilava sotto i vestiti, e passavi le tue giornate a cercare
senza frutto di tener lontana quell'umidit insopportabile, che piano ti fiaccava e ti faceva gemere le
giunture. D'inverno, poi, c'erano le tormente.
La visibilit era bassissima, il freddo intenso, e il mantello dell'uomo, grigio come tutti quelli
dei Puri, si confondeva in tutto quel bianco. Ma l'occhio di Graffias era allenato e riusc a seguirlo
senza problemi. Lo vide infilarsi in una locanda e lo segu. Attese che si fosse seduto, poi prese posto
davanti a lui. Lo vide trasalire, guardarsi intorno.
"Non avevamo appuntamento qui" gli sussurr tirandosi il cappuccio sulla testa.
"Non fare l'idiota, ti hanno gi visto tutti, e cos sei solo pi sospetto" disse Graffias tranquillo,
quindi ordin una birra alle spezie. Si gir di nuovo verso l'uomo. "Allora? I due giorni sono passati, e
tu non ti sei presentato."
La fronte dell'uomo s'imperl di sudore. Era a disagio. "Non  meglio parlarne fuori?
Potrebbero esserci dei confratelli..."
"Me ne frego dei tuoi confratelli. Non ti sei presentato" ripet Graffias. La birra arriv, e inizi
a berne a lunghi sorsi.
"Ho bisogno di pi tempo" si giustific l'altro.
Graffias si sporse appena verso di lui. "Mi hai gi chiesto pi tempo, e io te l'ho dato. Ti ho
dato una settimana, e poi altri due giorni, e tu li hai sprecati a sfogliare libri in biblioteca."
"Mi hai seguito!" insorse l'uomo.
"Certo che l'ho fatto. Sono abituato alla puntualit."
Stavolta fu l'uomo a sporgersi verso di lui. "Stavo lavorando per te, comunque."
"Quindi ce l'hai" disse Graffias senza scomporsi. "Quello che ti ho chiesto."
L'uomo parve di nuovo in difficolt. "No, non esattamente, ma..."
Lui pos il boccale sul tavolo, quindi port le mani sotto di esso. L'uomo si irrigid.
Graffias aveva sollevato la spada e gliel'aveva appoggiata all'inguine. "Non ho tempo da
perdere" disse tra i denti.
L'uomo si mise a cercare disperatamente dentro il suo tascapane e tir fuori diverse pergamene
fitte di appunti sempre pi confusi. Gliele allung. " tutto quello che ho trovato, tutto!"
Graffias abbass la spada e inizi a considerare le carte. Tutte cose che gi sapeva. E quello che
stava cercando non c'era. "Non  quello che ti ho chiesto."
"Far uscire libri dalla biblioteca  impossibile!" sibil l'uomo. "Quello che mi stai chiedendo 
qualcosa che nessuno pu fare!"
"Inizi a sembrarmi sempre pi inutile, e tu lo sai cosa faccio con le persone inutili..."
"No!" disse quello, concitato. "No. Posso ancora fare tanto..."
"La profezia. Il pezzo mancante. Ti ho indicato il volume preciso, ti ho spiegato come cercare...
Come pu essere cos difficile?"
"Non tutti i libri sono accessibili a chiunque.  il bibliotecario che decide..."
"Quindi devo rivolgermi direttamente al bibliotecario e lasciar perdere te?"
"Ti ho detto di no!" si affrett ancora a ribattere l'uomo. Cerc di normalizzare il respiro, ma la
sua agitazione era evidente e incontrollabile.
Graffias si chiese se forse non avesse sbagliato persona. Non basta rivolgersi a chi pu essere
corrotto: occorre qualcuno che abbia anche coraggio a sufficienza per portare a termine quanto va fatto,
e Jaren non ne aveva.
"Far tutto il possibile."
"Voglio il pezzo di profezia sul Liberatore" insistette Graffias.
"Domani. Domani lo avrai."
"Non basta. Avevi detto la stessa cosa anche tre giorni fa."
"E allora cosa vuoi da me?"
Graffias sorrise. "Hai detto che farai tutto il possibile, giusto?" Jaren annu disperato, e lui gli si
avvicin. "Bene. Ecco cosa dovrai fare."
Quell'idiota lo stava facendo aspettare. Graffias se ne stava avvolto nel suo mantello, sotto la
bufera, l dove aveva concordato con Jaren.
Ormai era sempre pi convinto che Jaren non fosse l'uomo giusto per quell'incarico. La ricerca
che gli aveva affidato finora non aveva portato a nulla. Semmai fosse riuscito a trovare ci che gli
interessava, ci avrebbe impiegato una vita, e lui non aveva tempo. Un'idea iniziava a farsi strada nel
suo cervello.
Finalmente, la porta si apr, e ne emerse un volto pallido ed emaciato: era Jaren che teneva alto
un lume. Si guard attorno, poi si scost lasciandolo entrare. Si trovavano nelle ampie cucine del
Consesso, un grande locale dalla volta a botte, alta almeno cinque braccia. In fondo, c'era un camino
immenso, nel quale covavano ancora braci ardenti, e al centro molti tavoli di legno, che venivano
evidentemente usati per la preparazione del cibo. Su un'altra parete c'erano poi larghe vasche in pietra,
usate per tutti i lavori che richiedessero l'acqua.
Graffias si tolse il cappuccio dalla testa e scosse via la neve dal mantello. "Fammi strada."
Jaren lo guard. "Per favore..."
Graffias estrasse al volo il pugnale e glielo mise sotto il mento. "Vuoi morire?"
Jaren piagnucol, poi per si rassegn a obbedire. Uscirono dalle cucine, quindi presero un
piccolo corridoio. Camminarono a lungo nelle viscere del palazzo. Inizialmente, Graffias si affid
all'uomo, ma dopo che furono ripassati per la seconda volta nello stesso punto si rese conto del gioco
cui stava giocando.
Lo afferr per il bavero e lo inchiod al muro. "Portami immediatamente alla biblioteca o ti
ammazzo" gli disse rimettendogli il pugnale davanti agli occhi.
"Tu non capisci, io non ci ho accesso! Non ho la chiave."
"Una serratura non mi ha mai fermato" disse Graffias gelido. "Che cosa ti succede? Ti stai
facendo prendere dai rimorsi, ora? Non dicevi che questo posto ti aveva stancato, che volevi fare
qualcosa d'importante?"
Jaren si mise a piangere senza ritegno. "Io senza il Consesso non sono niente. Se vado l dentro,
se ci scoprono..."
Forse fu per la rabbia che si sentiva in corpo per essere a un passo dalla meta e non poter
portare a termine la sua missione, ma Graffias non sent i passi nel corridoio. Si ritrov un altro Puro
davanti e per un istante incroci i suoi occhi. Era pi giovane di Jaren, sotto braccio portava un libro e
aveva un lume identico a quello di Jaren nell'altra mano.
Jaren tent subito di approfittare di quel momento di stallo. Graffias lo vide cercare l'altro
confratello con lo sguardo e cap che stava per gridare aiuto. Ma lui fu pi rapido. Abbass il pugnale e
glielo infil tra le costole, a fondo.
"Mi hai deluso per l'ultima volta" gli sibil in un orecchio, poi lo lasci andare e afferr il
nuovo venuto, trascinandolo nell'ombra con il pugnale puntato alla gola e una mano a serrargli la
bocca. Imprec mentalmente. Si era fidato della persona sbagliata e adesso si trovava in una situazione
senza via d'uscita.
Sent rumore di altri passi nel corridoio e cap che era finita. Trascin con s il tizio, e furono di
nuovo fuori, nella bufera. Il vento tirava teso, la neve pungeva la carne.
Graffias gett a terra il Puro e caric il colpo col pugnale.
"Ti prego, no!" url quello e si ripar col libro.
D'improvviso Graffias si rese conto che veniva dalla biblioteca. E che dunque il Puro vi aveva
avuto accesso di notte. Lo fece rialzare e lo spinse bruscamente in un angolo meno battuto dal vento.
"Chi sei?" gli chiese continuando a tenerlo sotto tiro col pugnale.
"Cyren" balbett il Puro. "Mi chiamo Cyren."
"Lavori nella biblioteca?"
Lui annu, appena rassicurato. "Mi ci hanno sbattuto da un paio d'anni. Praticamente non mi
muovo da l."
A Graffias non sfugg la scelta delle parole. Abbass un poco la lama del pugnale. "Bene,
Cyren, le cose adesso possono andare in due modi: ti taglio la gola e ti lascio qua a morire soffocato nel
tuo stesso sangue, oppure io e te ci troviamo un posto al caldo e facciamo conoscenza. Che ne dici?"
" uno scherzo?"
Graffias abbass ancora di pi il pugnale, fino a portarlo lungo i fianchi. "No. Abbiamo molto
di cui discutere."
Passarono la notte in una locanda. Bevvero parecchio, e Cyren ben presto fu ubriaco. Doveva
avere una ventina d'anni e tanta insoddisfazione addosso. Lo si capiva facilmente dalla postura del
corpo, dalla quantit di alcol che aveva ingurgitato e dal modo ingenuo con cui gli si era abbandonato,
raccontandogli la propria storia. Dalla sua aveva la giovane et, che significava intraprendenza, mentre
Jaren era vecchio, e forse anche per questo non abbastanza motivato a fare quanto gli aveva chiesto. E
poi era ambizioso, Graffias lo leggeva tra le righe di quel che diceva. Si sopravvalutava, si considerava
assai migliore di quanto non fosse. E si era fidato senza problemi di un assassino, anche questo non era
da dimenticare.
"Ma tu chi sei, invece?" biascic, gli occhi che gli brillavano. "E che ci facevi al Consesso?"
"Sono interessato al vostro credo e alle vostre teorie sulla magia."
"Sei un mago? Non mi sembri un Albonita."
Graffias sorrise. "No, non lo sono, ma sono un sapiente."
"Che sa come si usa il coltello, per."
Graffias lo fiss. "Tu mi piaci, Cyren, e credo che io e te potremo lavorare bene assieme."
Ora anche Cyren lo fissava. "Come?"
"Ci sono dei testi che vorrei consultare, nella vostra biblioteca. Per questo Jaren mi ha fatto
entrare, stanotte."
"Jaren?" chiese incredulo. "Quello non  buono a niente. Ha paura della sua ombra!"
"Per questo non ha fatto una bella fine." Graffias ridacchi, senza scomporsi. Era decisamente
lui l'uomo che cercava. "Hai accesso alla biblioteca, giusto? Ti hanno messo l dopo l'incidente."
L'incidente. Gliel'aveva raccontato, e ora lui lo usava a suo vantaggio. Cyren s'incup e annu.
"Tutti sbagliano."
"Hai ragione."
"Ma io sono bravo! L dentro sono sprecato!"
"Ne sono convinto anch'io."
"Davvero?" chiese Cyren, continuando a fissarlo con gli occhi liquidi d'alcol.
"Certo. Per questo voglio aiutarti."
"Aiutarmi?"
"S. Ad avere quello che meriti, a ritagliarti il tuo posto nel Consesso."
Cyren fece un gesto con la mano, come a dire che esagerava. "Tu non sei neppure un Puro, non
sei un mago!"
"Ma io so, Cyren. Questa  la mia vera forza, pi del coltello. Io so! E so che quello che ti fanno
studiare al Consesso  solo una piccolissima parte del tutto, la superficie. Ci sono conoscenze che
nessuno immagina, nel Dominio, ma che io ho acquisito. Ci sono cose che cambieranno il volto del
mondo... e la tua vita."
Cyren ora era catturato. "Che cosa vuoi?"
Graffias appoggi la schiena alla parete di pietra dietro di s. "Sono interessato alla profezia del
Liberatore. Ne possiedo un pezzo che voi non conoscete. Ma mi serve l'altro. L'altra parte."
"Per trovare il Liberatore?"
Graffias sorrise di nuovo, e Cyren lo prese per un s.
"Ma a te cosa importa del Liberatore? Sar la fine della magia...  una cosa che pu interessare
solo a un Puro."
"Mi chiedi troppo. Ma ti sar tutto chiaro alla fine, e sarai parte di ci che accadr. E, credimi,
sar qualcosa di grande."
"E ora?"
"Ora tu tornerai al Consesso."
Cyren scosse la testa. "Nessuno pu uscire dopo una certa ora."
"Io posso farti rientrare senza che nessuno si accorga che non c'eri. Ma tu devi fornirmi la
pianta del palazzo. Puoi farlo?"
"Nessun problema."
"S,  lui il mio uomo" si ripet Graffias. "Poi noi due ci incontreremo altre volte" continu. "Ti
dir io come e quando, e discuteremo della tua presenza nel Consesso."
Cyren annu ancora.
"Prima per dobbiamo farti passare la sbronza."
"E come?"
"Ho io quello che serve."
Cyren fece un'altra risata da ubriaco. "Sai molte cose, vero?"
"Molte pi di quante immagini. E quelle che non so me le farai sapere tu."
Graffias mise qualche sterl sul tavolo, in pagamento della bevuta, prese Cyren sottobraccio e lo
accompagn fuori, verso il palazzo del Consesso.
Il primo passo di un lungo cammino.
TERZA PARTE
LA VERIT
31
Sei anni prima
Acrab e Myra sono soli attorno a un piccolo fal. Lui sta ancora mangiando, mentre lei ha gi
finito. Mangia poco di recente, come se fosse altro a sostenerla e a darle energia. In particolare,  la
presenza dell'uomo che ha davanti, e del quale spia il profilo alla luce tremolante delle fiamme. C'
voluto del tempo per fidarsi, ma nei due anni trascorsi da quando lui l'ha salvata dall'arena ha
imparato ad apprezzare il suo coraggio, la sua forza e la sua intelligenza.
Acrab le ha dato innumerevoli prove di tenere davvero a lei. Ha persino trovato un modo per
comunicare, anche se lei non parla. Scrivono, con un alfabeto semplificato che lui ha inventato, e che
permette a entrambi di comunicare rapidamente.  stato cos che, a poco a poco, Myra gli ha
raccontato la sua storia.
Non l'aveva mai fatto con nessuno.  stato liberatorio e terribile assieme, ma lui ha saputo
spazzare via ogni angoscia e riportarla ogni volta al presente prima che il passato potesse fagocitarla
di nuovo.
"Far le mie indagini e scoprir chi  stato ad assassinare tuo padre. E non intendo gli
esecutori, intendo chi l'ha ordinato, l'uomo che ha detto: Fadi deve morire'. Lo trover. Per te,
Myra."
Quelle parole, pronunciate quasi un anno prima, hanno cambiato ogni cosa. E ora stanno per
diventare reali, quella  la notte in cui tutto si compir, e finalmente chi ha ammazzato suo padre e
Tallia avr la fine che merita.
Myra guarda la figura di Acrab scolpita nel chiarore del fal. Ama tutto di lui; il naso affilato,
la carnagione olivastra, il taglio allungato degli occhi dalle iridi nere, nelle quali, di recente, si perde
spesso. Ama i suoi disegni, i suoi progetti, i suoi sogni. Ama quel che fa e quel che dice.
Lui coglie il suo sguardo, e lei abbassa gli occhi.
"Che c'?"
Myra vorrebbe dirgli molte cose: che non sa come ringraziarlo per quello che sta facendo, che
gli deve la vita in mille modi diversi, che senza di lui sarebbe morta, e non soltanto nell'arena. Stava
morendo gi prima di incontrare l'acciaio di Vesnis. Ma la voce  muta, e le dita non trovano la via
per esprimergli quello che sente.
Cos, sul foglio di pergamena posato tra loro, scrive soltanto: "Tutto bene. Pensavo alla
missione". Una pausa. Poi aggiunge: "Grazie".
Acrab scrolla le spalle. "Te l'avevo promesso. E adesso ci siamo."
Myra scrive ancora: "Da domani per torniamo alla tua missione. Gli altri ti sono fedeli, ma io
credo che vogliano anche iniziare a vedere i risultati della loro fedelt".
Acrab ridacchia. "Pensi che ci sia qualcuno tanto ansioso di andarsene nel gelo di Asgar? Io
vengo dall'Alcak, che  un posto orribile, ma Asgar  molto peggio. Ci aspettano anni durissimi. Non
credo che le truppe abbiano tanta voglia di iniziare."
Myra indugia un istante, cercando le parole. "Non voglio essere un peso per te."
Acrab smette di mangiare e la fissa. "Questa cosa per te  ancora importante, o non lo  pi?
Ci stai ripensando?"
Myra scuote la testa con forza. Quell'urgenza di agire, di fare giustizia ancora le brucia le
viscere.
"Se desideri qualcosa con tutta te stessa, devi andare fino in fondo. Chi come me e come te
lotta nel fango per sopravvivere e uscirne non pu permettersi dubbi."
Ora Myra annuisce, ma poi scrive: "Soltanto non voglio che sia tu a pagare il prezzo della mia
vendetta".
All'improvviso sul volto di Acrab c' una velatura di tristezza, un'espressione che Myra non gli
conosce. "E invece va bene cos. Devi essere pronta a sacrificare anche me per avere ci che vuoi."
Lei fa un cenno, come a volerlo fermare, ma lui continua. "Essere liberi vuol dire anche svincolarsi
dai legami, dagli affetti... I sentimenti sono una trappola. In questo mondo siamo tutti soli. Tutti."
"Allora non dovresti neppure aiutarmi" scrive lei.
"Gi..." dice lui e distoglie lo sguardo.
Il fuoco crepita.
Myra non sa cosa leggere in quel silenzio. Aspetta.
Poi Acrab la guarda di nuovo. " l'ultimo passo, Myra. L'ultimo. Sono stati i Munak. Mokthen
Munak.  lui che ha dato l'ordine." Questo  il risultato della ricerca spasmodica del colpevole, cui
Acrab si  dedicato nei lunghi mesi appena trascorsi. "Dobbiamo andarci a prendere la sua vita. Sei
pronta a farlo?"
Myra contempla le fiamme. Se rinunciano adesso per i suoi scrupoli, sar stato tutto inutile.
Annuisce di nuovo, con determinazione.  pronta.
Acrab sorride. "Brava la mia ragazza." Butta l'acqua sul fuoco e si tira su.
Myra mette le mani sui walud. Anche quelli sono un dono di Acrab;  stato lui a farglieli
recuperare, dopo averla salvata dall'arena. Stringe la presa sulle else.
E allora vanno.
La casa dei Munak  un posto mitico per Myra. Quando Noorjeb era ancora vivo, a volte l'ha
visitata assieme a Fadi, ma ne ha un ricordo molto vago.
La vede emergere dal buio come un'enorme sagoma nera, e subito un'ondata d'odio la invade.
 l che la morte di suo padre  stata pianificata, contro il volere di Noorjeb, e persino contro la
volont di Ajel.  l che tutto ha avuto inizio, ed  l che sta per terminare.
Acrab la costringe a guardarlo in faccia. "Devi calmarti" le dice. "So cosa provi, ma ora devi
svuotare la mente e il cuore. Nessuna emozione. Agisci e basta."
Myra chiude gli occhi e fa un profondo respiro. Pensa all'addestramento degli ultimi anni, alle
missioni compiute assieme ad Acrab.  solo un altro lavoro da eseguire. Non deve pensare all'uomo
che ormai  vicino, non deve pensare al luogo in cui stanno per entrare:  una casa, nella quale c' un
obiettivo da colpire, nient'altro. Riprende il controllo. Apre gli occhi, e lo sguardo che rivolge ad
Acrab  fermo e duro.
Lui approva. "Andiamo."
La sorveglianza  strettissima. Non devono essere bei tempi, nel Biaswad, se un Munak 
costretto a premunirsi cos tanto contro potenziali nemici.
Davanti al primo atrio, Myra  pronta a scattare contro le guardie, ma Acrab la ferma.
"Prima, metti questa." Le porge una strana maschera di legno, con fori fitti e sottili. Dentro c'
spalmato qualcosa dall'odore acre, e lei deve trattenersi per non tossire. Acrab ne indossa una uguale.
Poi punta il braccio verso il centro della stanza, e dal bracciale di cuoio che porta al polso viene
sparata una piccola sfera che s'infrange sul pavimento quasi senza fare rumore, spandendo attorno un
fumo giallastro. Le guardie fanno appena in tempo a girarsi, confuse, che cadono a terra. "Una
diavoleria nuova" dice lui con la voce smorzata dalla maschera.
Proseguono cos per tutto il pianterreno. Le guardie cadono al suolo senza emettere suoni
appena le piccole sfere vengono lanciate, e loro avanzano, altrettanto silenziosi.
Salgono le scale giungendo al piano superiore, e Myra  completamente concentrata su ci che
stanno facendo.  furtiva e precisa.
Percorrono un corridoio e passano di fianco a quella che un tempo  stata la stanza di Tallia. 
sprangata, nessuno l'ha mai pi usata dopo la morte della donna. Ma Myra non  mai andata a
trovarla, l, e non pu saperlo.
D'un tratto, Acrab s'accosta al muro, sporge il braccio sinistro e spara con l'altro bracciale.
Un dardo d'acciaio s'infila con precisione nell'occhio di una guardia. Un secondo uomo deve essersi
accorto di qualcosa e fa per gettarsi in avanti, ma Acrab lo anticipa: gli salta al collo e glielo avvolge
con una corda sottile. Stringe. La presa  ferrea, tutti i muscoli del corpo tesi. L'uomo si dibatte per
alcuni secondi, poi si accascia senza vita al suolo. Non si sente alcun rumore, il corridoio  deserto, e
sulla destra c' una porta.
Quella porta.
" l" sussurra Acrab togliendosi la maschera. Myra lo imita, ma anche senza le sembra che
le manchi l'aria.
Il momento  arrivato.
Acrab si assicura che in giro non ci sia nessuno, quindi forza con facilit la serratura della
porta e gira la maniglia.
L'ingresso per  sbarrato. Davanti a lui, dall'altra parte, un gigante scuro. Acrab si blocca,
colto di sorpresa. Si fissano per un attimo, entrambi stupiti, poi  Myra a intervenire, rapidissima.
Estrae uno dei suoi walud e attacca. Una scia rossa segue il suo fendente, e la carne della guardia
sfrigola quando la lama affonda. Ha colpito con precisione millimetrica, infilandosi sotto il braccio di
Acrab e centrando esattamente il cuore. Il gigante spalanca gli occhi e cade a terra senza emettere un
fiato.
S'infilano nella stanza. Acrab chiude la porta, e sono dentro, soli.
Myra si appoggia un istante al muro dietro di s. Sente odore di carne bruciata e di sangue.
Poi alza gli occhi, e ogni altra sensazione si dissolve.
Al centro della stanza c' un letto, nel quale dorme un uomo minuto. Non pu che essere lui.
Mokthen Munak. Ha passato le ultime settimane a immaginarselo, e pensava di trovarsi davanti un
uomo imponente, minaccioso. Il corpo nel letto sembra quello di una larva.
"Muoviti" le dice Acrab. Lei  ancora ferma davanti alla porta, le armi nei foderi. "Sei tu che
devi farlo."
Myra guarda la stanza. I passi che la separano dal letto le sembrano infiniti. Cerca vendetta da
quattro anni, e ora pu averla. Dopo, tutto sar diverso, lei sar diversa.
Sar libera.
Si avvicina, si accosta alla sponda e finalmente lo vede. Il fantasma che ha inseguito cos a
lungo, l'uomo che ha ucciso suo padre.  basso e magro. La pelle  scurissima, la fronte aggrottata.
Dorme, ma di un sonno inquieto.
"Forse pensa a tutti quelli che ha ammazzato per arrivare dov'" riflette Myra. "Forse suo
padre Noorjeb lo perseguita negli incubi per aver fatto trucidare il suo pi fedele servitore."
Potrebbe ucciderlo ora; sarebbe rapido, indolore, e l'uomo non si accorgerebbe di niente. Ma
non  cos che  morto suo padre.
Salta sul letto e gli tappa la bocca.
Mokthen Munak si sveglia di soprassalto, i suoi occhi grigi si guardano attorno sconvolti,
confusi. La sua mano corre istintivamente al comodino. L c' un campanello, che pu usare per dare
l'allarme.
Acrab si materializza accanto a lei; alza il pugnale e lo cala sulla mano di Mokthen,
inchiodandola al legno. Il palmo di Myra accoglie l'urlo dell'uomo. Preme pi forte le dita e assapora
quel grido, sebbene strozzato.  come se l' immaginato, anche meglio. Il passato e il presente si
confondono ancora, si mescolano; Myra  di nuovo nella radura in cui  morto suo padre, ma sente
sotto le ginocchia la morbidezza del materasso e le lenzuola di pregio. Aspetta che Mokthen abbia
finito di gridare, poi si china su di lui, fin quasi a sfiorargli il viso. Vuole che la riconosca, che sappia.
Ma gli occhi di Mokthen sono colmi solo di paura. Scuote la testa, cerca di liberarsi, di dire qualcosa.
Acrab per tiene ben saldo il pugnale che gli blocca la mano al comodino, e lei non gli libera la bocca.
Farfuglia qualche parola. Forse ora l'ha riconosciuta e si professa innocente. Mente. Quattro anni
prima ha ordinato un omicidio come si sceglie cosa mangiare la sera e ha mandato altri a compierlo,
perch  in questo modo che agiscono quelli come lui. E non credono che le loro azioni possano poi
avere delle conseguenze, che qualcuno, un giorno, possa chiedere indietro quel sangue.
Myra sente Acrab che si piega sul letto e lo guarda. Decide di essere la sua voce, la voce che
lei ha perso proprio quel giorno.
"Spero che tu ti sia goduto la terra di Fadi, in questi quattro anni, e anche tutti i giorni fino a
oggi, perch adesso sua figlia si prender la tua vita."
Stavolta Myra comprende. Mokthen le ha letto negli occhi la sua volont omicida e sta
implorando piet.  tentata di lasciarlo parlare, di assaporare la sua paura. Ma poi arriverebbero le
guardie, e lei non  sola. Anche Acrab ci andrebbe di mezzo, e non pu permetterlo.
Si tira su, eretta.
"Per Fadi" mima con le labbra, senza voce, e poi affonda la lama nella gola dell'uomo.
L'acciaio sfrigola contro la carne, tagliandola e bruciandola. Mokthen si inarca per il dolore, la
guarda terrorizzato e incredulo, come se realmente non riuscisse a capire il perch di quanto gli sta
succedendo.
Poi si abbandona, ed  tutto finito.
Myra rimane immobile, il walud stretto saldamente tra le mani, e un senso atroce di vuoto la
riempie, assieme a una stanchezza infinita.
La porta della stanza si apre di schianto. Guardie.
I corpi a terra che si sono lasciati dietro sono stati scoperti, e adesso anche loro.
Acrab reagisce prontamente all'irruzione, punta i suoi bracciali, spara, ma mentre lo fa viene
colpito a una spalla e rincula all'indietro. Myra urla, un urlo roco, straziante, disumano, ma  il primo
suono dopo quattro anni di silenzio assoluto.
Acrab l'afferra, rotolano gi dal letto, balzano in piedi, quindi si lanciano dalla finestra. Myra
atterra con agilit, lui incespica e dalla bocca gli esce un verso soffocato. Lo stesso, riesce a lanciare
un'altra sfera con fumo narcotico, quindi si copre bocca e naso con un braccio mentre fruga nella
bisaccia e tira fuori le maschere. Le indossano.
Myra nota che dalla spalla di Acrab spunta una freccia, e la vista le si annebbia per un istante.
Lui la prende per un polso e corrono attraverso il giardino.
Davanti a loro, per, si erge il muro di cinta.
"Stendimi il braccio!" ordina Acrab. Myra lo fa, e lui urla di dolore, ma dal bracciale parte il
colpo. Il muro esplode, e si infilano nel foro.
Continuano a correre per i campi, fino a che non arrivano a un canale. Vi si gettano dentro, e
adesso davvero tutto  come in passato, come nella notte della morte di Fadi: l'acqua, la paura, lo
sperdimento.
Affondano, e Myra trascina Acrab. Nuota, con il corpo pesante di lui che la zavorra, fino a un
punto in cui sono coperti da ampi cespugli. Riemergono e riprendono fiato.
Intorno a loro si scatena la caccia all'uomo. Voci, richiami, passi, ma nessuno guarda nella
loro direzione.
Myra si allontana seguendo il corso dell'acqua, ancora trascinando Acrab, sempre pi inerte.
"Resisti, ti prego, resisti!" pensa ingoiando le lacrime. Non sa pi immaginare una vita senza
essere al suo fianco, non pu tollerare un'altra perdita, non pu veder morire anche lui.
Le sembra infinita la strada che deve percorrere. Sono ancora nel territorio dei Munak, ma
lentamente si stanno allontanando dalla casa di Mokthen. Il canale sfocia in uno pi grande, e Myra,
sfinita, lascia che sia la corrente a portarli via.  stremata e si aggrappa al corpo di Acrab con tutte le
proprie forze, recitando sempre lo stesso mantra: "Resisti, resisti". Poi, quando le sembra che la
distanza sia sufficiente, guadagna la riva e vi issa Acrab, ormai esanime. Respira piano, la fronte 
aggrottata per la sofferenza. Trema, sembra a malapena cosciente.
Myra lo scuote, gli colpisce il volto con piccoli schiaffi, ma lui non sembra sentirla. La sua
testa  adagiata sulla riva, i capelli bagnati si spandono sul fango. Myra non riesce pi a trattenere le
lacrime, e allora piange stringendogli la casacca sul petto. Poi sente le sue dita sfiorarle una guancia.
Tira su il viso e lo vede sorriderle stancamente.
"Sta' tranquilla..." sussurra lui a fatica. "Fai come ti dico e andr tutto bene."
Lei annuisce, con le mani che le tremano.
"Nel tascapane... La fiala azzurrina."
Myra fruga nella bisaccia ed estrae un paio di fiale. Col buio le sembra impossibile distinguere
i colori e si sente prendere dall'angoscia. Acrab le tocca, ne indica una.
" quella." La guarda con gli occhi lucidi. "Adesso estrai la freccia."
Myra ha visto altri compiere quell'operazione, ma lei non ha mai tolto una freccia dalla carne
di qualcuno. Scuote la testa.
"Avanti, so che ne sei capace."
Lei scuote ancora la testa, disperata, e riprende a piangere.
"Smetti di piangere e strappala!" prova a urlare Acrab, ma gli mancano le forze e abbandona
nuovamente la testa sull'argine. "Myra, la freccia  avvelenata, devi toglierla subito. Fallo!"
Myra stringe la mano sul legno, cerca il coraggio. Prova piano, e Acrab grida per il dolore.
"In un colpo solo, ora..."
Myra afferra la freccia, serra le dita e con uno strappo deciso finalmente la estrae. Il corpo di
Acrab si contrae in uno spasmo che a lei ricorda troppo da vicino quello di Mokthen, poco prima, ma
cerca di non pensarci. Gli lava la ferita, poi gli spalma sopra l'unguento contenuto nella fiala che lui
le ha indicato. Dell'altro glielo fa scendere gi per la gola. Gli benda la spalla tagliando una striscia
di stoffa dal proprio mantello. Lui ormai  quasi del tutto incosciente.
Myra lo abbraccia, sente il suo corpo caldo e il suo odore, che ha imparato ad amare.
"Perch, Acrab, perch..." sussurra piano.  irriconoscibile, roca e spezzata ma, dopo aver
gridato quando Acrab  stato colpito, ora finalmente  la sua voce che riemerge dal silenzio
interminabile di quegli ultimi anni.
Lui si lamenta debolmente, ha gli occhi chiusi, ma in qualche modo deve averla sentita, anche
nell'oscurit in cui si trova.
"Per questo, Myra. Per la tua voce... Per te" dice, e poi le sue parole si spengono.
 in quel momento che lei decide. Sar di Acrab per sempre, non user mai pi le sue lame per
nessun altro. Sar la sua arma, la sua serva pi fedele. Lui  stato ferito e ha rischiato la vita per lei.
L'ha salvata, l'ha vendicata e le ha ridato la voce.
Myra china il capo e poggia le proprie labbra su quelle di lui. Il suo respiro  pi quieto, ma la
sua bocca non risponde al suo tocco leggero. Dorme.
L'indomani i loro compagni li troveranno, fuggiranno dal Biaswad, e tutto potr cominciare.
Ora, per, Myra si concentra su quel singolo istante. Semplicemente, si sente rinata. Non  pi chi era
prima.  un'arma letale e precisa, e da adesso in poi  tutto ci che sar.
Con Acrab e per Acrab, fino alla fine.
32
10-14 dicembre
Myra barcoll per un istante, la testa che le girava. Era ancora nel magazzino abbandonato, a
Bizzef. Ossader era a terra, ridotto in niente. Marjane era l accanto a lei. E Kyllen le stava davanti.
Aveva appena pronunciato quel nome.
D'improvviso, Myra si sent imprigionata in una trama molto pi grande di lei. Qualcosa di
enorme e antico. Un intreccio oscuro e potente.
Il Liberatore.
Era la prima volta che sentiva quelle due parole, eppure nell'istante stesso in cui le ud, lei
seppe.
E allora in gioco non c'era pi solo la morte di Tallia e di suo padre, non si trattava solo della
sua vita, ma del Dominio stesso.
Si concesse un unico momento di spaesamento, perch era andata troppo avanti per fermarsi.
Aveva rischiato tutto e non poteva far altro che proseguire.
Kyllen aveva detto che il suo maestro poteva darle delle risposte.
Lo guard con determinazione. E allora andremo da lui.
Si diresse immediatamente al porto, Marjane dietro, Kyllen al suo fianco. Avanzava muta,
percorrendo le piattaforme di legno di Bizzef ad ampie falcate.
Dovremo di nuovo imbarcarci come clandestini? chiese la ragazzina.
Myra si limit ad annuire.
Forse possiamo trovare un altro modo disse Kyllen. Anche perch la maggior parte delle
navi da Bizzef va verso Eridia e Leucania, ma il mio maestro si trova nell'Alcak. Dovremmo sbarcare a
Plasek. Le rotte in quella direzione sono poche, e dovremmo chiedere...
I soldi non ci sono tagli corto Myra.
Ma ci sono io.
Il porto era immenso. Si sviluppava su tre isole vicine a quella di Bizzef, e l'intera
circonferenza di ciascuna di esse era occupata da approdi di vario genere. C'erano navi di tutte le
dimensioni e un viavai incessante.
Kyllen punt sicuro su una delle tre isole e quindi verso un piccolo approdo. L le navi alla rada
erano molto pi modeste che negli altri attracchi. Del resto, facevano rotta verso l'Alcak, che era una
delle zone pi povere e neglette dell'intero Dominio, seconda solo ai Popoli dell'Ombra.
Myra si domand perch un grande mago avesse deciso di stabilirsi in quei luoghi.
Kyllen, sempre sicuro, si avvicin a una piccola nave dalla chiglia sottile. Sul ponte, a dirigere
le operazioni di carico, c'era un uomo corpulento, dalla pelle olivastra e dagli occhi a mandorla.
Hazid!
L'uomo si gir al richiamo, poi fece ampi gesti. Aspetta, arrivo!
Lasci quello che stava facendo e scese sul pontile. Si muoveva con un'andatura incerta, non
solo per via del peso, ma anche perch la gamba sinistra terminava con una protesi di legno. Si gett su
Kyllen e lo abbracci con forza, tanto che il ragazzo faticava a respirare.
Quanto tempo! disse Hazid continuando a stringerlo, poi lo guard un istante, notando la sua
nuova acconciatura. Sei passato dall'altra parte?
Kyllen arross. Sai, i tempi sono difficili...
Hazid parve deluso. Da te non me lo sarei mai aspettato.
 solo per trovare lavoro pi facilmente chiar Kyllen ma i miei metodi non sono cambiati.
Prese Hazid per un braccio e lo port in disparte. Devo tornare nell'Alcak.
A farti insultare dal tuo maestro? L'uomo ridacchi, ma Kyllen non si un alla risata.
Ce li hai i soldi? chiese Hazid diventando serio.
Kyllen si mostr imbarazzato. Non  che gli affari vadano molto bene, sai...
Hazid lo ferm. Nemmeno a me. Indic le casse che alcuni suoi uomini stavano caricando a
bordo. Grano, un po' di vino... E basta. L'inverno sta per arrivare, credo che sar l'ultimo viaggio, e
poi... Fece un gesto con la mano. Addio!
Capisco. Per io sono un mago. Kyllen fece un cenno verso Myra. E stavolta ho anche una
Rewadir con me.
Hazid la squadr, poi torn a guardare Kyllen. Non  una Biaswadi.
No, ma  cresciuta ed  stata addestrata qui.  forte. Siamo sfuggiti ai pirati, all'andata, solo
grazie a lei. Non era vero, ma Myra si guard bene dallo specificarlo. Quindi, pensa: una Rewadir
per proteggere il tuo carico in viaggio, e un mago che pu aiutarti se arriva una tempesta.
Hazid fece un'espressione scettica. E lei? chiese, riferendosi a Marjane.
Sono il suo scudiero disse rapida la ragazzina, facendo un passo verso Myra. Lei, di nuovo,
non disse nulla.
 una bocca in pi da sfamare. Hazid scosse la testa. Senti, Kyllen, lo sai che se posso farti
un favore, te lo faccio, ma  un brutto periodo...
Quanto vuoi? chiese Myra avanzando verso di lui.
Hazid sembr nervoso; non era uno sciocco, capiva perfettamente chi lei era e quanto
pericolosa poteva diventare.
Non lo so... Ma tra voi c' qualcuno che non serve a niente.
Ti pago per la ragazza.
Myra tir fuori il sacchetto di sterls e glielo mise in mano.
Hazid cont. Non sembrava soddisfatto. Ma poi sospir, rivolto a Kyllen. Solo perch sei tu.
Mentre salivano, Marjane affianc Myra. La prese per un polso. Grazie.
Myra sent l'istinto di divincolarsi, ma lo represse e lasci che le dita di lei indugiassero sulla
sua pelle.
Va bene cos disse senza neppure guardarla.
Non te ne pentirai insistette Marjane. Sapr rendermi utile.
Myra non aggiunse altro.
Una volta che furono tutti a bordo, Hazid fu chiarissimo: potevano dormire all'aperto e, in caso
di pioggia, rifugiarsi in cambusa. Si sarebbero sfamati con quel che avevano con loro, e soprattutto
mise in chiaro con Kyllen che cosa voleva.
Tu devi riuscire a farmi risparmiare almeno un giorno di viaggio. Altrimenti arrivo a Plasek e
ti riporto indietro.
Kyllen contrasse la mascella, ma cap che Hazid non avrebbe ceduto.
Lo far disse e and a sistemarsi in un angolo del ponte.
Myra lo segu. Sei certo di farcela?
Devo.
Myra lo guard. Dalla casacca faceva capolino una Porta del Sangue, e intorno c'era ancora una
crosta di sangue secco. Sta' attento.
Lui le rivolse un'occhiata stupita. Certo. E sorrise.
Rimasero a riposarsi fino a sera. La nave sarebbe partita all'alba del giorno successivo.
Myra si isol in un punto del ponte lontano dagli altri e si mise a contemplare l'acqua che
sciabordava lungo la chiglia della nave. Si sentiva come se fosse estranea a tutto. Le rivelazioni di
Ossader avevano di nuovo sconvolto ogni sua certezza. Per tutto quel tempo, in qualche modo, era stata
convinta che alla fine avrebbe scoperto che davvero i Munak avevano ucciso suo padre per la terra, e
che tutto sarebbe finito cos. Forse in fondo sarebbe stata una conferma, ci che aveva cercato per tutto
quel viaggio: che la sua vita non era una bugia, che la sua vendetta si era consumata molto tempo prima
e che Acrab aveva ragione.
Perch il punto focale di tutto  se ne rendeva conto ora  stava proprio in quello: Acrab le
aveva detto che erano stati i Munak e lo aveva ribadito con sicurezza quando lei era andata a esporgli i
suoi dubbi.
Perch? Come era giunto a quella conclusione?
Era lui, da solo, che aveva compiuto le indagini per scoprire chi aveva ordinato l'assassinio di
suo padre. Lei non aveva partecipato. E non si era mai neppure chiesta sulla base di quali prove e indizi
Acrab fosse sicuro che il mandante era stato Mokthen Munak.
Dal giorno in cui l'aveva salvata dall'arena, lui era stato il suo unico orizzonte. Le parole che
uscivano dalla sua bocca erano per lei verit assolute. Acrab le aveva dato mille dimostrazioni di che
persona straordinaria fosse e di quanto tenesse a lei.
Perch allora non aveva capito?
Un dubbio terribile le si stava facendo strada nel cuore, un dubbio cui non voleva neppure dare
un nome perch, se l'avesse fatto, davvero ogni cosa sarebbe crollata su se stessa e sarebbe andata
distrutta.
Stai bene?
Kyllen era accanto a lei, appoggiato alla murata.
Myra annu e lo guard in silenzio. Chi  il Liberatore? gli chiese dopo qualche istante.
Kyllen sembrava aspettarsi quella domanda. Tanti anni fa, il primo della nostra congregazione
fece una profezia: disse che un giorno sarebbe arrivato un uomo che sarebbe stato in grado di spezzare
il legame che vincola gli elementali al Sangue di Pietra. Grazie a lui, non sarebbe pi stato possibile
costringere gli elementali a compiere incantesimi. Sarebbe stata la fine della magia dei Camminanti. 
una profezia molto importante per il Consesso. L'Immacolato attuale, o meglio l'impostore che ne
indossa i panni, ne  ossessionato: da quindici anni non fa altro che cercarlo, su ordine di Graffias,
immagino.
Sono io... disse piano Myra. " per questo che Tallia e mio padre sono morti" aggiunse tra
s.
Quanto meno lo crede Graffias.
E tu, invece?
Il testo della profezia  incompleto; ne conosciamo solo alcuni frammenti. "Un tempo
giunger un guerriero dal sangue impuro, temprato da mille battaglie, che il Sangue purificher"
recit. "A egli solo, senza vincolo di Sangue, fino alla morte gli spiriti obbediranno." Questo  quanto
sappiamo. Nient'altro. Queste parole vengono da un testo che era in parte bruciato e corrotto. Inoltre, 
opinione comune che il Liberatore dovr superare una prova di qualche genere per dimostrare chi 
davvero.
Perch non pensi che sia io? gli chiese Myra e sent una nota di disperazione nella sua voce
lacerata. Avevi ragione, quando eravamo sulla nave diretta a Bizzef... C'erano degli elementali
intorno a me, e non era la prima volta che mi capitava. E poi Icen... Si blocc perch ricordare
Icenwharth le faceva male. Chiss dov'era, chiss se si sarebbero mai pi incontrati.
Potrebbe essere solo un effetto del tuo sangue misto thyrren-albonita.
Myra sospir e si mise le mani tra i capelli. Erano cresciuti un altro po', ma restavano
cortissimi. I suoi capelli, che la tradivano per ci che era.
Il mio maestro sar in grado di spiegarti perch sei cos importante disse Kyllen chinandosi
verso il suo volto. A differenza mia, ha studiato a fondo le storie dei Primi, e secondo me la chiave di
tutto  l.
Sei sicuro che possa aiutarmi a capire?
S.  molto potente, molto pi di me, e pi saggio rispose Kyllen, e Myra sent una nota di
dolore nella sua voce.
Grazie gli sussurr piano.
Lui sorrise. Se sei il Liberatore, questa cosa riguarda anche me, visto che Graffias lo cerca con
cos tanta determinazione.
Grazie comunque insistette lei e lo guard intensamente, cos a lungo che Kyllen si sent a
disagio.
Abbass gli occhi e si volt spalle al mare. Vado a riposarmi. E anche tu faresti bene ad andare
a dormire disse prima di allontanarsi.
Myra rimase sola, piegata in avanti. Sotto di lei, l'acqua era nera come pece.
Salparono all'alba. Il freddo era intenso, cresceva di giorno in giorno. Myra era seduta nei
pressi dell'albero maestro, immobile, mentre Marjane stava appollaiata sulla prua, a contemplare
meravigliata la chiglia che fendeva la corrente.
Kyllen era nella stiva. L l'aveva destinato Hazid, perch, una volta al largo, domasse le onde e
permettesse alla nave di viaggiare pi rapidamente.
Bizzef piano scomparve alle loro spalle, e davanti li attendeva l'Alcak. Myra non c'era mai
stata: nessun ricordo, nessun rimpianto. Poteva arrivarci sentendosi per una volta leggera. Ma c'era
sempre il peso di ci che Ossader le aveva detto a gravarle addosso, il peso che portava con s e che
non era in grado di abbandonare.
Il Liberatore.
Graffias.
Il mare si gonfi appena furono al largo, grigio e spaventoso. Le onde si alzavano e si
abbassavano davanti a loro, alte come montagne. Marjane ricominci a vomitare, e Hazid scese nella
stiva. Quando torn su, per, le cose cambiarono. La nave scivolava sulle onde come se si trovasse sul
ghiaccio, e l'acqua sembrava aprirsi al suo passaggio.
Myra si sporse dalla murata e intravide appena il dorso di migliaia di elementali, evidentemente
evocati dai poteri di Kyllen.
Sembrava che stessero facendo volare la nave.
Per tutto il viaggio Myra e Marjane furono sole. Kyllen continuava a restare confinato in stiva e,
quando non era impegnato con la magia, si limitava a mangiare e riposarsi il pi possibile. Marjane,
superato il primo giorno di mal di mare, parve adattarsi rapidamente.
La novit era che Myra le permetteva di allenarsi con lei. La ragazzina era felicissima e
smaniosa di imparare.
Non ti mettere in testa strane idee.  che allenarmi da sola  inutile la ridimension lei.
Meglio farlo con qualcuno, anche se scarso.
Myra si limitava per lo pi al suo solito addestramento e permetteva a Marjane di imitarla,
correggendola quando i suoi movimenti si facevano scoordinati o erano scorretti. Tuttavia un paio
d'ore le dedicavano anche al combattimento vero e proprio. L'esercizio era reso pi difficile dal rollio
della nave, ma Myra impar presto il ritmo delle onde e come assecondarlo con i movimenti di braccia
e gambe. Anche Marjane, comunque, fu rapida ad apprendere come adattarsi. Era dotata di grande
elasticit e agilit e sembrava portata per le armi.
Myra si disse che addestrarla era comunque utile: forse poteva davvero farle da attendente. Non
riusciva a confessarsi che traeva un sottile piacere dall'allenarla e che non la considerava pi solo un
peso.
Poi, all'improvviso, arrivarono le nuvole, un muro nero al confine tra mare e cielo. La prima
raffica di vento li fece sbandare paurosamente; seguirono tuoni, lampi e una bufera di neve. Il mare era
immenso, portatore di una furia inimmaginabile, e loro erano in un guscio di legno. E al centro di
quell'involucro fragile un ragazzo cercava di controllare l'incontrollabile.
Myra scese da lui al culmine della tempesta, quando persino i marinai avevano deciso di
rifugiarsi sotto coperta e semplicemente aspettare e pregare. Lo vide nella parte a prua della stiva, l
dove il fasciame convergeva in un angolo acuto, i palmi poggiati sul legno. Non si avvicin. Rimase a
guardarlo da lontano, il suo corpo piegato; spi la sua concentrazione estrema e lo ammir per davvero.
Myra aveva assistito a mille battaglie, aveva visto uomini massacrarsi e guerrieri compiere imprese
straordinarie, combattere fino all'ultimo respiro, feriti, demoralizzati, animati solo da una ferrea
volont di non soccombere. Ma nessuna di quelle battaglie le sembrava cos disperata come quella che
stava combattendo ora Kyllen.
Lo so che sei l disse lui d'un tratto.
A Myra parve piccolo, sfinito. Si avvicin piano.
Non pensavi che fossi cos bravo, eh? Un accesso di tosse gli strozz la voce in gola.
Myra si chin alla sua altezza e rimase l, immobile e in silenzio. D'istinto appoggi la mano
accanto alla sua, sul legno. Sentiva il bisogno quanto meno di essergli vicino in quella fatica.
E d'un tratto accadde qualcosa di straordinario. Del fumo emerse dal legno, tenue e sottile, e
all'interno Myra vide una figura. Era un elementale, riusciva a distinguerne solo il volto dagli occhi
enormi. La guard a lungo, come se la conoscesse, proprio come aveva fatto l'elementale di luce
durante il viaggio verso Bizzef.
Myra rimase immobile, incantata, senza parole. Il mondo intorno sembrava essere svanito,
persino la nave pareva aver trovato un'impossibile stabilit, come se le onde si fossero fermate.
"Sono davvero io il Liberatore?" si ritrov a pensare di nuovo Myra, una muta domanda a
quell'essere che le stava davanti. Le parve che l'elementale le rispondesse, ma in una lingua che lei non
era in grado di capire.
Cosa? sussurr Myra con voce disperata. Cosa?
L'elementale continuava a parlarle e le diceva quella verit di cui aveva disperatamente bisogno
ma che non poteva comprendere.
Poi, semplicemente, un sussulto la indusse a staccare la mano dal legno. Il ritorno alla realt fu
brutale: la nave ondeggiava paurosamente in balia delle onde. Schizzi d'acqua salata scendevano fin l
sotto. Myra urt violentemente la schiena e si sent rotolare lontano, con accanto Kyllen. Si ferm
piantando un walud a terra e afferrando lui per un braccio.
La nave si raddrizz lentamente, e riuscirono a tornare verso la prua.
Cos'era? chiese Myra.
Kyllen scosse la testa, senza parole almeno quanto lei. Mise rapidamente la mano sul legno, le
Porte del Sangue si illuminarono di nuovo e la nave torn lentamente in asse, scalando e discendendo il
dorso delle onde allo stesso ritmo regolare di prima.
Non lo so.
Poi un urlo lacer l'aria. Myra sent in esso qualcosa di familiare, ma al tempo stesso le gett
lunghi brividi lungo la schiena.
Kyllen imprec nella sua lingua. Che diavolo , ora? disse guardandola di sfuggita.
Myra scatt in piedi. La nave scart violentemente a destra, il legno gemette, e lei si ritrov
proiettata contro la murata. Riusc a mantenere l'equilibrio, quindi corse di sopra; la neve le frust il
viso con violenza, il vento le riemp le orecchie. Sembrava l'inferno, e il buio, profondo come se fosse
notte, veniva rischiarato solo dai lampi.
Le ci volle un po' per orientarsi, ma alla fine riusc ad aggrapparsi al ponte e a scrutare nel
mezzo della tempesta.
Quel che vide le tolse il fiato.
33
14-15 dicembre
All'inizio le era sembrata soltanto un'ombra che si stagliava gigantesca sul viola del cielo. Ma
Myra sentiva che era altro, qualcosa di terribile, qualcosa di cui aveva solo udito parlare e che sperava
di non dover mai incontrare sul proprio cammino.
Un altro lampo illumin tutto attorno a loro, e Myra ora lo vide chiaramente.
Il cuore le si ferm nel petto.
Era alto almeno dieci braccia, ma lei sapeva che doveva essere molto pi grande, perch senza
alcun dubbio quel che stava guardando era solo una parte del suo immenso corpo. Si innalzava,
sinuoso, nel cielo carico di nubi e tempesta, e la sua pelle brillava pallida e chiara alla luce dei fulmini.
Il collo era lungo pi di tre braccia, e la testa era stretta e affilata. La bocca era aperta, a mostrare le
zanne lunghe e acuminate, disposte su triplice fila. Dietro la testa si estendeva un'ampia cresta ossea,
irta di spuntoni acuminati. Le ali erano spalancate nell'aria, sottilissime e diafane; attraverso di esse,
Myra riusciva a intravedere le onde altissime e le nuvole gonfie di pioggia.
Era un Drago d'Acqua, il terrore di coloro che solcavano i mari del Dominio, un animale
leggendario; chiunque l'avesse visto non era sopravvissuto per raccontarlo. Persino i Lunyar, che sul
mare ci vivevano, lo temevano e lo rispettavano.
Myra lo guard ergersi immenso fuori dall'acqua per urlare la propria ira al vento, e il suo
ruggito la fece sentire minuscola.
Poi il drago si sporse in avanti e afferr con la bocca l'albero maestro. Lo strapp via con un
unico movimento del capo e lo gett lontano, mentre una pioggia di schegge precipitava su di lei e sui
marinai pietrificati dal terrore.
Quindi si inabiss di nuovo, generando un'onda che per poco non li fece capovolgere. Tutti si
afferrarono al sartiame, resistendo all'acqua che spazzava il ponte. Myra si ritrov vicino Kyllen. Era
pallido e stremato. Il lavoro cui Hazid l'aveva costretto aveva prosciugato tutte le sue energie, e adesso
non gliene rimanevano per salvare loro la vita.
Devi fare qualcosa! gli grid.
Kyllen scosse la testa. Non c' niente che si possa fare contro un mostro del genere.
Il drago emerse di nuovo dal lato opposto della nave e si gett sull'altro albero. Per farlo, la
bestia allung il collo proprio davanti a Myra, e lei ag d'impulso, senza domandarsi quanto folle e
inutile fosse il suo gesto.
Estrasse entrambi i walud e colp. Le lame astoriane affondarono fumando nella carne, e lei
sent i muscoli dell'animale contrarsi.
Il drago tese di scatto il collo verso l'alto ruggendo e strapp Myra dal ponte. Stava per
lanciarla in aria e poi trascinarla negli abissi, ma Kyllen e Marjane furono pi rapidi e l'afferrarono per
le gambe. Loro tirarono con forza, e lei strinse la presa sui walud. Sent il rumore della pelle della
bestia che si lacerava e subito dopo ricadde sul ponte.
Spruzzi di sangue incandescenti le colarono addosso. Le parve di essere colpita da miriadi di
scintille di fuoco. Url, ma si impose sul dolore. Il sangue del drago era caustico, lo sapeva, quindi se le
stava bruciando addosso significava che il colpo era andato a segno ed era stato anche profondo.
Si tir su, le lame disperatamente strette in pugno.
Ce la posso fare!
No! le rispose urlando Kyllen. L'hai appena scalfito,  troppo forte.
Il drago la cerc con lo sguardo sul ponte e la trov. Per un istante i due parvero riconoscersi,
come se il loro incontro fosse predestinato da tempo. Poi gli occhi del drago si accesero di una furia
omicida.
Myra, come al rallentatore, lo vide calare verso di lei. E sapeva che i suoi denti l'avrebbero
dilaniata in un attimo. Non c'era salvezza.
Ma a quel punto un altro ruggito riemp l'aria, e lei cap. Ud il suono di ali possenti che si
facevano strada nella tempesta e lo vide come un bagliore azzurro che si frapponeva tra lei e la sua fine.
Lo vide spazzare via la testa del Drago d'Acqua prima che potesse afferrarla e sent sul viso lo
spostamento d'aria del suo volo, come una benedizione.
Icenwharth mormor.
Stringeva tra le fauci parte della testa del mostro, una delle sue zanne affondata nell'occhio,
facendone stillare lacrime di un sangue nero e denso.
A fronte del corpo gigantesco della bestia, il drago pi grande del Dominio, Icenwharth
sembrava minuscolo. Ma la foga con cui lottava era impressionante. Il Drago d'Acqua scosse il capo
urlando fino a quando riusc a scrollarsi l'altro di dosso.
Myra vide il suo compagno d'armi atterrare in acqua con un tonfo, sprofondando negli abissi.
Icenwharth! grid con la gola in fiamme.
Si sent prendere da dietro e trascinare via. Ce ne dobbiamo andare! urlava Kyllen.
Lei si gir rabbiosa. Non senza di lui!
Guard di nuovo il mare. Tutto era immobile e silenzioso.
Poi la superficie delle onde si ruppe, e Icenwharth vol fuori con un ruggito, passando sopra di
lei e gettandosi di nuovo verso il nemico. Il Drago d'Acqua gli lacer l'estremit di un'ala, ma
Icenwharth non si lasci fermare e gli afferr la gola con i denti. Affond le zanne, mentre l'altro
mulinava gli artigli cercando di toglierselo di dosso. Lunghi tagli si aprirono nel dorso di Icenwharth, e
a Myra parve che l'animale li stesse infliggendo direttamente a lei.
Corse lungo il ponte e, prima che Kyllen o chiunque altro potesse fermarla, spicc un balzo.
Estrasse i walud in aria e li conficc ancora all'attaccatura del collo della bestia. Si aggrapp con tutte
le proprie forze e piano, cercando disperatamente di non cadere, inizi a salire.
Quando fu sulla testa, Myra infisse un walud nell'occhio integro del Drago d'Acqua, che rugg
al cielo il proprio dolore e la propria rabbia. Poi lo estrasse e lo un all'altro per formare la lancia e con
un urlo la fece penetrare nel cranio pi a fondo che pot. Sent la lama che s'infilava nell'osso e si
faceva strada nei tessuti molli, bruciando e tagliando.
Con le ultime energie salt in groppa a Icenwharth, che si stacc del nemico volando lontano.
L'enorme mostro marino spalanc la bocca al cielo. Poi si abbatt senza vita sull'acqua.
Kyllen vide Icenwharth e Myra diventare sempre pi piccoli nel cielo color acciaio. Il drago
volava male, battendo le ali con fatica. Il ragazzo s'infil di nuovo nella stiva e si mise a prua. Era
stanchissimo, ma la terra non doveva essere lontana.
Poggi ambo le mani sul legno e si concentr. Le Porte del Sangue si illuminarono, spedendogli
stilettate di dolore, ma pure senza alberi e senza vele la nave riprese a muoversi.
Una volta a riva, Marjane dovette trascinarlo, perch Kyllen era completamente sfinito. Le
Porte che aveva sulle mani si erano messe a sanguinare, e a lui sembrava di essere pi morto che vivo.
Dopo qualche passo, croll.
Non aveva idea di dove fossero. Doveva essere una specie di rada. Il desiderio di abbandonarsi
era forte, ma non poteva. Aveva ben impresso nella mente il modo in cui quel drago volava. Non
sarebbe andato lontano.
Dobbiamo trovare Myra disse a fatica a Marjane. Persino respirare gli procurava dolore.
Prima ti devi riprendere.
No, sto bene. Se tu mi aiuti, possiamo andarcene subito.
Marjane gli prese un braccio e lo fece alzare. Finalmente Kyllen si guard attorno. Erano in una
baia chiusa, dominata da un'alta scogliera. La nave con la quale avevano viaggiato distava poco dalla
scogliera, ma stava affondando. Poteva sentire le urla disperate di Hazid.
Muoviamoci disse senza aggiungere altro.
Quando cal la notte, furono costretti a fermarsi. Era buio pesto, e Kyllen non poteva
continuare. Non senza difficolt, salirono fino a una grotta che si apriva nella scogliera e l fecero sosta.
Ci riposiamo solo qualche ora, poi ripartiamo.
Marjane annu mentre si prodigava per accendere un fuoco.
Pensi che ritroveremo Myra? chiese piano.
Tu mi hai visto rispose Kyllen. Ho individuato uno sconosciuto a partire da un disegno di
dieci anni fa. La troveremo.
Marjane gli si sedette accanto. Mi ha addestrata. Tu non lo sai, ma questi giorni mi ha
addestrata.
Kyllen sorrise. Lo so.
Non ci hai viste...
Lo so lo stesso. Sospir e chiuse gli occhi. La troveremo, Marjane ripet. Ormai siamo
una compagnia.
Kyllen scivol in un sonno profondo e senza sogni. Marjane lo guard e per un momento ebbe
la tentazione di mettersi pi vicina a lui, lasciandosi proteggere dal suo corpo. Era addormentato, ma
restava pi forte di lei: era un mago, e gli aveva visto fare cose straordinarie. Ma poi pens a come si
era sempre sentita a casa di Missentia, alla sensazione di debolezza cui aveva cercato di sfuggire
seguendo Myra. E allora estrasse il pugnale che lei le aveva dato e lo strinse con forza girandosi verso
l'ingresso della grotta.
Per una volta, sarebbe stata lei a difendere qualcuno.
34
16 dicembre
Quando Marjane si svegli, il giorno seguente, Kyllen era gi in piedi e sembrava essersi
completamente ripreso. Si stava guardando la Porta del Sangue sulla mano. Mi serve il tuo pugnale
le disse.
Che devi farci?
Una cosa che ti sconsiglio di guardare rispose lui sorridendo.
Marjane glielo allung timorosa. Kyllen lo prese e senza esitare se lo piant nella mano.
Marjane trasal.
Il volto di Kyllen si contrasse in una maschera di dolore, ma la sua bocca non emise un soffio.
Gir la lama, e il frammento di Pietra del Sangue salt via, lasciando un foro nero sul suo palmo.
Sei impazzito? grid Marjane.
Kyllen, senza scomporsi, estrasse delle bende dal tascapane e inizi ad avvolgerle attorno alla
mano. La Porta era esausta. Quando assumono quel colore stinto, significa che hanno perso i loro
poteri. Mi far mettere un'altra Pietra del Sangue dal mio maestro disse scrollando le spalle.
No, tu sei davvero pazzo.
Forse un po'. Ma adesso andiamo.
Si misero in cammino, salendo verso la scogliera. L'Alcak, in fondo, era solo questo: un'alta
scogliera a picco sul mare, una sottile striscia stepposa incalzata dal Bosco dell'Ombra. La foresta di
continuo cercava di guadagnare terreno, e gli Alcaki abbattevano le sue diramazioni, lottando per
conservare la loro misera terra. Ma il Bosco dell'Ombra era pi forte di qualsiasi cosa e prima o poi
avrebbe vinto, Kyllen lo sapeva. Del resto Palamud era il Dio Albero. E per questo il suo maestro si era
stabilito l, cercando di insegnare agli Alcaki un'altra strada.
Percorsero con uno sforzo l'ultimo tratto e finalmente si ritrovarono in cima. Davanti a loro, il
mare si stendeva immenso, color del ghiaccio. Le nubi vi incombevano sopra pesanti. Centinaia di
braccia pi in basso, le onde s'infrangevano con violenza contro le rocce, scavandole e modellandole.
L'inverno era arrivato per davvero. Lass, il vento tirava forte e teso e spazzava la steppa, alzando
refoli di neve farinosa. Sotto, si intravedevano le piante gialle e gli arbusti secchi che costituivano la
vegetazione di quel luogo duro e difficile. In fondo, nulla pi che una riga nera all'orizzonte, le prime
propaggini del Bosco dell'Ombra.
Kyllen si mosse in quella direzione.
Perch andiamo di l? chiese Marjane.
Perch Myra sicuramente  ferita, e un guerriero ferito non rimane all'aperto: avr cercato
riparo nel bosco.
Giunsero agli alberi che era passato mezzogiorno. Marjane si ferm e sent lo stomaco
chiudersi. Qualche volta era stata nei boschi intorno a Melania, e le piacevano. C'era un buon odore,
l'aria era fresca, e dato che c'era sempre andata in compagnia di qualcuno, non si era mai sentita
insicura.
Ma questo era qualcosa di completamente diverso.
Il Bosco dell'Ombra era un fitto intrico di rami grigi, all'apparenza morti, che si alzavano a
venti braccia circa da terra. In mezzo, il buio.
Ma non era solo questione di aspetto. Marjane ne sentiva spirare un'aria di malvagit.
Dobbiamo davvero passare per il bosco? Mi sembra un luogo... cattivo.
Kyllen rimase serio, mentre anche lui fissava il groviglio di rami. Non conosci il Bosco
dell'Ombra?
Marjane scosse la testa.
Copre tutta la regione tra l'Alcak e il Mare Oscuro, e anche una buona porzione della zona
costiera della Phoinika. Ed  composto da un solo albero.
Cosa?
S. I tronchi che vedi in realt sono sorte di radici che scendono verso il suolo, ma il tronco
principale, il tronco di Palamud, il Dio Albero dei Popoli dell'Ombra, si trova al centro di quest'intrico.
In pochissimi si sono spinti fin l e l'hanno visto.
Non mi piace... insistette Marjane.
Non devi avere paura. Non  cattivo, come dici tu.  solo... altro da noi. Marjane lo stava
fissando senza capire. Forse  uno dei pochi posti nel Dominio che hanno in s intatto lo spirito del
mondo prima dei Cento Giorni d'Ombra. Palamud  come i draghi, o il mare:  una forza della natura,
un essere vivente antico e potente, per il quale siamo insignificanti. Vive secondo regole diverse dalle
nostre e tollera a malapena la nostra presenza, quando violiamo i suoi territori.
E allora perch vuoi disturbarlo?
Perch Myra non pu che essere l. Ma tu non preoccuparti: se io fossi un mago qualsiasi,
probabilmente faremmo una brutta fine. Io per sono un Puro, conosco gli elementali e li rispetto.
Andr tutto bene.
Kyllen finalmente le sorrise. Poi, senza attenderla, arriv ai margini dell'Ombra. Qui si ferm e
si pieg su un ginocchio. Tocc la terra con la mano che ancora aveva una Porta del Sangue integra,
quindi mormor una preghiera.
Un refolo di vento leggerissimo scosse gli alberi.
Kyllen s'inoltr per primo.
A Marjane sembr che l'aria fosse cambiata, come se la temperatura fosse calata all'improvviso
e al tempo stesso anche la pi sottile corrente si fosse fermata. L, all'ombra degli alberi, tutto era
immobile, in attesa.
Marjane si sent immediatamente a disagio, mentre Kyllen procedeva sicuro. D'un tratto, per,
si ferm di nuovo, si mise ancora in ginocchio e ripet lo stesso rituale di poco prima. Stavolta sembr
concentrarsi pi profondamente e, quando spost un po' di foglie e neve, si intravide una sottilissima
traccia luminosa.
Gli elementali qui sono quasi tutti sotto il controllo di Palamud,  stato difficile riuscire a
indirizzarli spieg a Marjane.
Poi si mise a seguire spedito la traccia, con la ragazzina dietro di lui. Dopo poco, la vegetazione
si apr, e finalmente li videro. L'enorme corpo di Icenwharth era acciambellato e occupava quasi
completamente la piccola radura in cui si trovavano. Sembrava addormentato, ma il suo respiro era
debole. Le immense ali, lacerate in pi punti, lo avvolgevano quasi del tutto. Davanti a lui, con la testa
appoggiata al suo muso, c'era Myra. La casacca che indossava era piena di strappi, e sotto
s'intravedeva la pelle arrossata dalle bruciature. Accarezzava delicatamente la grande testa del drago ed
era cos assorta che non si accorse dell'arrivo dei suoi due compagni.
Myra... disse Kyllen, piano.
Lei scatt in piedi, estraendo in un unico movimento i walud, ma appena lo riconobbe li gett a
terra e gli corse incontro. Tu lo devi salvare!
Kyllen non l'aveva mai vista cos fuori di s. Le mani le tremavano e, sebbene anche lei
sembrasse provata, la sua unica preoccupazione era il drago.
Lui spost lo sguardo sull'animale. Era la prima volta che vedeva cos da vicino un drago. Da
bambino, gli avevano detto che erano bestie infide, dalle quali tenersi alla larga, e anche il suo
addestramento da mago aveva rafforzato quell'idea. Eppure adesso Kyllen non poteva fare a meno di
ammirare la possanza di quella creatura.
Gli si avvicin a piccoli passi, timoroso; gli sembrava immenso. Era ferito, ma Kyllen riusciva
ugualmente a intuire la forza devastante che poteva sprigionare. Appoggi una mano alle squame, le
sent fredde al tatto e vide in trasparenza l'immenso cuore che pompava.
La sua anima di mago ebbe la meglio. Poggi anche l'altra mano, sent il drago fremere sotto il
suo tocco e ne percep l'ostilit. Si stup che Myra fosse stata in grado di addomesticarlo.
Il cuore sta bene disse, poi si mise a considerare le altre ferite. Erano poco profonde ma
numerose. L'emorragia l'aveva evidentemente fiaccato. Le uniche ferite davvero serie erano quelle
sulle ali.
Perch non si sveglia? chiese Myra, angosciata.
Kyllen cerc di ignorare la sua istintiva paura e si avvicin alla testa del drago; respirava quieto,
ma piuttosto piano. Con le dita che gli tremavano, gli sollev una palpebra, lentamente, specchiandosi
nel suo grosso occhio rosso.
Si sorprese a pensare che l'iride era dello stesso colore di quelle di Myra.
Credo che non sia nulla di grave, ma le ferite sono numerose, e ha bisogno di cure.
E allora che aspetti?
A Kyllen Myra non era mai sembrata un tipo che potesse affezionarsi a qualcuno, ma sembrava
tenere moltissimo a quel drago.
Io sono un Puro...
E con ci? Che significa?
Che in questa foresta non ci sono elementali di guarigione; non ce ne sono negli alberi, visto
che questo luogo  pervaso solo dello spirito di Palamud, e le sorgenti d'acqua, che potrebbero
contenerne qualcuno, sono lontane.
Mi stai dicendo che non puoi fare niente?
Adesso no.
Myra grid. Ci dev'essere qualcosa che si pu fare!  tutta qui la tua dannata magia? Hai fatto
volare una nave sulle onde!
Ero in mezzo al mare, circondato dal legno... Ho usato ci che avevo, perch  cos che
faccio. Io non porto su di me elementali, lo sai, e questo  il prezzo da pagare.
Myra gli si fece sotto. Un prezzo che non paghi tu, per.
Poi accadde qualcosa. Myra sent le gambe cedere, e solo Kyllen, prendendola per le spalle, le
imped di cadere.
Stammi a sentire disse guardandola in faccia. I Puri sanno curare, ma senza ricorrere alla
magia. Invece il mio maestro pu farlo, e siamo vicini alla sua casa.
Myra si divincol dalla sua presa. E allora corri a chiamarlo.
Anche tu hai bisogno di aiuto, forse pi del drago. Le indic le braccia. Quelle non sono
bruciature normali. Il sangue del Drago d'Acqua scava nella carne fino a quando non viene rimosso. Le
tue ferite non faranno che peggiorare se non interveniamo.
 lo stesso per Icenwharth...
No. Per lui il sangue di Drago d'Acqua non  tossico.
Ma perch non corri a cercare il tuo maestro? Se non puoi aiutare lui, non puoi aiutare neppure
me.
Invece con te posso. Ho gli elementali di cui ho bisogno a portata di mano.
La tua magia non vale niente! sput Myra.
Ma ti salver lo stesso.
Kyllen la lasci e and da Marjane. Tu vieni da Thyrra, giusto? le chiese.
Marjane sbianc, prevedendo ci che lui poteva chiederle, ma poi indur lo sguardo, cercando di
nascondere la paura, e annu.
La casa del mio maestro dista meno di mezza giornata di cammino da qui. Ricorda che tu sei
una Thyrren, il bosco ce l'hai nel sangue, anche se  un bosco lontano e molto diverso da questo.
L'ho sentito appena sono entrata disse lei, la voce appena incrinata. Ho sentito questo
posto.
Kyllen le strinse una spalla e le sorrise, quindi torn a inginocchiarsi e a posare la mano sul
suolo. La sottile vena luminosa che li aveva condotti fin l riapparve. Pulsava debolmente, ma era
visibile.
Seguila. E attraversa questo luogo col rispetto che merita.
Marjane annu. Cosa devo dire al tuo maestro?
Kyllen d'un tratto sembrava imbarazzato. Non fare riferimento a me. Di' semplicemente che ti
sei persa e che una tua amica con un drago ha bisogno di aiuto.
Marjane lo fiss per qualche secondo. Quindi guard la linea luminosa e, senza dire altro, si
avvi.
Kyllen torn da Myra. Le si mise di fronte e cerc di prenderle un braccio. Lei lo tir indietro
bruscamente.
Tu non mi tocchi, fino a quando Icenwharth non  fuori pericolo.
Per allora sarai morta.
Myra contrasse la mascella, ma tenne sempre il braccio discosto.
Myra, ti devi far aiutare.
Lei distolse lo sguardo. Non cos... Si morse le labbra. Poi alz gli occhi su di lui. Per anni
sono stata sola, la mia esistenza dipendeva da me, dai miei walud e dalla prontezza dei miei riflessi.
Solo una volta qualcuno ha rischiato la vita per me. Rivide il volto pallido di Acrab appoggiato nel
fango, il corpo inerte tra le sue braccia, il giorno in cui avevano ucciso Mokthen Munak, e sent una
fitta di dolore contrarle il petto. Non voglio che altri soffrano a causa delle mie battaglie.
 stata una scelta del tuo drago. Vi eravate separati, e lui  tornato disse Kyllen.
Non voglio lo stesso che accada! grid lei. Tacque un istante, poi mormor: Non voglio
perdere nessun altro....
Questo significava stringere dei legami: perdere le persone che amavi, vederle morire per colpa
tua.
Ma lui  voluto venire da te disse Kyllen. E tu dovresti invece andare fiera che un essere
come Icenwharth abbia deciso di rimanere al tuo fianco fino a farsi ferire. Dovresti fare di tutto per
onorare il suo sacrificio e lasciarti curare. Perch tutto ci che ha fatto, lui l'ha fatto per te!
Myra rivide Tallia che implorava il suo assassino di salvare lei, suo padre che cadeva abbattuto
per non consegnarla ai suoi uccisori. Tu e quella ragazzina dovreste andarvene, e anche Icenwharth. Io
porto la morte con me sibil.
Ma ora siamo qui, tutti e tre. Che cosa vuoi fare? Farti mangiare viva dall'acido? Cos tutto ci
che abbiamo fatto sar stato inutile?
Myra lo guard con occhi fiammeggianti. Ti odio.
Kyllen non si scompose. Non mi importa, se mi lasci fare il mio lavoro.
Lei sostenne ancora per un po' il suo sguardo, poi con rabbia gli porse il braccio. Kyllen lo
strinse piano tra le dita. Persino quel tocco cos gentile le strapp un gemito.
Sei messa male, ma per fortuna per gli effetti del sangue del Drago d'Acqua si pu trovare un
rimedio.
Myra not solo in quel momento che sul palmo di una mano di lui la Porta del Sangue non c'era
pi e ricord che era quella che aveva sanguinato quando ancora erano sulla nave. In un lampo lo rivide
chino a terra, piegato nello sforzo di uno dei molti incantesimi che avevano permesso loro di andare
avanti. La colp con violenza la consapevolezza che anche lui aveva sanguinato e lo stava facendo
anche ora. Certo, le loro missioni coincidevano, ed era anche per s che stava compiendo
quell'impresa. Ma il suo tocco adesso era delicato, e l'attenzione che ci metteva rivelava qualcosa di
pi profondo che non la semplice dedizione di un mago quando era all'opera.
Come Marjane, anche Kyllen teneva a lei.
35
15-16 dicembre
Marjane camminava pi rapida che poteva. Teneva lo sguardo incollato alla sottile striscia
luminosa, la sua unica guida nel fitto del bosco, e non alzava mai gli occhi. Aveva l'impressione che, se
l'avesse fatto, avrebbe visto orde di spiriti malevoli. Avvertiva nitidamente lo spirito che riempiva di s
quel luogo e che la seguiva sospettoso. E allora lei accelerava, gli occhi sempre fissi a terra, pregando
di arrivare il prima possibile.
Inciamp su una radice e cadde a terra con un tonfo doloroso. Il gelo della neve le sped brividi
lungo tutto il corpo. Subito, le sembr che qualcosa scendesse su di lei e le accarezzasse la schiena. Si
sent invadere dalla paura, e per un attimo le parve che la scia luminosa fosse scomparsa. Febbrilmente,
si mise a spazzare con le mani il suolo, ma non c'era nulla. Poi, quando aveva perso le speranze e
iniziava gi a sentire le lacrime affiorare, la luce filtr tra le sue dita.
Si tir su e prese un respiro.
"Hai aspettato un'occasione del genere da quando siamo partiti da Bizzef. Piantala di fare la
stupida e muoviti!"
Dentro di s sent una nuova determinazione. E qualcosa cambi anche nell'atmosfera del
bosco. Non le sembrava pi di essere una preda; Palamud, o come si chiamava il dio che abitava quel
labirinto oscuro di tronchi e rami, doveva aver percepito la sua nuova forza e la rispettava.
Marjane fece un primo passo deciso e riprese ad avanzare.
Si stava inoltrando, e la luce del sole filtrava con difficolt sempre maggiore. L'aria ferma
sapeva di muffa e aveva un sentore antico, ma la ragazzina teneva la paura ai margini e seguiva la
strada luminosa che Kyllen aveva tracciato per lei.
Man mano che procedeva, la vegetazione si faceva sempre pi fitta. Grosse felci iniziarono a
ostacolare il suo passo, e i rami presero a intrecciarsi quasi alla sua altezza. Ogni tanto doveva chinare
il capo per non restare impigliata, mentre lo spazio intorno a lei si riempiva di fruscii e altri suoni che
non riusciva a riconoscere. Non era pi sola: non c'era pi soltanto il Dio Albero a seguire il suo
cammino. Quel luogo ospitava altre forme di vita che la spiavano.
Marjane non si ferm. Una strana energia la spingeva avanti, nonostante tutto. Si chiese se non
fosse il suo spirito di creatura dei boschi, il suo sangue che si risvegliava. Sarebbe stato bello avvertire
un legame, un'unione. Non apparteneva a Etheria, dove pure aveva trascorso quasi tutti i suoi anni, e
non si sentiva neppure del tutto una Thyrren, perch a Thyrra non era mai stata e sapeva molto poco del
suo popolo. Si era sempre sentita solo una schiava, ma gli schiavi non sono nulla, non hanno nulla. Una
vaga tristezza le riemp il cuore.
"Almeno schiava non lo sei pi" si disse.
D'un tratto, i fruscii si fecero pi intensi e vicini, cos forti che Marjane stavolta fu costretta a
bloccarsi. Si guard attorno. Niente. Adesso era tutto silenzio. Ma c'era qualcosa, l dentro, qualcosa in
agguato, e non era uno spirito.
Si rimise in marcia, osservando il cielo che cambiava colore. Il tramonto era prossimo. Poi
un'ombra pass sopra di lei. Era chiara e grande.
Marjane adesso si mise a correre. E intanto vedeva l'ombra incalzarla, sentiva il corpo immenso
del suo inseguitore spezzare rami, far gemere il legno col proprio peso. Un suono alieno riemp lo
spazio attorno a lei e le fece ghiacciare il sangue nelle vene.
Cadde ancora e subito cerc di rialzarsi, ma il suolo era scivoloso di foglie morte, e non riusciva
a fare presa. Sent l'inseguitore rallentare, avvicinarsi piano, pregustare quella facile preda. Estrasse il
pugnale e urlando lo punt davanti a s.
Per un istante ogni cosa intorno a lei si illumin di riflessi violacei. La luce pass come
un'onda, spazzando il terreno sotto di lei e i tronchi tutto attorno. L'inseguitore produsse di nuovo quel
verso acuto, ma stavolta in esso c'era una nota di disappunto.
Poi Marjane lo sent allontanarsi, insoddisfatto.
Appoggi la fronte a terra e si lasci sfuggire un lungo lamento. Quindi fece per rialzarsi, ma
non ne ebbe il tempo.
Dei passi si stavano avvicinando, e lei sent di nuovo la paura montare.
E tu chi sei? disse una voce.
Myra vedeva gli elementali percorrere le sue bruciature e cambiare colore. Erano minuscoli, i
pi piccoli che avesse mai visto, e portavano con s un dolce senso di frescura. Si muovevano sulla sua
pelle, ne risucchiavano il veleno e poi, meno luminosi di prima, svanivano nell'aria.
Che gli sta succedendo? chiese a Kyllen.
Se ci trovassimo altrove, probabilmente morirebbero. Ma questo bosco  particolare, te l'ho
detto. Palamud a sua volta riesce a riassorbire il veleno, e gli elementali ritornano da dove sono venuti,
senza alcun danno.
Myra continuava a guardarli mentre percorrevano la sua carne martoriata.
 una bugia, vero?
Stavolta Kyllen fece un gesto d'insofferenza. Pensala come ti pare disse secco.
Myra quasi si pent della sua scarsa fiducia, ma tacque.
Spost la sua attenzione su Icenwharth. Non si era ancora svegliato, se ne stava acciambellato l
dov'era, immobile esattamente come quando erano atterrati.
Il mio maestro non arriver prima di domattina disse Kyllen, e lei sent di nuovo l'ansia
aumentare la sua stretta.
Icen ce la far fino ad allora?
Gli elementali avevano terminato. Kyllen le lav le ferite con l'acqua della borraccia e le bend
usando lembi del suo mantello.
Ce la far. Ma smettila di preoccuparti per gli altri. Anche tu stai male, e per una volta puoi
pensare solo a te stessa.
Myra si zitt, guard il movimento preciso delle mani di Kyllen. Si sentiva terribilmente stanca,
ogni fibra del suo corpo anelava al sonno, e gli occhi le si chiudevano.
Con le ultime forze che aveva si alz e si avvicin a Icenwharth. D'improvviso, le apparve
indifeso, nonostante la sua stazza e il respiro ancora possente che faceva alzare e abbassare il suo
immenso ventre. Le mille ferite che costellavano il suo corpo, gli occhi chiusi, l'aspetto sofferente,
tutto in lui sembrava tradire una debolezza che Myra non aveva mai immaginato. Ed era colpa sua.
Si avvicin piano e gli accarezz il muso.
Ma perch sei tornato... sussurr.
Sfinita, si appoggi a terra e and a rannicchiarsi contro Icenwharth. Sebbene ferito, le
trasmetteva ancora un senso di sicurezza che fino a quel momento era stata in grado di provare solo
accanto ad Acrab.
Guard Kyllen; era vicino a un piccolo fuoco che aveva acceso, immobile, a guardare la
ragazza e il suo drago. Il mantello non ce la faceva a coprirlo tutto, ed era chiaramente infreddolito.
Vieni qui.
Kyllen la guard stupito.
Non me lo far ripetere, muoviti.
Kyllen fece un mezzo sorriso, si alz e le and accanto. Si sedette davanti a lei. Myra sospir,
quindi lo tir bruscamente per un braccio accanto a s; non troppo vicino da toccarla, ma abbastanza
perch la sua schiena poggiasse sul ventre del drago.
Kyllen inizialmente rimase rigido e vigile. Ma a poco a poco riusc a lasciarsi andare e si
abbandon al tepore benefico del gigantesco corpo dell'animale.
Myra lo guard mentre cedeva alla stanchezza. Poi anche lei chiuse gli occhi. Il battito calmo e
potente del cuore di Icenwharth l'accompagn nel sonno.
Il sole filtrava appena sotto il groviglio dei rami, disegnando giochi di tessere luminose. Eppure
Myra sent che era giorno. Si svegli, sentendosi subito meglio. Le ferite facevano ancora male, ma non
bruciavano pi come solo poche ore prima.
Spost appena la testa, cercando Kyllen... Invece c'era qualcuno davanti a lei, che la guardava
dall'alto in basso.
Si tir su di scatto, estraendo immediatamente i walud. La figura reag all'istante; le poggi un
bastone sul petto, e Myra sent di colpo le forze abbandonarla. Cadde a terra, e i walud le sfuggirono di
mano.
Alz lo sguardo per vedere chi l'aveva abbattuta con un gesto solo: era una donna dagli occhi
chiarissimi, con i capelli bianchi raccolti in uno chignon. Il volto, intessuto di rughe sottilissime, era
duro e severo. La bocca era stretta in una fessura, e ai lati del viso spiccavano le orecchie appuntite.
Indossava una lunga tunica bianca, che copriva un corpo appesantito dagli anni.
Stai ferma, non fare niente intim la donna, poi pass oltre.
Di fianco a lei c'era Kyllen, ancora addormentato, il capo appoggiato al corpo di Icenwharth.
La donna gli indirizz uno sguardo sprezzante e lo colp col suo bastone.
Kyllen sussult, si guard attorno, poi mise a fuoco l'immagine che aveva di fronte. Impallid
all'istante. Si tir su e fece un passo avanti. Maestro, io... disse, ma la donna mise tra loro il suo
bastone. Lo scost con malagrazia, e Kyllen quasi cadde a terra. La vecchia gi non lo guardava pi ed
era concentrata sul drago.
Myra rimase incerta per qualche istante. Era dunque quello il maestro di Kyllen? Si era
aspettata qualcuno di completamente diverso. Soprattutto, si era aspettata un uomo. Ma se la vecchia
era il maestro, allora era lei che poteva salvare Icenwharth. Si rialz in fretta e le and vicino. Ha
combattuto contro un Drago d'Acqua, e...
Lo so ribatt secca la donna. Me l'ha detto la bambina.
Marjane non era l. Dov'? Sta bene? chiese Myra preoccupata.
Sta bene.  rimasta da me chiar la donna. Poi prese a esaminare il corpo del drago. Non
sembrava averne alcuna paura; lo guardava come avrebbe fatto con un malato qualsiasi. Tocc le ferite,
e Myra vide Icenwharth contrarsi in uno spasmo di dolore.
Fece per avvicinarsi ancora, ma la donna la blocc. Andatevene, lasciatemi sola.
Myra esit, ma Kyllen le fece segno di obbedire.  meglio cos, credimi. Poi, prima di
andarsene, si volt verso la donna. Sono contento di rivedervi, maestro.
Io no disse lei, senza neppure guardarlo, mentre si chinava sul drago.
 lei che mi ha insegnato tutto quello che so. Prima di incontrarla ero un mago qualsiasi; lei mi
ha introdotto nel mondo dei Puri spieg Kyllen.
Myra se ne stava davanti a lui, con le ginocchia vicine al petto, confusa. Da ci che sapeva, non
esistevano Camminanti n Sapienti donne ad Albon. In pi, Kyllen sembrava a disagio da quando era
comparsa. E lei aveva detto chiaramente di non essere felice di vederlo.
Cosa c' stato tra voi?
Kyllen abbass lo sguardo. A un certo punto abbiamo avuto idee... divergenti sulla magia dei
Puri, e io me ne sono andato in malo modo.
Ma ci aiuter?
 un grande mago, non permetter mai che le questioni personali che ci sono state tra noi si
mettano in mezzo alla magia. Aiuter te e Icenwharth,  l'unica che pu farlo. Hai visto il suo
bastone?
S, Myra l'aveva visto e ancora si domandava come avesse fatto quella donna a metterla fuori
combattimento cos facilmente.
Ospita degli elementali che vivono nel legno di loro spontanea volont. Capisci che vuol
dire? continu Kyllen. Eileenna ha a sua disposizione una sorgente continua di magia che non 
basata sulla schiavit, ed  l'unico mago che io conosca che ne sia in grado.
Eileenna  il suo nome?
S.
E non usa la Pietra del Sangue per le sue magie?
No, questo no, o sarebbe lei il Liberatore. Il maestro libera gli elementali dal bastone con le
Porte, come tutti. Ma gli elementali rimangono di loro iniziativa, pur sapendo che si tratta di uno
strumento usato da un mago. Scelgono di farsi evocare.
Myra continuava a essere scettica. Non erano cos i maghi che aveva conosciuto. Poi un ruggito
spezz il silenzio della radura.
Lei scatt all'istante e, con Kyllen al seguito, corse da Icenwharth. Lo trov in piedi, in tutta la
sua altezza, che minacciava Eileenna. La donna per sembrava tutt'altro che impaurita.
Myra si frappose tra i due.
Va tutto bene,  con me disse a Icenwharth.  un'amica di Kyllen e ti sta curando.
Icenwharth pos a terra le zampe anteriori e la guard.
Eileenna torn subito ad avvicinarsi al drago. Se vuoi continuare a soffrire, per me non fa
differenza.
Icenwharth punt su Myra il suo occhio interrogativo e irato. A lei bast annuire, e l'animale,
riluttante, si acciambell di nuovo.
Eileenna estrasse alcune ampolle dal tascapane che si era portata dietro e si rimise all'opera.
Come sta? chiese Myra.
Bene rispose la donna secca. L'unica ferita grave  quella sul collo. Ho bisogno della sua
saliva e di casa mia. Le altre posso curarle qua.
Myra si rilass, e anche Kyllen si avvicin a Eileenna.
Sapevo che ci sareste riuscita.
La donna non si mostr pi amichevole. Sei passato dall'altra parte, alla fine...
Kyllen si pass una mano tra i capelli. No,  solo un travestimento... Fece una pausa. Devo
parlarvi. Del Consesso e di lei aggiunse indicando Myra.
Eileenna finalmente si gir a fissarlo. Fino a quel momento gli aveva parlato senza degnarlo di
uno sguardo. I suoi occhi per erano ancora colmi di disprezzo e rabbia, e Myra si domand se Kyllen
non le avesse raccontato solo una parte della storia.
Ti ricordi cosa ti ho detto cinque anni fa?
Maestro, io...
Non chiamarmi maestro! url la donna, e la sua voce fece tremare persino Myra. Te ne sei
andato, e io adesso non sono pi niente per te! Ho rinnegato tutto quello che ti ho insegnato,
esattamente come hai fatto tu.
Kyllen assunse un'espressione umiliata. Ho sbagliato, lo so.
Eileenna rise, una risata cattiva. Qualche volta mi piacerebbe commettere un errore. Invece
leggo nelle persone come in un libro aperto. Gli si avvicin di qualche passo. Non mi importa se sei
convinto di aver sbagliato. Quando te ne sei andato, ti ho detto che non volevo rivederti mai pi. E non
ho cambiato idea.
Kyllen ingoi la delusione e si diede per vinto. Il Consesso  controllato da un impostore, e
credo che questa ragazza sia il Liberatore.
Finalmente, Eileenna sembr colpita. Sbirci Myra, poi punt di nuovo il suo sguardo feroce su
Kyllen. E allora?
Lui stavolta parve disorientato. Mi odiate, e va bene,  giusto. Ero un ragazzino stupido e
presuntuoso, e voi avevate ragione. Ma voi siete e rimarrete sempre il mio maestro, nulla per me potr
cambiare questa verit.
Non cambia neppure ci che hai fatto disse Eileenna, il volto come una maschera di pietra.
No, non cambia. E se non volete pi saperne di me, lo accetto. Per io non vi chiedo di
intervenire per assecondarmi. Fatelo per il Dominio, fatelo per quello in cui credete. Poi, vi giuro,
scomparir dalla vostra vita e in solitudine pagher il prezzo dei miei errori. Lo sto gi facendo da
molto tempo.
Eileenna continu a fissarlo in silenzio per qualche istante, con quello sguardo affilato e
terribile.
Poi si gir verso Myra. Adesso finisco di fare ci che posso con il drago qui. Dopo, mi
seguirai a casa. E anche tu aggiunse gettando un'ultima occhiata gelida a Kyllen.
36
16 dicembre
Montarono su Icenwharth, e lui si alz in cielo possente come sempre. A Myra sembrava che
stesse decisamente meglio. Le ferite c'erano ancora, ma erano coperte da una specie di sottile gelatina e
non parevano dargli pi alcun fastidio.
Solo dopo qualche lega l'animale mostr i primi segni della fatica, a riprova che non era ancora
del tutto guarito. Per riusc a proseguire.
Myra gli accarezz il collo che Eileenna aveva bendato, come incoraggiamento, e il drago
emise un breve verso d'intesa.
Il volo si svolse in silenzio. Per tutto il tragitto, lei e Kyllen tacquero. Lui sembrava avvilito, e
lei prefer non tormentarlo con le domande; ci che era accaduto con il suo maestro erano affari suoi.
Kyllen non aveva fatto commenti dopo il suo incontro con Ossader, e Myra sentiva di dovergli
restituire il favore.
La casa di Eileenna si trovava in una sorta di piccolo anfiteatro naturale nel folto del bosco.
Accanto, scendeva una cascata, che finiva in un ruscello limpidissimo. Dentro il corso d'acqua girava
una ruota, come quelle osterite, collegata alla casa attraverso una serie di semplici ingranaggi di legno.
La costruzione si sviluppava attorno a uno dei fittoni del Dio Albero e s'inseriva cos perfettamente
nella struttura della pianta che era difficile dire dove finisse l'una a iniziasse l'altra. Per accedervi c'era
una ripida scala, anch'essa costituita dai rami dell'albero rimodellati.
Icenwharth atterr dolcemente, e Kyllen smont per primo. Poi rimase fermo davanti alla casa.
L'aveva abbandonata in fretta cinque anni prima, e all'epoca gli era sembrata una prigione.
"Non  questo quello che voglio!" urla Kyllen.
"Cosa ti aspettavi da me? Se cercavi avventure, avresti dovuto fare il Camminante!" grida a
sua volta Eileenna. Non si far certo mettere i piedi in testa da un ragazzino.
"Lo sapete che non condivido la loro magia, ma non condivido neppure pi quello che fate
voi."
Gli occhi di Eileenna si spalancano per l'incredulit e la rabbia.
Kyllen ne ha quasi paura e si fa piccolo piccolo. Ma poi pensa che deve lottare per ci in cui
crede, gliel'ha insegnato proprio lei. "Il mio posto non  pi qui."
Le labbra di Eileenna si fanno strette, una linea dura tracciata tra le rughe del suo volto. "Se
fai un passo fuori da questa casa,  per sempre" gli dice piano.
Kyllen ci riflette; sa che si trova di fronte a una scelta definitiva. "Ma perch" tenta per
un'ultima volta "non possiamo collaborare col Consesso? Qui siamo seppelliti lontano dal mondo, la
nostra magia non pu fare alcuna differenza."  giovane, e la via di Eileenna alla magia dei Puri gli
sembra insensata. La vecchia rifiuta ogni contatto col Consesso, che agli occhi del ragazzo
rappresenta l'unico modo per diffondere la magia dei Puri nel Dominio. Non fanno altro che starsene
nell'Alcak, cercando di convincere la gente del posto a una nuova forma di convivenza con il Bosco
dell'Ombra che non contempli la distruzione della foresta.
Ma questo a Kyllen non basta pi.
"Il Consesso  un luogo corrotto" taglia corto Eileenna.
"Pi dei Camminanti?"
"In un modo diverso, ma s."
"Qui non serviamo a niente." Kyllen guarda la porta per un istante.
"Tu pensi di essere pronto per andare l fuori, ma non lo sei" lo sferza lei. "Sei solo un
ragazzino arrogante, convinto di avere chiss quali poteri, ma che del mondo, della magia, e anche dei
Puri non sa nulla. C' ancora molto, moltissimo che potrei insegnarti, per tu preferisci sputarci sopra
e andartene."
"Io non voglio andarmene" dice Kyllen. "Siete voi che mi state cacciando."
Eileenna scuote la testa rassegnata. "Il mondo si cambia una testa per volta, non esiste una
specie di grande incantesimo che ti permetter di trasformare il Dominio in un luogo di pace e
giustizia. E il Consesso non ti dar mai quel che cerchi."
" la vostra ultima parola?" chiede lui, rigido.
Eileenna lo fissa. " la tua."
E allora, semplicemente, Kyllen va verso la porta. Sente di non poter fare altro, di non avere
scelta. Di nuovo pensa che  stata proprio lei a ripeterglielo sempre: "Devi trovarla da solo, la tua
strada per la magia. Io posso solo indirizzarti sul cammino, ma il percorso  tuo".
Prima di uscire, Kyllen si ferma per un attimo. "Maestro..."
"Se  cos che hai deciso, vattene" dice lei, la voce tagliente come il ghiaccio. "Fa' ci che
credi, ma un giorno vorrai tornare... sono certa che lo vorrai... e io non ci sar pi per te."
Senza neppure guardarla un'ultima volta, Kyllen si gira e se ne va per sempre da quella casa.
Kyllen d'improvviso sent la nostalgia piombargli addosso come un peso intollerabile.
Ricordava cosa provava allora, eppure adesso le sue ragioni gli sembravano sciocche e infantili.
"Ho sbagliato tutto..." pens.
Si avvi con Myra salendo la scala verso la porta, che si apr rivelando il volto sorridente di
Marjane.
Benvenuti! disse allegra. Sembrava trovarsi a suo agio.
Kyllen le rispose con un sorriso triste.
Entrarono.
Dentro, l'ambiente era spartano: un locale centrale, con un tavolo di legno ricavato da un
fittone, e un camino in pietra in un angolo. La meraviglia era l'acqua corrente, come nelle case dei
ricchi di Metalia: un regalo del piccolo mulino esterno, con ogni probabilit. Si intravedevano poi uno
studio, ingombro di libri di ogni genere, e un'ulteriore stanza, probabilmente la camera da letto.
Kyllen rimase fermo al centro della sala principale, misurando la differenza tra ci che vedeva e
i suoi ricordi. Non era cambiato nulla, come se quei cinque anni, che per lui erano stati pieni di
avvenimenti, delusioni e scoperte, l non fossero mai passati. Il tempo di Eileenna sembrava immobile,
scandito unicamente dal mutare delle stagioni. Solo nello studio, al quale si affacci brevemente,
c'erano pi libri e pergamene, frutto degli studi che il maestro aveva condotto in sua assenza.
All'ora di pranzo, Eileenna emerse dal bosco, nei pressi della cascata. Si arrampic non senza
difficolt su per la scala, tanto che Myra le and vicino per aiutarla, ma lei la scans bruscamente.
Non sono un'invalida!
Marjane aveva gi apparecchiato, e la tavola era imbandita con il cibo che la ragazza aveva
cucinato. Eileenna si sedette senza una parola, e Myra fece lo stesso. Kyllen rimase in piedi, ai margini
della stanza.
Eileenna lo guard. Esiste un vincolo di ospitalit, anche nei confronti degli ex allievi
irriconoscenti e stupidi, per cui siediti.
Kyllen obbed senza aprir bocca.
Quindi Eileenna congiunse le mani, e lui la imit. Mormorarono qualcosa, poi appoggiarono i
palmi al grande tronco che attraversava il tavolo. Marjane li segu d'istinto, e Myra si accod.
Per il cibo e la vita che ci offri disse la vecchia grazie.
Gli altri ripeterono dopo di lei.
Quando ebbero finito di mangiare, Eileenna si rivolse a Myra. Vieni con me, mezzosangue.
La condusse in uno spazio che si sviluppava dietro la casa, mezzo piano pi in basso. Era una
sorta di seconda dispensa. In un angolo, c'era un grosso animale morto.
Dallo al tuo drago le disse. Immagino che dalle tue mani accetti il cibo.
Myra avrebbe voluto farle notare che non era propriamente il suo drago, ma non le sembr il
caso; prese la carcassa, usc, and da Icenwharth e gliela gett davanti.
Lui la guard interrogativo.
Un regalo della nostra ospite.
Il drago spost lo sguardo prima su di lei, poi su Eileenna, qualche passo dietro. La vecchia
tenne gli occhi fissi in quelli dell'animale senza alcun timore.
Icenwharth torn a guardare la carcassa, e Myra annu. Solo allora lui si mise a mangiare.
Eileenna aspett pazientemente che avesse finito, poi si accost a Myra. Ho bisogno della sua
saliva disse indicando il drago e le allung una specie di borraccia.
Myra, dopo un momento di esitazione, si avvicin a Icenwharth e appoggi una mano sul suo
muso.  per farti stare meglio spieg, anche se era certa che lui avesse gi capito.
Il drago inclin il capo e lasci che lei raccogliesse la sua saliva.
Grazie per essere tornato gli sussurr Myra.
Poi pass di nuovo la borraccia a Eileenna. La donna vi mescol dentro alcune erbe secche che
teneva in una sacchetta di cuoio. Quando la mistura fu pronta, medic e bend il collo di Icenwharth.
L'animale la lasci fare senza dare segni d'insofferenza.
Domani controlleremo come sta, ma credo che baster questa notte per rimarginare del tutto la
ferita. Eileenna si volt e si riavvi su per le scale facendo nuovamente segno a Myra. Andiamo!
Lei la segu.
Eileenna si trovava nel suo studio. Era dietro il tavolo, in attesa. Myra entr per prima, mentre
Kyllen rimase sulla soglia, appoggiato allo stipite della porta. Marjane era alle sue spalle, intimorita.
Per qualche tempo Eileenna rimase in silenzio; si limitava a scrutare Myra. Dimmi come hai
conosciuto il drago chiese poi.
Myra glielo raccont, e la vecchia la ascolt senza alcuna reazione evidente.
Kyllen intervenne. Gli elementali si comportano in modo strano in sua presenza. Li ho visti
girarle intorno, uscire dalle loro dimore senza il richiamo del Sangue... E poi c' la sua storia.
Myra lo fulmin con lo sguardo.
E quale sarebbe? chiese la vecchia, senza guardarlo, gli occhi fissi solo su Myra.
Non c'entra nulla... disse lei.
Il mio stupido ex allievo non  d'accordo.
Myra... cerc di dire ancora Kyllen.
Taci! rugg lei.
Eileenna la guard intensamente. Lui ti ha portata qui contro la tua volont?
Myra scosse la testa, stupita. No, io...
Tu non sai neppure cosa sia il Liberatore! Forse Kyllen ti ha detto qualcosa, ma a te non
importa.
No... io devo sapere la verit.
Quale verit?
Myra cap d'un tratto che Kyllen aveva ragione. Il suo passato era parte di lei, e se voleva
sapere non poteva nasconderlo, anche se avrebbe fatto male.
Abbass il capo, strinse i pugni e poi parl, senza mai alzare lo sguardo. Dieci anni fa, l'uomo
che mi ha cresciuta come un padre  stato ucciso. Per lungo tempo ho creduto che fosse stato per una
questione di terra, una ritorsione dei ricchi possidenti del Biaswadi verso un uomo qualunque che aveva
osato ribellarsi alla sua condizione di povert. Ma non credo pi che sia cos. Credo che volessero me.
Un uomo chiamato Graffias voleva me. Eileenna non disse nulla. Voglio solo sapere cosa c' in me
che ha portato alla morte mio padre.
E quando lo saprai?
Myra sent una vertigine. Non ne aveva idea. Si era addentrata cos a fondo in quella ricerca che
forse ne stava perdendo il controllo. Era passata da un luogo all'altro del Dominio, inseguendo
informazioni sempre pi sfuggenti, e adesso non capiva pi quale fosse il suo scopo.
Trovare Graffias, adesso per me conta solo questo rispose. Se lui la voleva dieci anni prima,
forse la stava ancora cercando.  l'unica traccia che ho per vendicare mio padre.
Quindi vuoi sapere ci che sei per uccidere ancora. E ti aspetti che io ti aiuti a farlo? Non sai
chi sono?
Io devo conoscere la verit s'irrit Myra. Nulla di quanto accaduto quella sera  mai
veramente finito per me. Eravamo una famiglia normale, e tutto  stato distrutto in una notte. Io non
riesco a farmene una ragione, non riesco a smettere di pensarci:  un buco nella mia vita che non si
riempie mai.
E come fai a essere certa che la verit ti aiuter? La verit non ha un valore in s, a volte porta
al bene, ma a volte al male.
Myra non sapeva rispondere. So solo che non posso continuare cos. Non posso.
Eileenna tacque per qualche istante. Il comportamento che quel drago ha con te  unico disse
poi. I Draghi dei Ghiacci non si fanno addomesticare, raramente hanno rapporti con gli umani, e mai
di una simile profondit. Evidentemente percepisce qualcosa in te.
Ma cosa? chiese Myra con voce strozzata.
In base alle informazioni che ho, non so dirtelo. Tu hai evidentemente sangue thyrren e
albonita, e potrebbe semplicemente trattarsi di quello.
Erano le due sole razze che in qualche modo potevano interagire con gli elementali, i Thyrren
esclusivamente per la resistenza al Sangue di Pietra, gli Alboniti anche per la loro capacit di evocarli.
Myra sent la disperazione soffocarla. Mi stai dicendo che ho fatto altra strada a vuoto? Che
devo continuare a cercare le risposte per il Dominio, in questo luogo che odio dal pi profondo del mio
cuore?
Eileenna si limit a fissarla, senza espressione. Secoli fa, quando i Cento Giorni d'Ombra
spazzarono via i Primi e tutto ci che avevano creato, sopravvisse un uomo disse piano, sollevando un
dito. Di quell'uomo non ricordiamo neppure il nome, n sappiamo chi fosse. Ma, prima di morire,
vide nel futuro e ci lasci una cosa pi preziosa di qualsiasi altra: la speranza.
Si alz, and alla libreria e prese un grosso libro rilegato in cuoio nero. Lo apr sulla scrivania e
ne trasse una pergamena polverosa. L'inchiostro era scolorito, quasi illeggibile.
Myra si sporse per cercare di comprendere qualche parola.
Non ti sforzare, non puoi capirlo:  una versione antica di albonita, ibridata col linguaggio dei
Primi.
Myra osserv ancora la pergamena, i suoi simboli oscuri, sbiaditi dai secoli.
Si sveler nel varcare la Porta del Cielo... Coorti di spiriti lo accompagneranno, e a egli solo,
senza vincolo di Sangue, fino alla morte obbediranno recit Eileenna.
Kyllen, dietro di loro, trasal. Il pezzo mancante... La profezia.
Questo  ci che rimane della profezia originale, che migliaia di maghi come me hanno
inseguito e per la quale sono morti. Generazioni di uomini si sono susseguite da quando fu messa su
questa pergamena disse Eileenna alzandola appena tra indice e pollice, fragile, sottile, quasi
impalpabile. I secoli sono passati, le parole si sono corrotte, e tutto quello che  sopravvissuto 
appunto solo una flebile speranza: che un giorno verr qualcuno, di cui non sappiamo nulla, e che
romper la Schiavit del Sangue.
La donna lasci vagare intorno a s gli occhi di un verde cos chiaro da sembrare trasparente.
La senti la sua forza, Myra? La potenza di questo pezzo di carta, che ci ha fatti andare avanti per
centinaia di anni, fino ad arrivare a me e a te, qui in questa stanza? Sospir. Sei tu l'oggetto della
profezia?  questo che il tuo drago sente in te, la ragione per cui ti segue? Se non avessi trovato, un
anno e mezzo fa, questa pergamena, ti avrei detto che la profezia era una stupidaggine, che la speranza
 vana e che tutto quel che possiamo fare  limitare i danni: trattare con cura gli elementali, sfruttarli il
minimo indispensabile.
Myra la guard. Ma voi non sapete se sono io il Liberatore.
No, non lo so.
Non ho mai evocato un elementale in vita mia, e la magia mi ha sempre fatto ribrezzo. Per me
 solo oppressione.
Eileenna le concesse il primo accenno di sorriso da quando l'aveva incontrata. Se tu fossi
un'Albonita, ti prenderei come mia apprendista.
Io voglio sapere se la morte di mio padre e di mia zia  stata colpa mia. Era la prima volta che
Myra lo diceva a voce alta e che lo ammetteva pienamente con se stessa. Il suo viaggio, e lo capiva solo
ora, forse non era che un disperato tentativo di assoluzione. Forse era questo che cercava davvero:
liberarsi dai rimorsi e dal dolore.
Esiste un luogo, in Phoinika disse Eileenna. Si chiama Kurrah,  un antico monastero ormai
distrutto. Dentro, vi era custodita una spada. Appoggiata a un cuscino di velluto, al centro del tempio
dedicato a Urak, non si sapeva chi l'avesse portata l. I monaci sapevano solo che non dovevano
toccarla e che era sacra. Per questa ragione, alla distruzione del monastero, la spada rimase dov'era. La
chiamavano Phylaitek, una parola lontana dall'etimologia phoinika. La Phylaitek aveva una propriet
oscura: chiunque la toccava ne pagava terribili conseguenze. La maggior parte sono morti, ma alcuni
sono rimasti solo feriti, o sono impazziti. Hanno raccontato di una prova, di un combattimento terribile
cui erano riusciti a sfuggire solo per miracolo.
Eileenna prese un altro libro, che apr sul precedente, sopra l'antica pergamena. Al centro di una
doppia pagina fittamente miniata c'era disegnato il monastero: una grande costruzione di legno, irta di
una moltitudine di pinnacoli.
La donna gir la pagina, e apparve la spada: aveva una lama larga, piatta, attraversata da un
lungo intarsio violaceo. Intorno, iscrizioni in una lingua sconosciuta e fregi che per Myra erano
indecifrabili.
"Phylaitek"  la corruzione phoinika di un'altra parola, "Phylaither".  la lingua dei Primi, una
delle poche parole che ho trovato nei testi e che sono riuscita a tradurre: vuol dire "Porta del Cielo".
Myra sent il cuore che premeva con forza contro il petto. Alz gli occhi su Eileenna.  quella
che devo andare a prendere? La spada?
Eileenna chiuse il libro di scatto. Forse non sono vecchia come di sicuro pensi, ma sono
stanca. Il tuo amico disse con un cenno a Kyllen il mio ex allievo cos sciocco, che pure rimane a
tutt'oggi il migliore che abbia mai avuto, invece ha passato cinque anni a inseguire il fantasma di
questa profezia, anche se non ci credeva. Il ragazzo sussult. Il suo maestro sapeva. Non l'aveva
dimenticato. Ma questo mondo deve essere salvato.
Myra pens ad Acrab, alla prima ragione per cui aveva iniziato a seguirlo. Non credo di
poterlo fare.
Non conta quel che credi, ma quel che : o potrai prendere in mano quella spada e
sopravvivere, o non potrai. Questa  l'ultima domanda del tuo lungo viaggio.
Myra si port le mani al viso. Dunque la verit era in Phoinika, non troppo distante da l. Ma il
prezzo della verit era altissimo: se avesse fallito, sarebbe morta. Ma se fosse riuscita a prendere la
spada e sopravvivere... Chiunque avrebbe voluto avere dalla propria parte l'unico mago rimasto sulla
faccia del Dominio. Perch questo avrebbe fatto il Liberatore: avrebbe avvinto a s tutti gli elementali,
spezzando al contempo il loro legame con la Pietra del Sangue.
Ora tutto, davvero tutto tornava.
Era questo che Graffias voleva, questa la ragione per la quale aveva ucciso Fadi e Tallia, e in
seguito tutti gli uomini che quella notte avevano partecipato alla missione, gli unici che sapessero chi
era il Liberatore: lei.
Come faceva Graffias a sapere che il Liberatore sono io? La profezia non dice quasi nulla in
proposito, non dice che aspetto dovrebbe avere, o...
Eileenna scroll le spalle. Forse  un mago e ha visto in te quello che ha visto il mio stupido ex
allievo, o forse sa qualcosa della profezia che noi ignoriamo.
Myra tacque per riflettere. Doveva prendere una decisione. Voi volete che vada? chiese alla
fine.
Lo sguardo di Eileenna si perse verso un punto lontano. Io vorrei, alla fine dei miei giorni,
sapere di aver lasciato qualcosa dietro di me, e non il deserto che c' ora. La fiss. Ma la decisione 
tua, perch tua  la vita. Poi fece un gesto rapido con la mano. E adesso lasciatemi sola!
Myra indugi. Si sentiva oppressa dalla tristezza che aleggiava in quella stanza, dal senso di
solitudine che la riempiva. Guard la donna che posava i libri al loro posto, con calma, rispettandone
l'ordine. Quindi, piano, usc, seguita da Marjane.
Rimase solo Kyllen.
Eileenna si volt a guardarlo. Ho fatto quel che volevi. Vattene come mi hai promesso.
Kyllen non si mosse. Dovete ascoltarmi.
No. Hai interrotto l'addestramento, te ne sei andato e hai fallito. Non c' altro da dire.
E invece c'. E non me ne andr finch non ve l'avr detto.
37
Acrab
Anche quel giorno la neve scendeva fitta. I fiocchi erano piccoli e gelati, e non riuscivano a
posarsi al suolo solo perch troppi piedi lo stavano calcando. L'arena del Palazzo della Guardia non era
infatti mai stata cos animata.
Prima dell'arrivo del re, quel posto era usato praticamente solo per le riviste mattutine e serali
delle truppe, e poco altro. Ora, invece, era stato completamente rivoluzionato.
Il primo cambiamento, apparentemente poco importante, riguardava le divise. Le casacche nere
e bianche della tradizione vennero sostituite con altre bianche e azzurre, mentre la ruota a otto bracci,
simbolo di Oster, fu del tutto eliminata. All'inizio sembr nient'altro che un capriccio del nuovo
sovrano, ma poi le file dei Valenkji vennero rimpolpate da molti Asgari, e si cap che il cambiamento
non stava nella forma ma nella sostanza.
"Adesso siamo tutti un unico popolo, e combattiamo assieme per un destino comune. Non
voglio tra voi differenze di razza e provenienza, non saranno tollerate" aveva spiegato Acrab.
Poi erano iniziati gli addestramenti.
Tutti gli uomini adulti vennero chiamati ad allenarsi. Erano ben accette anche le donne, che
per potevano scegliere di loro volont se unirsi all'esercito o no. Del resto, gi molte Asgare
combattevano. Ben presto la sala interna del palazzo fu insufficiente per ospitare quella massa di gente,
e si inizi a usare anche il cortile esterno. Molti mulini vennero riconvertiti ad armerie, e si avvi una
massiccia produzione di armi. Qualcuno si lament, ma il re facilit la riconversione offrendo lauti
compensi. Anche nell'esercito la paga era buona. Il re sembrava avere molte risorse ed era pronto a
spenderle per il suo popolo.
Ma la cosa che pi colp gli Osteriti fu che il nuovo sovrano non si comportava come tutti i
regnanti che l'avevano preceduto. Per secoli, re e regine osteriti si erano sempre rintanati nel loro
palazzo, mostrandosi solo nelle cerimonie ufficiali e nei pochi discorsi pubblici. Erano figure percepite
dal popolo come lontane, quasi divine. La stessa Detmarinde rappresentava un mondo che
s'immaginava sempre uguale a se stesso.
Acrab era diverso.
Il nuovo re partecipava attivamente alla vita del suo regno, stava con la gente, andava a
sovrintendere alla fabbricazione degli armamenti e soprattutto stava in mezzo ai suoi guerrieri.
Come quella mattina.
Sotto le sferzate della neve, nel gelo dell'inverno osterita, anzich starsene al caldo nel palazzo
con la regina, Acrab era con i suoi uomini. Indossava come sempre armi da battaglia: le vesti bianche
di cuoio e lana e il gabbione di acciaio chiaro. A proteggerlo dal vento, una pelliccia stretta al collo da
una fibbia semplice. Tra le mani, la sua spada.
Lo faceva tutti i giorni. Usciva dal palazzo, scortato solo da uno dei suoi soldati, un Asgaro
scuro, alto e bello come un dio, e andava dai Valenkji, ad allenarsi con loro. Scendeva in campo, ne
sceglieva uno e combatteva.
La prima volta, il guerriero che si era ritrovato davanti aveva esitato. Acrab no; l'aveva atterrato
in due mosse. Poi aveva guardato tutti gli altri soldati attorno a lui.
"Non va bene!" aveva detto irato. "Non sono qui per giocare. Chiunque si trovi a fronteggiarmi,
dovr combattere come se fossi un nemico, non dovr avere piet, perch io non ne avr!"
Aveva dovuto atterrare altri tre guerrieri, prima che la lezione fosse appresa, poi un Valenkji lo
colp a un braccio. La ferita in realt era poco pi di un graffio, ma il guerriero sbianc e s'inginocchi,
attendendosi una punizione tremenda.
Acrab lo fece rialzare. Hai fatto bene. Ricordati questo slancio quando saremo in guerra.
Lentamente, i Valenkji iniziarono ad apprezzarlo sempre pi e a considerarlo uno di loro.
Quella mattina Acrab se la stava vedendo con la sua guardia del corpo. Gli Osteriti avevano
imparato a conoscerlo: Gotin, si chiamava. Le donne lo adoravano, i suoi occhi privi di pupilla, di un
blu profondo come il ghiaccio, le ammaliavano. Ma lui sembrava non avere interesse che per il suo
signore. Lo seguiva come un'ombra, con una dedizione assoluta.
Acrab sapeva di potersi fidare ciecamente di lui. Gotin avrebbe dato tranquillamente la vita per
salvarlo, ed era anche un guerriero forte e valoroso.
Ma non era Myra.
Non riusciva a non pensarci mentre incrociava la spada con lui. Perch Myra era
completamente una sua creatura, ed era l'unica con la quale riuscisse a confrontarsi su un piano che
non fosse solo quello della battaglia. Con lei poteva smettere di recitare il ruolo che gli aveva permesso
di costruirsi un esercito asgaro e che adesso gli stava procurando anche l'ammirazione degli Osteriti.
Myra era il suo rifugio quando era stanco.
"Le ho permesso di diventare cos importante..." pens con rabbia e colp pi forte Gotin. Era
stato un errore, lo sentiva. E prima o poi avrebbe pagato per questo. "Calmati. Le cose si stanno
muovendo come volevi, andr tutto bene." Atterr Gotin con un ultimo colpo e gli port la lama alla
gola. I due rimasero immobili, il loro respiro affannato che coagulava in nuvole compatte.
Poi Acrab gli allung un braccio, e Gotin lo afferr.
Sei arrabbiato con me per qualcosa?
Acrab scosse la testa. Sono solo un po' distratto.
Fu mentre si preparava di nuovo all'attacco che accadde. Lo percep prima ancora di sentire il
fruscio dell'aria e dei vestiti e il sibilo della lama. Si scost di lato, e il colpo lo prese solo di striscio a
un fianco. L'aggressore cadde in avanti, ma riusc a riprendersi e a girarsi, cercando di nuovo di
attaccare.
Gotin fu rapidissimo a prenderlo da dietro e immobilizzarlo.
Lascialo! url Acrab.
Gotin lo guard spiazzato, mentre il silenzio scendeva sul cortile, e tutti si giravano a guardarli.
Lascialo libero.
Gotin esit, ma poi lasci la presa, e l'aggressore si fece ancora avanti urlando. Stavolta, per,
Acrab era pronto. Lo afferr per il braccio armato, glielo torse disarmandolo e poi lo costrinse in
ginocchio, la spada appoggiata alla sua gola.
Cosa cerchi? gli chiese a voce abbastanza alta perch tutti lo sentissero.
Mio figlio! url l'uomo. La sua voce riemp il cortile, disperata. Ve lo siete portato via, e
non so che fine abbia fatto! Eravamo liberi, prima di te, siamo sempre stati un popolo pacifico, mentre
adesso costruiamo armi a ritmo continuo, e i nostri figli spariscono nella notte!
I soldati presenti iniziarono a guardarsi l'un l'altro. Era vero, girava quella voce; che alcuni
giovani erano stati portati via dalle loro case ed erano scomparsi. Molti avevano pensato si trattasse di
ragazzi che avevano rifiutato l'addestramento militare; soprattutto nei primi tempi, molti l'avevano
fatto, e nessuno li aveva pi visti.
Tu non capisci che i tempi sono cambiati disse Acrab, impassibile. Che Oster non  mai
stata destinata all'ignavia cui l'avevano condannata i suoi re del passato. Gett a terra l'uomo, e fece
segno a Gotin. Portalo via, deve essere interrogato disse. E poi voglio parlare col mio popolo,
chiama l'adunata per oggi pomeriggio. Devono esserci tutti.
Il popolo intero, come lui aveva chiesto, si era riunito. Acrab spi la folla dalla finestra della sua
stanza.
Non vai? gli chiese Gotin. Gi quella domanda misurava la distanza tra quel servo fedele e
Myra. Acrab scacci ancora il pensiero di lei. Se ne era gi occupato e a breve ne avrebbe raccolto i
frutti. Adesso doveva concentrarsi sul discorso.  meglio farsi aspettare. La gente deve domandarsi
cosa voglio, deve desiderare vedermi e sentirmi.
Rimase l immobile qualche altro minuto, poi si stacc dalla finestra e usc sullo stesso balcone
dal quale si era affacciato il giorno in cui aveva preso Oster.
Fece un breve respiro e cominci. Oggi, come avrete sentito, qualcuno si  lamentato delle
politiche della corona per il regno. Oggi qualcuno ha detto che Oster  sempre stato un regno in pace,
che questa  la sua natura, e che non ha senso prepararsi alla guerra. Fece una pausa e con lo sguardo
pass radente sopra tutti gli astanti. Il silenzio era assoluto. Ma sapete cosa pensano di voi gli altri
abitanti del Dominio? Credono che siate esseri malvagi per via dei vostri mulini, che succhiate il
sangue degli uomini per vivere e che siate maledetti dagli di perch usate la forza dell'acqua. Erano
cose ben note a tutti gli Osteriti, ma nessuno aveva mai osato dirlo a voce alta. Dalla folla si alz un
mormorio.  per questo che le provviste dei Biaswadi non arrivano fin qui e che fino a oggi avete
commerciato solo col Nord,  per questo che l'inverno  cos duro da sopportare, cos lungo e crudele!
La gente tacque di nuovo. La pace del Dominio, la pace di cui oggi uno di voi parlava,  soltanto la
dominazione dei pi ricchi sui pi poveri! Questo  il regno dei Camminanti su chi non ha la magia, dei
ricchi possidenti biaswadi su chi vive in regioni meno fertili e pi impervie, di chi ha di che sfamarsi su
chi invece ha fame! Alz la voce, fino a gridare. Io sono venuto qui per mettere fine a tutto questo.
Non  pace quella che non contempla la giustizia. Il Dominio cambier, diverr un regno in cui
l'affamato avr di che nutrirsi, e nessuno prevarr sull'altro.  questo il mondo che sogno!
Un nuovo mormorio si lev dalla folla, ma ora c'era un fremito d'approvazione, e Acrab sent
che gli Osteriti iniziavano a essere davvero con lui. A un suo gesto Gotin fece avanzare l'aggressore
della mattina. Era in catene, ma non aveva su di s nessun segno di sofferenza.
Acrab indic l'uomo alla folla.  lui!  stato lui, stamane, a cercare di uccidermi. E io l'ho
battuto con le mie forze, senza far intervenire i miei guerrieri.  con le mie sole forze che mi sono fatto
strada, e per questo concedo a tutti un'opportunit. Se quest'uomo fosse stato pi determinato, forse
adesso ci sarebbe lui su questo balcone. Si prese un'altra pausa studiata. Ma la mia forza di volont 
incrollabile, e non potr mai essere spezzata, sappiatelo. Prese l'uomo per un braccio. Che cosa
dovrei fare adesso con lui?
Il brusio della gente riprese e aument rapidamente d'intensit. Acrab lasci che parlassero.
Sapevano perfettamente cosa era successo quella mattina, aveva fatto in modo che il racconto
circolasse. E aveva fatto in modo che le leggende sul suo conto si ingigantissero. Tutti sapevano chi
era, come si comportava, conoscevano il suo valore, la sua correttezza e la sua determinazione.
Qualcuno inizi a urlare:  un traditore, sia messo a morte!.
Acrab non sapeva se si trattava di un Asgaro, un suo alleato, o qualcun altro. Non aveva
importanza. Ci che contava era che quella voce crescesse, si diffondesse e a poco a poco venisse
condivisa da altri. Il potere richiede paura e carezze in egual misura, e lui sapeva come dosare quei due
ingredienti. Cos, quando tutti i presenti iniziarono a gridare all'unisono, semplicemente ag.
Afferr saldamente l'uomo che l'aveva minacciato, estrasse la spada e gli tagli la gola.
Accadde tutto in un istante, e la folla di colpo ammutol.
Acrab lev la spada macchiata di sangue. Chiunque voglia ci provi ancora! Sar qui ad
aspettarlo.
Poi gett la spada e rientr nel palazzo senza aggiungere altro. C'era ancora una cosa che
doveva fare. Da solo.
I sotterranei del palazzo fino a quel momento erano stati usati per le stalle e come deposito. Due
ampie sale, poi, erano occupate dai meccanismi messi in moto dalla grande ruota: uno serviva per
lavare i panni, un altro per la produzione della farina.
Acrab si ricordava di quel posto dalla prima volta che vi aveva messo piede: tutto quello spazio
inutilizzato, e quei meccanismi assolutamente rudimentali, inadeguati a sfruttare al meglio la forza
della cascata. Si era messo al lavoro quella sera stessa, sottraendo al sonno ore preziose, ma al mattino
aveva gi lo schema dei lavori da fare e del nuovo meccanismo. L'ingegnere di corte cui aveva dato i
progetti li aveva guardati come venissero da un altro mondo.
"Funzioner" gli aveva detto semplicemente Acrab "e sar la cosa pi straordinaria che tu abbia
mai visto."
Ora che se li trovava davanti, quei luoghi avevano un aspetto completamente diverso; le torce
ardevano tutto il giorno, e i meccanismi giravano di continuo, con un rumore infernale. C'era fumo
ovunque, e l'aria sapeva di acciaio. Quelli che vi lavoravano avevano il corpo coperto di sudore e il
volto annerito. Per lo pi erano volontari valenkji non adatti a stare nell'esercito; molti erano stati
reclutati dalle officine della citt, altri erano semplicemente stati prelevati, come il figlio dell'uomo che
l'aveva attaccato quella mattina.
Acrab li conosceva tutti; aveva il dono e la condanna di una memoria che registrava ogni cosa.
Gli era stata utile per imparare le lingue del Dominio e per i suoi studi. Ma gli impediva anche di
dimenticare il passato e tutto ci che avrebbe voluto cancellare. In fin dei conti, quella sua ascesa
inarrestabile non era un modo per riparare alle ferite di un tempo?
Riconobbe il giovane, chino su un tavolo, mentre limava un complesso ingranaggio. Aveva una
catena al piede, che lo vincolava al suo posto. Avrebbe preferito non fare schiavi, perch questo
comprometteva il rapporto di fiducia che stava cercando di costruire con la sua gente, come dimostrava
l'aggressione della mattina. Ma servivano sempre pi uomini, e la sua macchina era la priorit assoluta.
Si spost e raggiunse il capo ingegnere. Come tutti, l sotto, non vedeva la luce da quando era
stato reclutato, e con ogni probabilit non l'avrebbe mai pi vista.
Come procedono i lavori? chiese secco.
Bene, maest disse l'uomo. Anche lui era coperto di sudore e aveva l'aria stremata.
Siamo nei tempi?
Il capo ingegnere annu. Ho fatto tutto ci che volevate... Lo fiss con sguardo
supplichevole. Posso vedere mia moglie ora?
Acrab stava osservando i progetti e ispezionava i pezzi gi pronti. Non ancora disse
distrattamente.
Ma io...
Tu stai portando a termine un compito importantissimo per la maggior gloria di Oster, e questo
dovrebbe bastarti.
L'uomo abbass il capo e si port una mano agli occhi. Era al limite.
Vedr se posso accontentarti.
Poi Acrab fece un giro per i tavoli. Riconosceva ognuno dei singoli pezzi che erano stati
prodotti, e nella sua mente gi li assemblava. Nessuno di quelli che vi lavoravano sapeva quale sarebbe
stato il risultato finale, ma lui s, lo vedeva come se ce l'avesse davanti. Mancava solo un pezzo, il pi
importante, e la cosa gli toglieva il sonno, ma era certo che sarebbe arrivato. Aveva lavorato anni per
quello, e non ci sarebbero stati errori.
Quando fu soddisfatto, si ritir verso le sue stanze. Gotin lo aspettava in cima alle scale. La
moglie dell'ingegnere, sai dov'? gli chiese.
Certo.
Portala di sotto dal marito.
Come vuoi. Quanto tempo deve restare?
Non mi hai capito disse Acrab guardandolo fisso negli occhi. Portala gi e lasciacela.
Poi lo super e percorse il corridoio a grandi falcate, il mantello che si gonfiava dietro di lui.
38
16 dicembre, sera
Eileenna guard Kyllen con rabbia. Di' quel che devi e poi vattene.
Il ragazzo cerc di mantenere la calma. Lo feriva dover ammettere di avere sbagliato ogni
scelta, fin dal giorno in cui aveva abbandonato quella casa, e pi di ogni altra cosa lo feriva il disprezzo
della persona cui sentiva di dovere tutto.
Ma aveva bisogno di lei.
Raccont partendo dall'inizio e gli parve una specie di confessione. Vide aprirsi davanti a s,
attraverso le sue stesse parole, la portata del suo fallimento, la sequela di errori che l'avevano condotto
fino a l.
Eileenna lo lasci parlare senza fare commenti e, quando ebbe finito, non parve particolarmente
impressionata. E adesso cosa vorresti da me? chiese tagliente.
Kyllen scosse la testa. Non lo so... Ma credevo doveste sapere che cosa ho fatto, e perch.
Il suo maestro lo stava fissando, e nel suo sguardo lui vide la stessa delusione di cinque anni
prima, quando l'aveva abbandonata.
Ma cosa credi? Di tornare qui e trovarmi a braccia aperte ad accoglierti? Sei uscito da quella
porta, hai preso una decisione, e nel momento in cui l'hai fatto sei diventato un mago adulto. Io non
posso pi insegnarti niente.
Io ho rischiato la vita, in questo viaggio; un pirata, sulla nave che ci ha portati a Bizzef, ha
cercato di uccidermi.  venuto dritto da me, come se sapesse chi ero. Mi capite?
Eileenna contrasse la mascella, ma non disse nulla.
Kyllen insistette. Non voglio il vostro aiuto. Pensavo solo che fosse necessario dirvi tutto,
perch so quanto significhi per voi la nostra magia, e non  rimasto nessuno nel Dominio che
rappresenti il credo dei Puri in modo cos sincero e autentico quanto voi.
Blandirmi non ti servir.
Non  quello che sto facendo! sbott lui. Sono venuto qua sapendo quanto disprezzo mi
avreste gettato addosso, e l'ho fatto perch sapevo che comunque mi avreste creduto. Nessuno
l'avrebbe fatto nel Dominio, solo voi!
Rimasero per qualche istante entrambi in silenzio.
Poi Kyllen croll. Non sarei mai dovuto tornare...
Stancamente, Eileenna and alla scrivania e si rimise seduta. Sul suo volto il rancore aveva
lasciato il posto a un'espressione di triste sconfitta. Eri un bravo allievo, forse davvero il migliore. E
non solo perch avevi ottime capacit, ma perch ci credevi. E avevi messo in gioco tutto per venire da
me.
Kyllen si rivide, bambino, abbandonare tutto ci che aveva, rinunciare alla famiglia e
all'addestramento con un Camminante per seguire un'altra strada, per diventare un Puro, e persino
rischiare la vita per trovare lei. E l'aveva fatto perch credeva alle sue parole, alla promessa di un
mondo migliore.
Ho commesso soltanto errori disse piano. Ero un ragazzino, sentivo questa urgenza di
cambiare le cose, che mi bruciava, ed era proprio come mi diceste voi, avevo la presunzione di poterlo
fare da solo. Ma sono diventato soltanto lo strumento di chi guida e dirige l'Immacolato, e tutta la mia
passione  stata consumata dal lavoro inutile e folle che ho dovuto fare al Consesso. Ho sbagliato, ho
sbagliato in tutti i modi in cui avrei potuto e, anche se non serve a nulla, vi chiedo perdono.
Nello sguardo di Eileenna continuava a esserci una tristezza profonda. Cosa pensi che abbia
fatto in questi anni? disse. Mi sono arresa. Questa  la verit. Ho provato a insegnare agli Alcaki che
l'unico modo per non veder scomparire la loro terra  essere in armonia col bosco, apprendere un
nuovo modo di vivere. E loro invece bruciano le propaggini che ogni anno avanzano.
Ma  quello che volevate fare, no? Mi avete sempre detto che la gente si cambia una testa alla
volta...
Ho fallito! Quando morir, gli Alcaki continueranno a bruciare il bosco, e la foresta a
mangiare la loro terra. Non sar cambiato nulla.
Kyllen non seppe che dirle. Non l'aveva mai vista cos sfiduciata e abbattuta e si chiese se non
fosse anche colpa sua, perch se n'era andato invece di cercare di affiancarla, di darle nuova linfa col
suo entusiasmo.
Eileenna rimase nuovamente in silenzio. Poi scosse la testa, come a voler scacciare quella
sensazione di fallimento. In ogni caso, Graffias  un nome phoiniko disse.
Kyllen annu, sporgendosi in avanti. Pare che a un certo punto della sua vita sia stato in un
monastero.
Questo ha senso, perch i monasteri nascondono tesori. Come la pergamena che vi ho letto.
Credete che possiamo risalire alla vera identit di quest'uomo e a cosa vuole esattamente?
Cosa vuole  chiaro: il Liberatore. Se trova il Liberatore, e riesce a controllarlo, potr agire in
un mondo senza magia. Non  un mago, non  un Puro:  un guerriero.
Kyllen ammir la sua logica. Lui non ci aveva pensato. Voi siete davvero convinta che Myra
sia il Liberatore?
Eileenna lo guard. Sapere se sia il Liberatore o no conta assai poco.
Kyllen si stup. Ma se lo fosse...
Eileenna alz una mano. Certo, per noi sarebbe importantissimo, per tutto il Dominio lo
sarebbe. Ma ci che davvero conta gi lo sappiamo: Graffias ne  convinto.
Quindi  questa la ragione per cui ha preso il potere nel Consesso e ha dato la caccia a
Myra...
Eileenna annu. Ci ovviamente non significa che non dobbiamo comunque conoscere la
verit, quanto meno per proteggerla, se fosse davvero lei.
Kyllen non pot fare a meno di sorridere; non riusciva a immaginare una persona che avesse
meno bisogno di protezione di Myra. A conti fatti, erano state molte di pi le volte in cui lei aveva
salvato la vita a lui che viceversa.
D'improvviso si ricord di quando era rinvenuto in riva al Mare Nero, nel Biaswad, e sent le
labbra di lei sulle proprie. Arross.
A cosa stai pensando?
A nulla.
Attento, Kyllen, perch in quella ragazza avverto qualcosa di potente e oscuro...
Eileenna lo stava fissando con tanta intensit che lui fu costretto ad abbassare gli occhi. Le
nostre strade si sono semplicemente incrociate.
Ma adesso siete compagni di viaggio.
La missione viene comunque prima di tutto.
Eileenna continuava a tenere lo sguardo fisso su di lui. D'accordo. Io far qualche ricerca su
questo Graffias.  importante sapere chi  davvero e a che punto  col suo piano. Tu invece andrai con
la ragazza e mi riferirai.
Kyllen sorrise. Lavoriamo di nuovo assieme.
Lo sguardo di Eileenna torn a indurirsi. Non credere che sia tutto passato, o che ti abbia
perdonato. Non sono pi il tuo maestro, e non lo sar mai pi. Ma la situazione  grave, e solo per
questo collaboreremo.  chiaro?
Kyllen non pot fare altro che annuire.
E ora lasciami riposare.
Kyllen fece appena un cenno e apr la porta. Poi si gir, solo per un attimo. Il sole era
tramontato, e dalla finestra dello studio filtrava soltanto la luce della luna che scolpiva sul volto di
Eileenna ogni singola ruga. All'inizio gli era sembrato che non fosse cambiata, o forse era soltanto ci
che voleva credere. Adesso per si rendeva conto di quanto fosse invecchiata, di quanti segni il tempo
le avesse impresso addosso. Eppure era ancora lei; pi stanca, pi rassegnata, ma comunque indomita.
Per me, in ogni caso, sarete sempre e solo il mio maestro disse e usc piano, senza aggiungere
altro.
Mentre gli altri si preparavano per dormire, Myra usc fuori, per raggiungere Icenwharth. Si
sentiva pi a suo agio cos, non sapeva spiegarlo. Quel che il drago aveva fatto per lei due giorni prima
aveva tracciato un solco, e indietro non si poteva pi tornare. Ora erano una cosa sola e lo sarebbero
stati per sempre.
Si avvicin al drago, che sembrava ristabilirsi velocemente, e stava per posargli una mano sul
muso quando sent dei passi alle sue spalle.
Era Marjane, che la guardava con espressione seria. Vuoi farla davvero, questa cosa? Vuoi
andare a prendere la spada e rischiare la vita?
Myra fiss a sua volta la ragazzina. Aveva tenuto quel pensiero lontano, come se non volesse
affrontarlo. Ma adesso non poteva pi sottrarsi. Non lo so rispose. Non vorrei. Ma ho messo in
gioco molto per trovare questa verit.
Io sar con te disse Marjane. Sar il tuo scudiero.
Myra accenn un sorriso. Torna a dormire. In ogni caso, a Kurrah voglio andarci. Partiremo
domattina.
Marjane si limit ad annuire e rientr in casa.
Myra si appoggi alla schiena di Icenwharth, chiuse gli occhi e cerc ancora di allontanare ogni
pensiero. Il sonno per non sembrava voler venire a farle visita.
Anche Kyllen non riusciva a addormentarsi. La conversazione serale con Eileenna gli aveva
lasciato una strana agitazione nel petto. Pensava a Myra. E se non fosse stata il Liberatore? Se la prova
l'avesse uccisa?
Si tir su di scatto e usc all'esterno. Nevicava piano, a piccoli fiocchi, la notte era fredda e
l'aria tersa.
La vide seduta vicina a Icenwharth, di spalle. La raggiunse e si sedette accanto a lei.
Non dormi mai? disse Myra.
 stata una giornata dura anche per me. Non riesco a togliermi dalla mente ci che ha detto il
mio maestro su di te.
Ma sar io a toccare la spada a Kurrah.
D'improvviso, dirlo lo rese pi vero. Con Marjane aveva esitato, ma adesso seppe che aveva gi
scelto. Doveva sapere. Sapere se era stata solo la follia di Graffias a distruggerle la vita, o se
quell'uomo di cui non sapeva niente aveva ragione, se dunque era qualcosa che covava in lei fin dalla
nascita ad aver ucciso Fadi e Tallia.
Hai deciso? le chiese Kyllen.
Myra lo guard. S. E non fingere che non ti interessi. Riguarda anche te.
Kyllen spost lo sguardo sulla ruota della casa del suo maestro, che girava lenta sul suo perno.
La neve continuava a scendere. Il fulcro del credo dei Puri consiste nel prendersi le responsabilit
delle proprie azioni, qualunque cosa dica l'impostore che adesso  l'Immacolato. Noi usiamo gli
elementali come i Camminanti,  vero, ma paghiamo in prima persona la magia, con la nostra fatica e il
nostro sangue.
Myra ripens a tutte le volte che l'aveva visto compiere incantesimi, a quanto sforzo e anche
quanta sofferenza gli fossero costati.
Per questo non ho mai voluto credere davvero alla profezia e l'ho studiata solo perch mi era
stato ordinato. E per questo, se tu decidessi di non farlo, non ti costringerei.
Il tuo maestro si infurierebbe.
Kyllen sorrise amaro. Non  pi il mio maestro. E in ogni caso, nonostante tutto ci che ci ha
diviso in passato, lei la pensa come me.
Davvero non mi costringeresti? Perdereste la vostra occasione di realizzare i vostri sogni?
I miei sogni stanno altrove. Anche i Puri dovrebbero concentrarsi su altro.
Myra tacque. Mi lasceresti andare... disse solo.
Se fosse quello che vuoi, s rispose Kyllen, e la guard. Per un istante temette che sarebbe
stata davvero l'ultima volta che posava lo sguardo su di lei e si sent stringere il cuore.
Myra si riscosse. Comunque, andr. E far quello che devo. Non posso fermarmi ora.
Kyllen annu.
Immagino che mi seguirai disse lei.
S. E ti aiuter, se possibile.
Perch potrei essere il Liberatore.
Perch siamo compagni. Kyllen si rialz, e le sorrise. Buonanotte, Myra.
Lei sorrise a sua volta, senza dire nulla.
Poi, rimasta di nuovo sola con Icenwharth, torn ad appoggiarsi al drago. Alla fine, il sonno
ebbe ragione di lei. Ma non fu un lungo riposo.
Accadde nel mezzo della notte. Si svegli di colpo. Sentiva qualcosa nell'aria, qualcosa che non
avevano colto i suoi sensi ma il suo istinto affinato di guerriero.
C'era una minaccia.
Le sue mani corsero ai walud, in un gesto istintivo che ormai faceva parte del suo essere. Nel
Bosco dell'Ombra non sembrava esserci niente di diverso. La cascata gocciolava piano, e la neve
continuava a scendere, stendendo un velo di silenzio sulla piccola radura. Icenwharth, dietro di lei,
dormiva. Ma c'era qualcosa che la inquietava, la sensazione di una presenza.
Ud un fruscio dietro di s e ag rapidissima. Scatt in piedi e si gett in direzione del rumore.
Vide solo un'ombra, ma bast. Prese la figura alle spalle e port entrambi i walud attorno al suo collo.
Chi sei? ringhi.
L'ombra alz le mani piano, e quel corpo le sembr d'improvviso avere qualcosa di familiare.
Myra... non mi riconosci?
Fu allora che lei cap.
39
16 dicembre, notte
Myra lasci la presa, rinfoder le armi e fece un paio di passi indietro, incredula. Tutto attorno a
lei parve cambiare colore e trasfigurarsi in qualcosa di irreale, della stessa consistenza vaga dei sogni.
Perch davanti a lei c'era un pezzo del suo passato, di quel mondo che aveva abbandonato per
intraprendere quell'assurdo viaggio.
 questo il modo di salutare i vecchi commilitoni? le disse Brenner.
Myra si port una mano alla bocca, ancora disorientata, ma poi la gioia di vedere il vecchio
soldato sopravanz ogni cosa. Perch significava che Acrab non si era dimenticato di lei e l'aveva
mandata a cercare. Cosa fai qui? Va tutto bene ad Asgar? E Acrab? chiese con foga, accavallando
le parole per l'emozione.
Brenner la guard freddo. Non dovrei chiedere io a te che cosa fai qui?
Myra si guard attorno, circospetta. Icenwharth continuava a dormire, segno che, a differenza di
lei, aveva in qualche modo percepito che non c'era pericolo. Nella casa di Eileenna nessuno sembrava
essersi svegliato.
Vieni.
Si appartarono in un angolo della radura, seduti su alcuni massi dai quali avevano spazzato via
la neve. I fiocchi continuavano a scendere lenti, e Myra rabbrivid appena stringendosi nel suo
mantello.
Brenner la guard con un misto di commiserazione e rimprovero. Ti sei gi dimenticata i
ghiacci asgari?
Come vanno le cose da quelle parti? chiese lei con voce incerta.
Myra, ma che ti  successo? Brenner sembrava incredulo. Quando non sei tornata dalle
cascate, dopo quattro giorni, ti ho difesa davanti a tutti, ho detto loro di aspettare, ho persino
organizzato una missione di salvataggio, sicuro che ti fosse successo qualcosa... E ora tu mi chiedi
come va ad Asgar?
Io non vi ho abbandonati.
Ah, no? La tua lettera diceva altrimenti.
Come ha reagito Acrab quando l'ha letta? Myra sentiva il cuore batterle impazzito nel petto.
Te lo chiedo di nuovo: che ti  successo? Cosa ci fai in questo posto dimenticato da Modir e
dagli uomini? Sai cosa ho dovuto affrontare per trovarti?
Lo sai che mi  successo disse lei secca. Non  stato un viaggio inutile, avevo ragione: mio
padre non  morto per la terra. Dietro il suo assassinio c' qualcosa di incredibilmente pi grande,
qualcosa cui anche Acrab potrebbe essere interessato.
Prima ancora che Myra avesse finito, Brenner aveva gi iniziato a scuotere la testa. Stai
inseguendo i fantasmi.
Non  vero, se mi stai a sentire...
Te l'avevo detto prima che partissi. Mi sono aperto con te, ti ho raccontato cose che non avevo
mai raccontato a nessuno. E tu, il giorno dopo, te ne sei andata, tradendo tutto ci che abbiamo di pi
sacro. E non parlo solo di me.
Ti manda lui, vero?
Brenner annu, e Myra non riusc a trattenere un sospiro di sollievo.
Io ti avrei lasciata andare. Ci hai traditi ripet Brenner, sempre con freddezza. E questo per
me  imperdonabile. Ma non lo  per lui. Per Modir, sei praticamente una sua creatura! Sei sua figlia!
Myra affond la testa nel mantello. Se l'era ripetuto per tutti quei mesi in cui era stata lontana, a
ogni passo di quel lungo cammino, ma sentirselo dire ora da lui, da qualcuno che sapeva tutta la storia,
faceva male. Doveva andarsene immediatamente. Doveva tornare ad Asgar e prostrarsi ai piedi di
Acrab, respirare di nuovo il suo odore, combattere ancora per lui. Era il suo orizzonte e la sua vita, lo
era da quando avevano sigillato il loro patto di sangue.
Ma non poteva.
Le parole di Eileenna erano ancora nella sua testa, dure e pesanti come sassi, e segnavano il suo
percorso come una condanna.
Fammi spiegare perch l'ho fatto e perch sto ancora andando avanti. Non sono impazzita, c'
una ragione per tutto, e, quando avr finito, sono sicura che sarai d'accordo con me.
Brenner sospir. Parla.
E Myra gli raccont tutto, ogni singolo passo di quel viaggio che adesso le sembrava infinito,
ogni scoperta, ogni falsa traccia e, soprattutto, ci che Eileenna le aveva detto quel pomeriggio.
Brenner ascoltava scettico, e nessuna delle sue parole sembrava scendere abbastanza a fondo da
convincerlo.
Eppure sperava davvero che lui potesse capire. Non si tratta pi soltanto della mia vendetta,
ma di qualcosa di pi grande. Se io davvero fossi il Liberatore...
Un tempo non eri cos disse Brenner lapidario. Ad Asgar eri soltanto un guerriero, non ti
interessava nient'altro che la spada e il sangue, eri un'arma, Myra, una delle migliori. E adesso
farnetichi di magia, di profezie... Non ci sono maghi tra noi, te lo sei dimenticato? Hai dimenticato per
cosa stiamo lottando?
No che non l'ho dimenticato! E potrei essere un'arma molto migliore se davvero io...
Superstizioni, non sono altro.
Un Drago dei Ghiacci mi segue: tu questo come lo spieghi?
Non c' bisogno di spiegarlo in alcun modo. Quando mai  stato necessario spiegare l'acciaio,
la guerra? Hai ricevuto un dono? Tientelo e ringrazia Modir. A un guerriero non servono spiegazioni.
Perch fai cos?
Perch sei cambiata, Myra, non sei pi la giovane donna che avevo imparato ad apprezzare tra
i ghiacci. Quel guerriero non avrebbe mai lasciato Acrab con solo uno stupido pezzo di carta, non
avrebbe attraversato tutto il Dominio inseguendo fantasie e non avrebbe mai preso per vere le parole di
un mago.
A Myra sembrava di parlare un'altra lingua rispetto a quella di Brenner. Era stato davvero il
viaggio a cambiarla cos profondamente da non riuscire pi a spiegarsi con una delle poche persone che
avesse mai sentito vicine?
Cosa vuoi da me? capitol.
Io niente. Sono qui soltanto perch mi ha mandato Acrab. Per quanto mi riguarda, la guerra
che stiamo combattendo pu fare a meno di gente che non  in grado di andare fino in fondo, costi quel
che costi. Ma una sera lui mi ha convocato. Quanto avrei voluto che lo vedessi, in quel momento,
quanto vorrei che potessi capire quel che gli hai fatto...
Myra si sentiva come se il suo intero corpo fosse paralizzato. Il senso di colpa che l'aveva
tormentata per mesi ora trovava una terribile conferma.
Camminava avanti e indietro come un animale in gabbia, a grandi passi. Non l'ho mai visto
cos... disperato. Gli ho detto senza mezzi termini che doveva considerarti morta, perch questa  la
legge dei ghiacci, e del resto avevi dimostrato che il tuo passato per te contava pi di lui, e allora che ti
lasciasse al tuo destino. Ma lui scuoteva la testa. "Tu non capisci" mi ha detto "lei  unica, io ho
bisogno di lei. Mi appartiene."
Myra fu attraversata da un lunghissimo fremito, doloroso e splendido al tempo stesso. Penetrava
nella sua carne come acciaio, e dalla ferita emergeva tutto ci che aveva tenuto sopito; l'amore che
sentiva per quell'uomo, la devozione che superava qualsiasi cosa avesse mai provato per altri.
"Perch l'hai abbandonato? Perch?"
"Tu la devi riportare indietro, devi riportarla da me" continu Brenner, e a Myra sembr di
sentire davvero la voce di Acrab. "Non sa neppure lei che cosa sta facendo. Non devi essere cos duro
nei suoi confronti, perch non sai quello che ha passato." E poi mi ha dato la mia missione. E io ho
attraversato tutto il Dominio per trovarti, e ognuna delle tappe che mi hai appena raccontato io l'ho
percorsa, sempre un passo dietro di te, cercandoti.
Il vecchio soldato fece una pausa, come se di colpo fosse molto stanco. I suoi occhi si velarono.
L'ho fatto solo per lui, sappilo. Tu sai quanto fossi affezionato a te, quanto ti volessi bene. E tu
te ne sei andata.
Myra cerc le parole, ma non ce n'erano che potessero aggiustare ci che era stato rotto. Non
potevo fare altrimenti... sussurr.
E invece possiamo sempre scegliere.
Brenner infil una mano sotto la tunica, ne trasse una pergamena arrotolata e gliela porse.
Myra seppe cos'era prima ancora di prenderla in mano. Allung le dita e non riusc a
controllare il tremito della mano. Avvert il freddo della pergamena sul palmo e pens che Acrab
l'aveva toccata. Si chiese se fosse rimasto qualcosa di lui, tra le righe, e quando l'apr, srotolandola
piano, come qualcosa di prezioso, le sembr di sentire il suo profumo.
Myra, spero che queste righe ti arriveranno prima che sia troppo tardi. Quando ho letto la
lettera che mi hai lasciato, non potevo crederci, anche se non vedendoti tornare dalle cascate, il quarto
giorno, sapevo gi cos'era successo. Non ti ritrovo in quello che mi hai scritto, non sei tu.  come se
fossi tornata indietro a un tempo che credevo avessi superato. S, anche grazie a me. Io c'ero quando
eri solo una bambina sperduta. Mi ricordo la tua faccia quando ti salvai nell'arena, e ricordo i tuoi
occhi, nei giorni seguenti, quando finalmente ti ho conosciuta davvero. Per cui non credere neppure
per un istante che io non capisca. Ma non  questo il momento di inseguire i demoni del passato; se
vuoi potremo farlo una volta che il Dominio sar nostro e finalmente il sogno che abbiamo condiviso
giunger al suo compimento. Ci sar tempo per cercare la verit e per chiudere una volta per tutte
questa faccenda. Lo faremo assieme, per, come assieme abbiamo fatto tutto, negli ultimi otto anni.
Nella tua lettera scrivi che non vuoi che ti abbandoni; come potrei? Tu sai che non lo far mai. Tu sai.
Di tutti gli alleati che ho avuto al mio fianco, di tutte le persone che mi hanno donato la loro vita, e
spesso per me l'hanno persa sul campo di battaglia, tu sei l'unica che voglia con me alla fine di tutto.
Ho bisogno di averti al mio fianco per fare ci che devo. Ho bisogno di te. E s, dici di appartenermi ed
 vero: tu sei mia, Myra. La mia arma e il mio appoggio, la mia unica compagna in quest'impresa
enorme che mi divora da anni. Per questo ti ho mandato Brenner. Torna da me, perch questo 
l'unico posto dove potrai mai trovare un senso.
Acrab
Una singola lacrima cadde sul foglio, esattamente sulla firma. Myra la spazz via rapida con le
dita, ma il nome andava dissolvendosi sotto il suo tocco.
Brenner, davanti a lei, attendeva. Myra, non  troppo tardi lo sent dire. Per Acrab non lo .
Pens a tutta la strada che aveva fatto e al suo percorso con Acrab, alla loro storia assieme.
Tutto il resto le sembr nulla, una stupida frase in un lungo discorso, un'ora appena di una lunga vita.
Poi sent un suono familiare, un brontolio basso che la riport al presente. Icenwharth si era
svegliato e li guardava con il suo occhio rosso, ringhiando minaccioso, due sottili fili di fumo che gli
uscivano dalle narici.
Myra incroci il suo sguardo e fu in quel momento che prese la decisione definitiva.
Brenner era scattato in piedi, e la sua mano era corsa alla lancia che portava tra le spalle.
Myra allarg le braccia verso entrambi, ma fu in direzione di Icenwharth che si gir. Va tutto
bene,  un mio commilitone. Poi si rivolse a Brenner. Mi spiace, non posso venire con te. Se tornassi
ora, se abbandonassi la mia ricerca, sarebbe stato davvero solo un tradimento. Perch tutto quanto ho
fatto abbia un senso, devo andare fino in fondo.
Stai delirando...
Quando torner, sapr la verit, e se davvero sono il Liberatore, sar per Acrab un'arma
invincibile. Giurami che glielo dirai, che  anche per lui che lo sto facendo, che non ci sar mai nessun
altro cui dar i miei walud e i miei poteri.
Brenner contrasse la mascella. Acrab mi ha detto di non accettare un no come risposta.
Il tono del vecchio soldato era pesante come il piombo, e Myra comprese. Guard di nuovo
Icenwharth, che aveva alzato il capo, pronto.  una cosa tra me e lui.
Il drago parve scettico, ma rimase immobile.
Myra si concentr su Brenner. Non fa bene alla causa che noi due combattiamo.
Il guerriero sguain lentamente la lancia, e lei riconobbe lo scintillio del frjosinn: era la sua
dofrir, la lancia che aveva quando ancora era un capovillaggio. Alla causa non fa bene neppure che tu
perda tempo qui.
Myra port le mani ai walud. Non mi costringere a questo, ti prego sussurr.
Tu non hai visto Acrab... L'hai ferito, l'hai indebolito, e lui  la nostra speranza. Ti porter
indietro costi quel che costi, a pezzi, se necessario.
Myra chiuse un istante gli occhi. Sarebbe dunque stato ghiaccio contro fuoco, l'ultimo dei
combattimenti che avrebbe mai immaginato di dover sostenere. Ma non c'era alternativa.
Apr gli occhi e fu pronta.
Sguain i walud e si lanci su Brenner. Lui non si fece cogliere alla sprovvista e par il primo
assalto.
Rimasero uno davanti all'altra, immobili, i muscoli tesi, l'acciaio che li separava. Nei loro
sguardi c'erano l'affetto pi grande e il rimpianto pi irrimediabile.
Poi Brenner all'improvviso apr la guardia sbilanciando Myra, e rote la dofrir. Lei si chin
rapida, spazz lo spazio sotto di lui con i walud, ma il soldato salt, evitando il colpo.
Cos inizi la danza mortale.
Myra sentiva il corpo muoversi con la solita precisione, ma tutto era rallentato e sfocato.
Quanto in basso era scesa per trovarsi ora a lottare con un alleato, un amico, contro lo stesso volere di
Acrab? La sua unica speranza stava nel fatto che Brenner non poteva ucciderla; l'avrebbe disarmato, e
a quel punto avrebbe dovuto lasciarla andare. Se le cose si fossero messe davvero male, l'avrebbe
ferito. Solo per fermarlo, fargli capire che era ferma sulla sua decisione.
Non aveva mai combattuto contro di lui. Lo aveva visto in campo molte volte e ne aveva
ammirato la forza, la tenacia e anche la precisione della tecnica, per quanto rozza.
Ma averlo come avversario era completamente diverso. Era forte, molto pi forte di lei, e
sapeva leggere i suoi movimenti eleganti, e prevedere ogni sua intenzione. Qualsiasi colpo Myra
portasse, lui lo parava e contrattaccava con foga. Ben presto, le sue certezze sul fatto che il
combattimento si sarebbe concluso senza troppi danni per entrambi vacillarono. Ora in Brenner non
c'era pi alcun affetto, e i suoi affondi erano carichi di risentimento. I suoi occhi privi di pupilla erano
accesi dalla stessa furia che lei gli aveva visto quando si trovava in battaglia fra i ghiacci. L'avrebbe
uccisa se avesse potuto, se non ci fosse stato di mezzo l'ordine di Acrab.
Myra era sempre pi in difficolt. Doveva reagire.
Un i walud a formare la lancia e continu a combattere con quella, ad armi pari con la dofrir di
Brenner. Ma non erano pari; perch lei non riusciva a prescindere da tutto ci che era passato tra loro,
mentre lui sembrava aver dimenticato quanto li aveva uniti.
Myra prov un ampio tondo, ma calcol male la traiettoria, e la lama si infisse in un fittone.
Brenner ne approfitt subito: con un calcio colp la sua lancia, separando i due walud e
spezzandone la catena.
Myra si ritrov con un solo walud in mano, perse l'equilibrio e cadde all'indietro. In quel
momento temette davvero che Brenner potesse ucciderla.
Invece, qualcosa si frappose tra loro.
Una figura minuscola, urlante, con qualcosa di luccicante stretto tra le mani.
Myra prov a rialzarsi, ma accadde tutto troppo in fretta. Marjane si lanci contro Brenner
brandendo il pugnale. Il movimento era corretto, e cos lo slancio che l'animava. Gioc sulla sorpresa e
riusc a colpirlo a una gamba.
Ma Brenner aveva vissuto tutta la vita sul campo di battaglia, e Marjane era solo una ragazzina
con una volont di ferro. Non bastava.
Il vecchio soldato si chin mugolando, quindi la colp con un manrovescio alla mascella. La
trasse a s, la afferr per il collo e le punt alla gola la dofrir.
Myra grid. No!
Buona o la ammazzo! disse Brenner.
Lasciala! intim qualcuno alle sue spalle.
Brenner port veloce la mano al fianco e lanci un pugnale.
Myra ne segu la traiettoria, e lo vide colpire Kyllen a una spalla.
Questi sono i tuoi nuovi amici? url Brenner. Un maledetto mago e una Gabbia? Per loro ci
hai abbandonati? Per loro hai tradito Acrab?
Myra lo fiss. Ora anche il suo sguardo era colmo di rabbia. La ragazzina non c'entra.
Forse se l'ammazzo torni in te. Forse se l'ammazzo ti rendi conto di quello che hai fatto.
Myra vide il suo gomito muoversi in un gesto inequivocabile. L'avrebbe sgozzata. Lo percep
con chiarezza, e tutto per un istante si spense.
Lanci il walud, e non appena sent l'elsa abbandonare la sua mano il tempo rallent. Il braccio
di Brenner che piano completava il suo movimento, e il walud che procedeva dritto, verso il bersaglio:
il cuore. E prima che il frjosinn potesse recidere la gola di Marjane, il walud affond nel petto di
Brenner.
Gli occhi del vecchio guerriero si spalancarono per l'incredulit e il dolore, e lui cadde
all'indietro.
Myra grid di nuovo, come se un grido potesse annullare quanto stava accadendo sotto i suoi
occhi. Ma non c'era nulla che potesse fare: solo guardare il sangue tracciare un arco di gocce nell'aria e
Brenner concludere la sua caduta con la schiena contro un fittone del Bosco dell'Ombra.
In quel momento, il tempo riprese a scorrere regolare, implacabile.
Myra raggiunse Brenner in un istante e si trov a un nulla dal suo volto pallido, dall'elsa del
walud che gli spuntava dal petto. Ci mise sopra una mano, ma sent la presa callosa del soldato sulle
sue dita.
No... mormor.
Myra sapeva che aveva ragione, ormai era inutile. Non sarebbe mai pi tornato nei ghiacci
asgari, sarebbe morto l, senza onore e senza gloria, ucciso da un compagno d'armi.
Lei tremava. Si sentiva dentro un incubo da cui non riusciva a svegliarsi.
Morirai lontano da lui, proprio come me... mormor ancora Brenner. Nei suoi occhi, l'odio
era inestinguibile. E Myra si sent condannata.
Un istante dopo, ogni luce svan dal suo sguardo, il suo corpo si abbandon sul fittone e Myra
sent che non respirava pi.
Fu come se l'aria venisse risucchiata via anche dai suoi polmoni. Era finita. Aveva ucciso un
compagno e uno dei pi valenti generali dell'esercito asgaro; non c'era ritorno n assoluzione da una
cosa del genere.
Era bandita da Acrab per sempre.
40
17-21 dicembre
Myra rimase a lungo immobile davanti al cadavere di Brenner. Si dimentic persino di Marjane
e Kyllen, di cui si prese cura Eileenna. Ma quel che era accaduto era troppo grave. Non aveva soltanto
ucciso un amico e un alleato; aveva ucciso una parte di s.
Tutto sarebbe stato diverso, ora. Se anche fosse riuscita a tornare ad Asgar, magari con una
nuova consapevolezza dei propri poteri, come avrebbe spiegato ad Acrab quella morte? Lui sarebbe
riuscito a dimenticare anche quella?
E lei? Lei avrebbe mai perdonato se stessa?
Kyllen apparve dopo qualche ora. Dalla casacca spuntava un bendaggio bianco. Si accovacci
nella piccola radura a qualche braccio da lei, in silenzio. A lungo Myra quasi non si accorse della sua
presenza. Era inchiodata a quanto aveva fatto e al significato pi profondo del suo gesto. Era questo il
suo pi grande difetto: l'incapacit di sciogliersi dai vincoli del passato, facendosene inghiottire. E ora
anche il momento in cui aveva tolto la vita a Brenner sarebbe diventato una tessera di quel mosaico e le
avrebbe ricordato per sempre ci che era.
Stai bene? chiese piano a Kyllen.
Lui fatic a capire. La voce di lei era pi lacerata che mai. S, non  nulla.
Di nuovo tacquero entrambi. Poi Kyllen pens di potersi arrischiare.
Chi era? chiese accennando al soldato.
Un mio commilitone di Asgar.  da l che vengo rispose Myra guardandolo. Aveva rivelato
molto di s a Kyllen, ma non tutto.  l che si trova l'uomo a cui avevo giurato fedelt. Questo
vecchio era uno dei suoi guerrieri pi forti. Era venuto per portarmi indietro da lui. Da Acrab, l'uomo
per cui combatto: colui che mi ha salvata, addestrata, cresciuta... Lui  tutto.
Kyllen sostenne il suo sguardo. Stava minacciando Marjane e l'avrebbe uccisa, ne sono
sicuro...
Negli occhi di Myra pass un lampo. Lo so cosa stava facendo e so cos'ho fatto io. Reclin la
testa all'indietro e chiuse gli occhi. Si port una mano alla faccia, se la massaggi.
Kyllen sent un disperato bisogno di aiutarla, in un modo qualsiasi, ma percep anche
l'incolmabile distanza che li separava; quel che era accaduto appena la sera prima sembrava d'un colpo
cancellato.
Myra si tir su di scatto. Aiutami a spostarlo!
Kyllen obbed in silenzio, e portarono il corpo di Brenner fino alla casa di Eileenna. Marjane
era l davanti assieme alla vecchia.
Arross nel vederla. Grazie. E scusa, io...
Va tutto bene disse Myra secca. Adesso entrate in casa.
Ma chi era quel tizio? Che voleva? Perch ti ha attaccata?
Vi ho detto di entrare in casa. Devo fare una cosa che  meglio non vediate.
Eileenna comprese. Prese Marjane per una spalla e le fece salire la scala, allontanandola.
Myra si gir verso Kyllen.
Io rimango disse lui.
Non  roba per Alboniti, riguarda chi combatte per Acrab, chi vive ad Asgar.
Te l'ho gi detto: siamo compagni di viaggio, che tu lo voglia o no. Questo non puoi
cancellarlo. Resto qui.
Myra contrasse la mascella, ma non fece altri commenti. Si gir e and da Icenwharth.
Era rimasto in disparte, eretto, poco discosto dalla casa di Eileenna, a osservare la scena in
silenzio. Gli si avvicin e si ferm a un passo da lui.
L'ho fatto morire lontano da casa e dalla battaglia cui apparteneva. Gli devo almeno una degna
sepoltura disse soltanto, e Icenwharth cap. Si guardarono per qualche secondo, poi l'animale si fece
avanti, sfilandole davanti col suo immenso corpo. Sembrava tornato quello di sempre, forte e possente.
Myra si scost e guard il drago avvicinarsi al cadavere di Brenner. Non l'aveva mai visto
accadere. In genere, ad Asgar, i corpi dei defunti venivano lasciati lontano dai villaggi, nei luoghi che
si sapevano essere territorio dei draghi. Nessuno assisteva al pasto sacro. Ma adesso erano lontani dal
ghiaccio, e lei sentiva di dover assistere. Sarebbe stata la sua punizione.
Icenwharth la guard prima di chinarsi sul cadavere. In quello sguardo c'era ogni spiegazione
necessaria: lo faceva per lei, per nessun altro.
Poi inizi.
Al primo morso, Myra sussult. Cerc di pensare a quali preghiere gli Asgari pronunciassero
quando deponevano nel ghiaccio i loro morti, ma non ne ricordava neppure una. Rimase l immobile, a
osservare Icenwharth che dilaniava il corpo di Brenner e al tempo stesso ne diventava il custode, e si
sent prendere da uno spasmo che la scosse convulsamente.
Fu allora che avvert una presenza alle spalle, il calore del corpo di Kyllen dietro la schiena. Gli
ricord la sensazione della schiena di Acrab dietro la sua, in battaglia, ogni volta che era stata sul punto
di essere sopraffatta, ogni volta che aveva avuto bisogno di riposo.
Fu troppo.
Scoppi in lacrime, come una bambina, i singhiozzi che la soffocavano. Percep la presa di
Kyllen sulle sue braccia, ma non si divincol. Piuttosto si abbandon a quel tocco saldo, che la
rassicurava. E cos, sebbene si sentisse perduta, sebbene percepisse tutto il peso insopportabile di
quanto aveva fatto, non si sent sola in quel terribile momento.
Non lo era pi, da molto.
La Phoinika dista sei giorni a dorso di drago disse Kyllen, indicando la posizione del
monastero su una mappa ingiallita. Doveva essere quella che consultava sempre per i suoi viaggi,
anche se Myra, fino a quel momento, non gliel'aveva mai vista usare. L'esatta posizione del
monastero di Kurrah non la conosciamo, ma in qualche modo lo troveremo. Guard il suo maestro per
conferma. Eileenna non fece commenti. In ogni caso, con Icenwharth non dovremmo avere
problemi.
Non pu portarci disse Myra.
Ma ti vuole seguire.
Tu non ne sai niente. Sta' zitto!
Un colpo di tosse la interruppe. Da quando Brenner era morto, era peggiorata: la sua voce era
ancora pi lacerata, e iniziava davvero a essere difficile capire quel che diceva.
And da Icenwharth e lo guard. Il suo occhio rosso era sicuro, determinato. Loro due erano
una cosa sola. E non da adesso. Non era pi sola: aveva compagni di viaggio che rischiavano la vita per
lei, che la sostenevano, che le stavano accanto. Era qualcosa cui non era abituata, ma non poteva pi
sottrarsi.
Brenner aveva ragione: era cambiata.
Si volt verso gli altri. Va bene. Partiremo all'alba.
I saluti, l'indomani, furono rapidi. Eileenna fu sbrigativa con tutti.
Quando salut Kyllen, lo prese per il bavero e lo tir a s. Non affezionarti troppo gli
sussurr. Te lo ripeto: la ragazza porta con s del buio. Non  una creatura del tutto risolta e pu farti
molto male.
Kyllen sent qualcosa muoversi nel cuore. Vi preoccupate per me, ora?
Eileenna non rispose. Si mostr pi gentile solo con Marjane. Le mise persino una mano sulla
testa, con un'espressione intenerita.
Grazie per tutto quanto, spero che un giorno ci rivedremo le disse la ragazzina.
Eileenna accenn un sorriso. Io credo di s.
Kyllen si chiese se il suo maestro non stesse vedendo in qualche modo il futuro. Un brivido gli
percorse le membra, ma lo scacci. Non doveva farsi condizionare da stupide suggestioni.
Salirono sulla groppa di Icenwharth, e il drago non sembr risentire di tutto quel peso. Si alz
sulle zampe posteriori e rugg, finendo quasi per disarcionare Kyllen, che si afferr con tutte le forze
che aveva alle sue scaglie. Quindi spalanc le immense ali e spicc il volo.
Eileenna li guard andare via con un'ampia virata sul bosco. Sentiva oscuri presentimenti nel
cuore, come se in quel momento si stesse mettendo in moto un meccanismo inarrestabile che alla fine li
avrebbe stritolati tutti.
Sei il mio stupido allievo, Kyllen mormor. Vedi di non farti ammazzare.
I primi quattro giorni di viaggio procedettero tranquilli; si limitarono a costeggiare il mare, e
Icenwharth non parve neppure stancarsi troppo.
Non parlarono molto in quel primo tratto del viaggio. Myra aveva ancora bisogno di
metabolizzare l'accaduto. E Kyllen, per parte sua, non faceva altro che studiare alcuni libri che aveva
con s e altre vecchie mappe prese a casa di Eileenna.
Hai trovato niente su Kurrah? gli chiese una sera Myra.
Credo che si trovi nell'entroterra, perch i monasteri costieri li ho pi o meno individuati tutti
rispose e le mostr uno schizzo che aveva fatto a mano. Forse dovremo chiedere.
Non possiamo andare nell'Alcak con Icenwharth al seguito. La gente vedendolo
impazzirebbe.
Se vuoi posso andarci da solo.
Myra guard il suo drago, che in quel momento dormiva.
No. Lo lasceremo riposare. Noi tre andremo assieme.
E cos fecero. Al quarto giorno, lasciarono Icenwharth a riposare in una delle cave calcaree
presenti nella zona, mentre loro si inoltrarono nell'Alcak.
Nevicava fitto, a larghe falde. Il freddo era pungente. L'Alcak, l, era una striscia di terra
stepposa, incalzata dal Bosco dell'Ombra, come l'ultima trincea di una battaglia persa in partenza.
Poco dopo un villaggio si present loro in tutta la sua desolante miseria. Si trattava di una serie
di tende in pelle, ricoperte da una vernice nerastra che fungeva evidentemente da impermeabilizzante.
C'era un'unica costruzione in legno, al centro dell'agglomerato, piuttosto misera anch'essa. In un
angolo, c'era un recinto. Dentro, una decina di piccoli draghi. Erano alti non pi di un braccio e mezzo
e lunghi circa cinque braccia. Non avevano ali, ma una sorta di sottile piumaggio, che li mimetizzava
perfettamente con la steppa. Quando si muovevano non sembravano altro che erba battuta dal vento.
Cosa sono? chiese Marjane.
Daralcak, in alcako disse Kyllen. Usati come cavalcature, sono specie di fratelli, assai meno
feroci, dei Draghi Arborei.
Entrarono nella costruzione di legno. Era un'ampia sala fitta di banchi, con al centro un grosso
fal limitato da un cerchio di pietre. Sopra di esso, una struttura a vaso rovesciato fungeva da cappa.
Non appena dentro, Myra si blocc: l'immagine che aveva davanti agli occhi si sovrappose alla
grande tenda nella quale lei e gli altri Asgari consumavano i loro pasti. Ricord l'ultima festa prima di
partire: Gotin che la stuzzicava, Acrab che si faceva portare in groppa dai suoi, una coppa di kiliroth
stretta tra le mani.
Myra...
Lei si volt e si trov davanti il volto rugoso di Brenner. Le ci volle un istante per riconoscere
gli occhi verdi e i capelli bianchi di Kyllen.
Intorno a loro si era radunata una piccola folla di Alcaki. Avevano la pelle olivastra e i capelli
neri e ricci. I loro occhi, allungati, erano pozzi oscuri. A Myra parve di vedere in ciascuno di loro lo
sguardo di Acrab. Da l lui proveniva, quella era la sua terra.
Sto bene. Mi gira solo la testa disse piano a Kyllen, in albonita. A capirla fu solo una donna,
vestita con una tunica di pelle decorata in nero e rosso, che la prese per le spalle.
Siediti pure, vieni disse con un accento fortissimo.
In una terra cos povera, l'ospitalit era un obbligo. Per questo i tre viandanti furono accolti con
calorosa cortesia. Li fecero accomodare a un tavolo vicino al fuoco e offrirono loro coppe fumanti di
apmathil, un fortissimo liquore locale. Myra lo butt gi in un solo sorso. Aveva bisogno di
riprendersi.
Vacci piano, non mi pare che tu sia in condizioni... cerc di avvertirla Kyllen, ma lei guard
subito la donna che l'aveva aiutata.
Siamo qui per avere informazioni disse, sempre in albonita.
Lei rispose nella stessa lingua, che sembrava comprendere abbastanza bene. Tutto ci che
desideri, Pharmat. Aveva usato il termine con cui gli Alcaki si riferivano agli ospiti.
Stiamo cercando un monastero phoiniko.
La donna si port una mano alla fronte, chin il capo e pronunci alcune parole sottovoce. L si
praticava la religione phoinika, e dunque i monasteri per quella gente erano luoghi sacri, nei quali tutti
speravano di poter spedire almeno un figlio maschio, per sottrarlo alla dura vita della steppa. Chiedimi
ci che vuoi sui Luoghi Santi.
Si chiama Kurrah disse Myra.
La donna parve confusa. Non lo conosco...
 abbandonato precis Kyllen.  stato distrutto anni fa.
Posso domandare.
La donna si alz, andando verso gli altri membri della comunit. Quasi tutti gli abitanti del
villaggio si trovavano l, secondo l'uso alcako: la sera la gente si riuniva nella sala comune, per
mangiare e per tessere rapporti sociali.
Poco dopo la donna fece ritorno. Conduceva con s un vecchio.
Lui sa disse semplicemente.
Il vecchio prese a parlare in un alcako assolutamente incomprensibile, e la donna tradusse.
Dice che conosce il posto inizi che suo figlio aveva provato a diventare monaco. Myra
not che gli occhi del vecchio si erano inumiditi. Sapeva che l'iniziazione per entrare in un monastero
phoiniko era dura e che molti non sopravvivevano, ma non conosceva i dettagli. Il ragazzo fece il
viaggio fino Kurrah e stette via due anni. Lui era convinto che fosse diventato monaco.
E dove si trova il monastero, di preciso? lo incalz Kyllen.
La donna gli fece cenno di attendere. Invece, lo vide tornare stanco e smagrito; gli raccont
che s, aveva portato a termine l'iniziazione, ma che quando era rientrato il monastero era stato distrutto
da un incendio. Era stato un monaco ad appiccarlo.
Questo lo sappiamo gi disse Myra. Sentiva l'urgenza crescere come un fuoco. Dov' il
monastero?
La donna tradusse la domanda. Il vecchio scosse la testa.
Non lo sa, a suo figlio non l'ha mai chiesto. Da qualche parte nel Nord della Phoinika,
nell'entroterra.
Troppo vago comment Myra. Si rivolse direttamente al vecchio e nuovamente cerc di
parlare in alcako. Voglio incontrare tuo figlio.
Il vecchio non capiva, e Myra si rese conto che il problema non era la lingua. Era la sua voce: le
parole suonavano incomprensibili persino alle sue orecchie.
Kyllen ripet paziente la domanda, e il vecchio scoppi in lacrime.
La donna si mise a consolarlo, quindi alz su di loro uno sguardo accusatorio. Suo figlio mor
un anno dopo il suo ritorno, per gli stenti sopportati durante l'iniziazione.
Myra si rialz. Era stato un viaggio inutile. Senza dire nulla, si volt e usc. Marjane la segu.
Perdonatela disse Kyllen alla donna e al vecchio. Lasci sul tavolo alcune monete che gli
aveva dato Eileenna. Per il disturbo, e scusateci ancora aggiunse imbarazzato, poi segu anche lui
Myra.
La trov che camminava ormai al buio, con Marjane che le arrancava dietro.
Quella gente non aveva niente da offrirci e ci ha aiutato disse lui secco, affiancandola.
Avresti almeno dovuto ringraziarla.
Non ci hanno aiutato! Non ci hanno detto niente, e ancora non sappiamo dove sia il
monastero.
Non  colpa loro, e quel vecchio era devastato. Myra, dannazione! insorse lui quando la
ragazza acceler il passo.
Myra si ferm e torn da Kyllen. Tu non puoi capire cosa ho fatto davvero con Brenner!
Avrebbe voluto urlare, ma ormai non riusciva pi a fare nemmeno quello.
Sono sicuro che quando rivedrai quell'uomo, Acrab, lui capir...
No... Io l'ho lasciato per inseguire questa follia, l'ho lasciato quando aveva pi bisogno di me,
io... Myra non riusc a proseguire. Si tocc la gola. Era come se stesse perdendo la voce che Acrab le
aveva fatto ritrovare. Quando parl di nuovo, fu in un sussurro stentato. Domani partiamo e ci
inoltriamo nel Bosco dell'Ombra. Cercheremo il monastero da l.
Torn a voltarsi, e riprese a camminare a passi veloci.
Kyllen rimase fermo per un momento, con Marjane accanto. Poi non pot fare altro che seguire
Myra, come al solito, e guardarla procedere, silenziosa e sempre pi distante.
41
22-23 dicembre
Le nuvole si addensarono rapide, portando con s lampi e neve. Il mare, sotto di loro, ruggiva
con ferocia, e sull'acqua iniziavano a galleggiare grossi pezzi di ghiaccio, che urtavano contro la
scogliera. Il freddo era intenso e penetrante.
Cos, la mattina seguente si svegliarono in un panorama coperto da una fitta caligine. La neve
scendeva a fiocchi piccoli e gelati, imbiancando la steppa.
Preparatevi, partiamo li esort secca Myra. La sua voce era ormai ridotta a un flebile
gracchiare, difficile da decifrare anche per loro, che erano ormai abituati. N Kyllen n Marjane fecero
commenti e la assecondarono.
Uscirono con lei dalla grotta dove avevano trascorso la notte.
Fuori non si vedeva neppure il Bosco dell'Ombra. Solo poche braccia di steppa, inghiottite
presto dalla nebbia.
Kyllen osservava l'orizzonte. Non so se ce la faremo, cos.
Qui la nebbia si forma spesso, non ha senso rimandare insistette Myra.
Tu riesci a capire anche solo la direzione da prendere?
Myra indic Icenwharth. Lui lo sapr di sicuro.
Myra, finiremo per perderci.
E allora andr da sola.
Perch devi sempre fare cos? sbott Kyllen.
Non ho tempo da perdere, non pi sibil lei. Io andr, che tu lo voglia o no. Si guard
attorno e indic verso est. La Phoinika  da quella parte. Baster lasciarsi il Mare Bianco a destra.
Sentite, credo di potervi aiutare intervenne Marjane, ed era la prima cosa che diceva quel
giorno.
Ci che era accaduto a casa di Eileenna aveva colpito anche lei, sebbene in maniera diversa
rispetto a Myra. Si era sentita stupida e inutile; s, aveva colpito Brenner, ma non poteva negare con se
stessa di essere stata lei la causa ultima della sua morte. Se non si fosse messa stupidamente in mezzo,
se non avesse pensato di potersela vedere con un guerriero come lui... Myra non le aveva rinfacciato
niente, e questo la faceva sentire ancora peggio. Aveva abbandonato Etheria sperando di diventare
finalmente libera, ma continuava a essere prigioniera della propria debolezza, del proprio fragile corpo
di adolescente.
Ma quella mattina si sentiva strana.
Non qui si affrett a dire, notando lo sguardo scettico di Myra. Nel bosco.
Kyllen comprese. Credi di essere in grado?
Marjane annu. Lo sento disse il bosco. Per ora in modo confuso, ma credo che sia perch
siamo ancora lontani, nella steppa.  come quando mi hai mandata a cercare Eileenna. Sono sicura di
potermi orientare.
La mattina si mossero in volo nella nebbia costeggiando il mare. Marjane guardava attenta sotto
di s.
Puoi far abbassare Icenwharth? chiese a Myra, e lei lo fece. Dal bianco emersero le cime
spoglie del Bosco dell'Ombra. Sembravano innumerevoli dita scheletriche che si sollevassero da un
mare latteo, come tanti uomini sul punto di annegare.
Marjane cerc di non farsi catturare da quell'atmosfera spettrale e, non appena vide una delle
piccole e rare radure che si aprivano di tanto in tanto nell'immenso corpo di Palamud, disse loro di
scendere.
Si ritrovarono circondati dai fittoni grigi e dai loro rami rinsecchiti. Tutto sembrava morto, ma
non a lei. Avvertiva qualcosa. L'ostilit di quel bosco e il suo cuore pulsante e vivo che li scrutava da
ogni ramo. Ma in qualche modo sapeva che quell'ostilit non era rivolta direttamente a lei.
Icenwharth non era riuscito a posarsi a terra e si muoveva in ampi cerchi sopra di loro. Oltre i
rami, un buio fitto e cupo.
Marjane si guard attorno un paio di volte e punt un dito. L'est  da quella parte.  l che
dobbiamo andare disse mostrandosi certa, anche se non lo era affatto.
Lanci un'occhiata a Kyllen per conferma; il mago aveva tirato fuori di nuovo la mappa.
L'Alcako ieri ci ha detto che Kurrah si trova nel Nord della Phoinika, nell'entroterra, quindi s,
direi che  la direzione giusta. Batt una mano sulla spalla di Marjane. Sei stata brava.
La ragazzina arross.
Rimontarono in groppa a Icenwharth issandosi sulla cima di un fittone, visto che posarsi per lui
era impossibile, e ripresero il viaggio.
La nebbia li accompagn per tutto il tempo, sempre pi impenetrabile. Dire che ora fosse era
impossibile: il sole era invisibile, nascosto dietro la caligine, e le variazioni di luce erano impercettibili.
Il tramonto si preannunci tingendo tutto di un giallo smorto. Poi ci fu solo un'oscurit assoluta.
Kyllen avrebbe voluto far luce, ma in cielo, in quei luoghi, non c'era nessun elementale che
fosse in grado di provvedere. Myra intrise un pezzo di stoffa nella Mistura e lo avvolse intorno a uno
stecco che aveva raccolto la mattina, ottenendo cos una rudimentale torcia. Ma la Mistura era fatta per
scaldare, piuttosto che per illuminare, e produceva una luce tremula e fioca. Ormai si muovevano
guidati solo dall'istinto di Marjane, che sembrava infallibile.
L'est  ancora davanti, lo sento diceva sicura.
Sotto di loro, per, Icenwharth sembrava sempre pi stanco. Le sue ali percuotevano l'aria
lente, come se si muovessero in un liquido troppo denso.
Dobbiamo fermarci disse infine Myra. Andare avanti per lei era assolutamente fondamentale,
ma non era pi disposta a mettere a rischio il drago, non dopo quel che era successo sul Mare Bianco.
Nel buio, cercarono di individuare un punto nel bosco in cui l'animale potesse posarsi, ma
senza successo. In basso c'erano solo rami intricati e appuntiti. Poi un lampo squarci il cielo,
illuminando ogni cosa come se fosse giorno. Dur un istante, ma a Marjane bast.
Punt un dito. L!
Ci misero pochi minuti.
Myra lasci che Icenwharth sorvolasse la zona in ampi cerchi, mentre lei si sporgeva e cercava
di rischiarare la porzione di bosco sottostante.
La ragazzina aveva visto bene: c'era un buco fra i rami. Aveva una forma quasi perfettamente
circolare, con un fondo scuro e terroso, come se fosse stato creato da un incendio.
Marjane d'improvviso cambi faccia. No... disse piano. No, ce ne dobbiamo andare.
Myra sent i muscoli di Icenwharth, tesi sotto le sue cosce, che tremavano per lo sforzo. Non
possiamo andare oltre. Icen  stremato.
Marjane insistette. Non  il posto giusto, c' qualcosa di malvagio, e...
Piantala! disse Myra con quel po' di voce che le era rimasta. Vuoi che Icen muoia?
Fece per farlo scendere, ma Marjane d'istinto strinse il collo del drago e lo tir a s. Ti prego,
ti devi fidare di me! grid.
Anche Icenwharth d'un tratto sembrava restio a scendere e si muoveva in cerchi incerti a poche
braccia d'altezza sopra quell'anello bruciato.
Myra imprec, quindi semplicemente si gett di sotto, sguainando i walud mentre saltava.
Atterr dolorosamente, ma si rialz rapida con una capriola; l'area in cui si trovava era spazzata
dal vento prodotto dalle ali di Icenwharth, ma per il resto sembrava dominata da una calma assoluta.
 tutto a posto, scendete! prov a dire, ma la sua voce era debolissima. Poi le parole la
abbandonarono del tutto.
Emersero dai rami attorno, e lei si ritrov circondata. Alla fioca luce della sua torcia, le
apparvero come creature simili a serpenti, lucide, che sibilavano accerchiandola. Ci che distinse pi
chiaramente furono le zanne, acuminate e candide, e gli occhi rossi.
Draghi. Li vide balzarle addosso e seppe che non ce l'avrebbe fatta.
Fu Icenwharth a salvarla, come sempre.
Scese in picchiata al centro dello spiazzo e si sollev sulle zampe posteriori ruggendo. Alcuni
draghi si aggrapparono alla sua pelle, altri cozzarono contro le sue squame coriacee.
Myra url. Butt a terra la fiaccola, estrasse anche l'altro walud e si gett in avanti. Marjane e
Kyllen l'affiancarono, la prima armata del suo pugnale, il secondo della sua magia. Ma intorno a loro
c'erano almeno dieci di quegli animali. Quattro stavano attaccando Icenwharth, gli altri sei si voltarono
verso di loro.
Erano alti un braccio e mezzo e lunghi quattro. Erano piccoli ma feroci. Soprattutto, erano
rapidissimi. Myra vide i loro artigli scattare verso di lei. Ne intercett due con i walud, mentre Kyllen
erigeva intorno a loro una barriera arborea. Ma gli animali iniziarono a distruggerla con le zanne.
Dietro di loro un altro drago si slanci contro Myra; fu Marjane a intercettarne il salto. Lo colp
col pugnale, con ambo le mani, e affond la lama al centro del suo petto.
Il drago cadde al suolo senza vita. Marjane stessa sembr stupita dell'efficacia del suo colpo,
ma un altro animale ancora si fece avanti di lato, e Myra lo colp con un fendente che gli recise di netto
la testa.
Ma non avrebbero resistito a lungo: i draghi erano troppi e sembravano aumentare.
A quel punto, per, si ud uno strano suono stridulo che sembr disorientare i draghi. Le bestie
interruppero l'attacco e presero a muoversi in circolo, come a cercare la sorgente di quel suono
continuo, penetrante. Poi una voce url qualcosa in alcako.
A Myra serv un attimo per tradurre quel grido. Alla fine cap. Tutti gi! riusc a dire a fatica
e spinse la testa di Marjane a terra. Kyllen si appiatt a sua volta.
Myra guard Icenwharth, e anche lui parve capire all'istante. Liber la potenza delle sue
fiamme tutto attorno. I draghi emisero versi acuti, mentre quel suono terribile non smetteva. E subito
dopo si dileguarono rapidamente, tornando da dove erano venuti.
Un silenzio densissimo scese sulla radura. Si sentiva solo il respiro affannato di Myra, Marjane
e Kyllen.
I rami dietro di loro si scossero nuovamente, e Myra si gir di scatto, i walud tra le mani. Chi
?
A venire fuori fu un giovane uomo con in mano uno strano attrezzo di legno, costituito da
alcune stecche dentellate unite da staffe di metallo. Nell'altra mano teneva una fiaccola e sembrava
piuttosto spaventato.
Disse qualcosa in alcako che Myra non comprese.
Kyllen prov a chiedergli in un albonita basilare: Che cos'hai detto?.
Nido di draghi rispose l'uomo. Dobbiamo andare via da qui subito!
Fece cenno di seguirlo, ma il mago lo blocc. C' un drago con noi.
Pu volare. Andate mezzo miglio pi avanti. C' il fiume. L  sicuro.
Myra non perse tempo. Salt in groppa a Icenwharth e fece salire rapidamente anche Kyllen e
Marjane.
L'ultima fatica sussurr al suo drago, poi lo fece alzare in volo. Dopo pochi minuti,
riuscirono a intravedere il lucore dell'acqua.
Icenwharth atterr al centro del letto del fiume, quindi avanz fino a riva. L videro una debole
luce. La seguirono e raggiunsero un piccolo bivacco; c'erano solo una tenda alcaka e un fal acceso.
State bene? chiese voltandosi. Alla luce del fuoco, i volti di Marjane e Kyllen erano pallidi,
ma entrambi annuirono.
Icenwharth si era acciambellato dietro di loro, e Myra and da lui. La luce ora era sufficiente
per vedere che aveva rimediato solo qualche graffio. I Draghi Arborei non erano un vero pericolo per
lui, almeno non quanto lo erano stati per loro.
 colpa mia.
Accanto a lei c'era Marjane, il pugnale con cui aveva abbattuto il drago che le penzolava da una
mano. Da lontano ero assolutamente sicura che fosse una radura, davvero...
Myra scosse la testa. Ci avevi avvertito. E hai anche cercato di non far scendere Icen. Io non ti
ho ascoltata. E tu invece mi hai salvato la vita. La fiss. Grazie.
Marjane arross, stringendosi il pugnale al petto. Io vorrei davvero esserti utile, vorrei davvero
essere forte, e invece sono sempre un peso...
Il tuo pugnale dice altrimenti.
Marjane lo guard. Il sangue del drago brillava sulla lama.
L'anello debole adesso sono io concluse Myra stringendo i pugni.
Le due si fissarono ancora per un istante.
Poi, sentirono qualcosa muoversi lungo il fiume. Il giovane alcako apparve poco dopo. Era
ancora pallido, aveva il fiatone, ma sembrava in qualche modo rassicurato. Doveva avere pochi anni
pi di Marjane, e nel guardarlo meglio, alla luce del fal, Myra sent una stretta al cuore: aveva gli
stessi occhi di Acrab, la stessa pelle olivastra.
Ce l'avete fatta? chiese affannato. A parte l'accento piuttosto forte, il suo era un ottimo
albonita.
S disse Kyllen. Grazie a te.
Il giovane scroll le spalle timidamente. Bisogna aiutarsi, nel Bosco dell'Ombra. Ma voi non
sapevate dei nidi?
Come vedi siamo stranieri disse Kyllen, indicando anche i suoi compagni.
Il drago  buono? chiese il giovane, facendo un cenno in direzione di Icenwharth da una
distanza di sicurezza.
Lui  con me tagli corto Myra.
Va bene, se rimane tranquillo, per me non c' problema... Icenwharth stette immobile,
l'occhio rosso puntato su di lui. Dove siete diretti? chiese il giovane avvicinandosi alla sua tenda.
In Phoinika rispose Kyllen.
Il ragazzo sembr stupito. Ma non siete monaci!
No, non lo siamo. Siamo diretti in un posto che non  pi un monastero da molto tempo:
Kurrah.
Il ragazzo sussult appena, ma Kyllen se ne accorse. Non sappiamo esattamente dove si trovi:
tu puoi aiutarci?
Il ragazzo ridacchi.
Che c'?
 che il destino fa strani scherzi... Io sono un novizio; avete trovato la persona giusta.
42
23 dicembre, notte
Il ragazzo disse di chiamarsi Bayresh. Aveva i capelli rasati, pure se senza troppa cura, e
indossava una tunica larga completamente nera, stretta in vita da una cintura di corda segnata da tanti
piccoli anelli di ferro. Si mise immediatamente a preparare la cena, tirando fuori alcuni pesci che disse
di aver pescato nel pomeriggio nel fiume che stavano costeggiando, l'Ethorak.
Kyllen annu, perch quel nome lo conosceva. Siamo al confine nord della Phoinika. Non
siamo andati poi tanto fuori strada spieg a Myra.
Precisamente conferm il ragazzo.
Da quant' che sei novizio? chiese Myra.
Da due mesi. Il monastero al quale ho cercato di accedere si trova nel Sud, adagiato sui Dolci
Colli.  un bel posto.
E come mai sei qui? domand Marjane. Tra tutti loro, era quella pi ignara delle regole che
segnavano l'accesso ai monasteri e la vita dei monaci.
Bayresh la guard. Non sai proprio niente di noi, eh? disse con un sorriso storto. Essere
ammessi in un monastero non  semplice: prima di tutto devi arrivarci, e spesso  un viaggio lungo e
complicato. Io ho impiegato quasi un mese, a piedi. Una volta l, poi, si parla col maestro dei novizi,
che testa la tua fede e la tua volont di diventare monaco. Se ti trova degno, e io, per inciso, sono
andato benissimo, puoi tentare la prova d'iniziazione.
In cosa consiste?
Un anno da soli nel Bosco dell'Ombra.
Segu un momento di silenzio, nel quale tutti e tre ponderarono il peso di quelle parole. Persino
Marjane, che prima di attraversarlo lei stessa non aveva mai sentito parlare di quel posto, capiva che
impresa impossibile fosse.
Ti chiedono di andare fino al cuore del bosco per cogliere lo stelo di una pianta particolare,
che vive soltanto vicino a Palamud continu il ragazzo. Devi tornare con quello stelo, dopo un anno,
dimostrando che nel bosco ci sei stato davvero. Solo che non ci sono mappe, e questo  un luogo
insidioso. E poi, come avete scoperto anche voi, ci sono i daralmek.
Di fronte alla faccia perplessa di Marjane, Kyllen tradusse. I Draghi Arborei, quelli che ci
hanno attaccati. Poi si rivolse a Bayresh. Ma come sei riuscito a farli scappare?
Il ragazzo riprese lo strano bastone di legno che aveva quando li aveva salvati. Lo scosse con un
movimento particolare del polso, e le staffe di metallo, assieme ai pezzi di legno dentellati,
riprodussero di nuovo il rumore insopportabile che avevano sentito nel nido dei draghi.
I daralmek odiano questo suono, credo che abbia a che fare col modo in cui sono fatte le loro
orecchie. In ogni caso, quando vai nel bosco i monaci ti danno il bastone. E, come avete visto, a volte ti
pu salvare davvero la vita. Bayresh pos il bastone, e riprese. Inoltre, tutti sanno che i daralmek non
amano il fuoco. Basta accenderne uno, e loro se ne vanno. Per questo vi ho detto di fare sputare fuoco
al vostro drago. Ricordatevelo, per la prossima volta. Oltre a evitare i nidi, ovviamente.
Myra e gli altri incassarono il colpo.
Comunque, siete scusati. Pi della met dei novizi muore durante la prova,  normale. Voi non
siete neppure novizi, per cui...
E allora perch tu ci stai provando? Voglio dire, perch vuoi entrare in monastero se  cos
pericoloso? chiese di getto Marjane.
Il ragazzo la guard ancora. Sei una Thyrren, giusto?
Marjane annu, un po' risentita.
E allora sai quanto la vita pu essere orribile. Certo, noi Alcaki non siamo schiavi, e in questo
abbiamo un vantaggio su di voi, ma la nostra  una delle terre pi povere del Dominio. Dobbiamo
lottare tutti i giorni col Bosco dell'Ombra per coltivare tuberi rinsecchiti, che a stento ci bastano per
superare l'inverno. A casa mia le donne cercano sempre di partorire d'estate; un bambino che nasce nei
mesi pi freddi quasi sicuramente non sopravvive. Aggrott la fronte e per un momento parve perdersi
in un ricordo. Poi pass. Ma i monasteri sono diversi. L hai sempre da mangiare, ottieni
un'educazione, e tutto quello che devi fare  pregare e copiare libri.
Copiare libri? chiese ancora Marjane.
Esatto. Tutta la conoscenza che attraversa il Dominio parte da qui. Sono i monaci che hanno
salvato alcuni testi dei Primi, copiandoli senza neppure sapere cosa ci fosse scritto, e sono sempre i
monaci che continuano a trascrivere libri e li spediscono poi in tutto il Dominio, da regnanti, ricchi
possidenti e maghi. Fece un cenno a Kyllen. Ho visto la tua mappa. Quelle sono tipiche del
monastero di Burgas, lo sapevi?
Kyllen annu.
Ne fanno a centinaia ogni anno, ci sono monaci che passano tutto il tempo a occuparsi di
quello. Capite che  una vita decisamente migliore di quella che mi aspetta a casa.
Ma potresti morire... disse Marjane.
Tu per essere libera non saresti pronta anche alla morte?
Marjane abbass lo sguardo. In fin dei conti, l'aveva gi fatto: aveva rischiato molto per aiutare
Myra, e anche solo seguendola si trovava in pericolo in ogni momento, esattamente come lei le aveva
detto quando aveva insistito per accompagnarla. La sua vita, adesso, era molto pi pericolosa di quanto
non fosse a casa di Isserios. Eppure l non aveva alcuna prospettiva, se non la schiavit fino alla morte
e presto il bordello.
Con Myra tutto poteva accadere, ma non era pi schiava.
Kyllen intervenne. Era il momento di ottenere qualche risposta. Hai detto di essere la persona
giusta per indirizzarci a Kurrah.
A Kurrah non ci va mai nessuno disse Bayresh.
Noi s.
 un luogo maledetto. Santo, ma maledetto, per questo  stato abbandonato. E poi con due
donne non ti ci dovresti neppure avvicinare.
Queste sono solo superstizioni ribatt Myra. Si accorse per che la sua voce era
incomprensibile per il ragazzo.
Non crediamo a queste cose ribad Kyllen.
Ma  la nostra fede. Bayresh si irrigid. I monaci sono tutti uomini, le donne sono impure e
non possono stare al monastero.  semplice.
Kyllen evit di insistere. D'accordo, ma il monastero  abbandonato. Ed  gi stato colpito da
una maledizione. Ci hanno detto che  stato incendiato da un monaco.
Bayresh si fece guardingo. Chi ve l'ha detto?
Un Alcako, due giorni fa.
La storia non  proprio questa disse Bayresh. Tutti i monaci la conoscono, ma non la
raccontano in giro perch non  molto... edificante aggiunse con un sorriso tagliente.
E quale sarebbe?
Kurrah era uno dei monasteri pi importanti della Phoinika. Dicono che l fosse custodita una
reliquia straordinaria, una spada dei Primi che nessuno poteva toccare senza ferirsi, o peggio.
Myra sent un colpo al cuore. Era un'ulteriore conferma che si trovavano sulla pista giusta.
Era un grande posto, con un centinaio di monaci che scrivevano e traducevano libri apprezzati
in tutto il Dominio e una cinquantina di famigli. Tra questi c'era un Alcako come me, che per l'Alcak
non l'aveva mai neppure visto. Pare fosse il figlio di un monaco e di una donna di un villaggio vicino.
 strano, perch un bambino del genere  impuro, ma questo dice la storia. Si chiamava Graffias.
Di nuovo, Myra sent il cuore percuoterle il petto, ma anche Kyllen trasal. Si fecero entrambi
pi attenti.
Era un famiglio, come vi dicevo, ma aspirava a qualcosa di pi. Era poco pi di un ragazzino,
come me, ma a quanto sembra era un genio: aveva imparato a leggere e scrivere da solo, sempre da
solo aveva appreso diverse lingue e aveva iniziato a interessarsi ai libri del monastero.
Myra chiuse per un istante gli occhi. Un'altra tessera andava a inserirsi nel disegno generale.
Graffias sapeva di lei perch veniva da Kurrah. Ebbe un capogiro e dovette impallidire, perch sent su
di s lo sguardo preoccupato di Kyllen. Cerc di ricomporsi e riprese ad ascoltare il ragazzo.
Io non so cosa and storto a un certo punto, la storia su questo  poco chiara. Forse Graffias
fall l'iniziazione, o forse c'era dell'altro che nessuno conosce... Ma una notte distrusse il monastero:
gli diede fuoco. Fu un incendio cos devastante che bruci per giorni, senza che nessuno riuscisse a
spegnerlo. Molti monaci e famigli perirono, e numerosi libri andarono distrutti. Solo alcuni furono
messi in salvo.
L'intero corpo di Myra fu attraversato da tremiti.
Si sa che fine abbia fatto Graffias? chiese Kyllen.
Bayresh scosse la testa. Qualcuno sostiene che sia morto nell'incendio.
Myra per sapeva che non era vero. Dunque era l, a Kurrah, che la sua storia era iniziata, con
un servo troppo curioso e ambizioso.
A quanto tempo fa risale questa storia?
Sono trascorsi pi di vent'anni.
Si sa qualcosa dell'aspetto di Graffias? Un segno particolare, un dettaglio che possa permettere
di riconoscerlo?
Il ragazzo ridacchi.  una storia vecchia, che ci tramandiamo come se fosse una leggenda. I
monaci non ne parlano volentieri. Io ve l'ho raccontata perch sono un novizio, ma un anziano vi
direbbe che  stato un incidente. Nessuno vuole ammettere che un ragazzino che era poco pi di uno
schiavo  stato in grado di radere al suolo uno dei monasteri phoiniki pi grandi e importanti.
Myra abbass il capo e guard a terra. Le sembrava che in quel viaggio non avesse fatto altro
che giungere sempre a un passo dalla verit per poi vedersela sfuggire tra le mani. Graffias appariva e
scompariva davanti a lei, come uno spettro senza volto.
Ora per doveva concentrarsi sull'obiettivo pi vicino: cercare di capire se davvero possedeva
delle capacit particolari, se era lei il Liberatore.
Va bene, nessuno sa nulla su Graffias riprese Kyllen. Invece cosa puoi dirci dell'ubicazione
di Kurrah?
Passami la tua mappa disse Bayresh.
Kyllen la tir fuori e gliela porse.
Il ragazzo ci si orient molto facilmente, quindi punt il dito. Kurrah si trova qui disse
indicando un punto della zona a nordest della Phoinika. Ma credo che troverete ben poco. Ho un
amico che ci  passato durante il noviziato e dice che in piedi non  rimasto quasi niente.
Kyllen segn il punto sulla mappa e si mise a studiarla.
In due giorni di volo dovremmo farcela disse a Myra.
Lei si limit ad annuire.
Il mago sorrise al ragazzo. Ci sei stato molto utile e sei anche molto gentile.
Ho fatto solo ci che farebbe qualsiasi monaco minimizz Bayresh. Se posso darvi un
consiglio, per, non ci andate.  un brutto posto, e non c' rimasto niente da vedere.
Myra tacque ancora.
Il resto della serata lo trascorsero in silenzio, ognuno assorto nei propri pensieri. Myra sentiva
l'ossessione tornare ad afferrarla. Aver sentito pronunciare il nome di Graffias aveva rimesso tutto in
discussione. Il desiderio di vendetta era ancora forte e la tormentava in quella notte senza stelle,
spezzata a met dal fuoco che bruciava davanti a loro.
Si ritirarono presto. Myra and verso Icenwharth e, mentre si preparava per la notte, sent una
presenza alle spalle.
Ormai aveva imparato a riconoscerlo senza neppure voltarsi.
Che c', Kyllen?
Va tutto bene? Hai avuto un momento di crisi, prima.
Myra sent l'irritazione montare. Le dava fastidio quando qualcuno metteva in luce le sue
debolezze.  per via di Graffias spieg. E poi Acrab viene da qui, dall'Alcak.
Hai detto che combatti per lui e che ti ha salvato la vita.
Esatto.
Era un monaco?
Myra non seppe che rispondere. Pi di una volta Acrab aveva accennato alle sue umili origini,
ma non si era mai addentrato a raccontarle cosa avesse fatto n come fosse vissuto prima del loro
incontro nell'arena. Col tempo, lei si era abituata a credere che non avesse importanza. Non ho voglia
di parlare di lui, non ora.
Acrab  uno strano nome per un Alcako.  una parola biaswadi insistette Kyllen.
Ti ho detto che non voglio parlare di lui! ripet Myra, pi dura.
Va bene. Per c' una curiosa coincidenza. Sia Acrab sia Graffias significano "scorpione".
Myra fece un passo verso di lui. Cosa stai insinuando?
Kyllen alz le mani. Non insinuo niente.  che provenendo tutti e due dall'Alcak...
Myra scatt. Estrasse un walud e glielo mise sotto la gola. Fu cos rapida che Kyllen quasi non
ebbe tempo neppure di aver paura, ma sent solo il fuoco della lama e gemette.
Tu non sai niente di me e Acrab. Non devi neppure pronunciare il suo nome.
La fronte le si era riempita all'istante di piccole goccioline di sudore. La sua voce si era fatta
ancora pi esile e spezzata.
Kyllen sostenne il suo sguardo.
Non so niente perch tu non mi dici mai niente. Quest'uomo aleggia sulla tua vita come un
fantasma, lo citi di tanto in tanto, ma poi ti mordi la lingua e taci. Sembra che tutto ora giri intorno a
lui.
Quello che c' tra noi non si pu spiegare, tanto meno a te.
Perch? Perch sono un mago? Perch ti ho solo salvato la vita e ti sto seguendo in capo al
mondo?
Lo fai perch te l'ha detto il tuo maestro, perch vuoi sapere se sono il profeta che aspettate. 
questo che ti interessa di me. Per te sono solo uno strumento, ma per Acrab sono un compagno
d'armi.
Kyllen reag come se avesse ricevuto un colpo. Era stupito e ferito. Io non voglio neppure che
tu ci vada in quel monastero. Fosse per me torneremmo indietro... inizi, ma poi il suo volto si apr in
un sorriso triste. Non hai capito davvero niente di me.
Le afferr con forza la mano in cui stringeva il walud e riusc a liberarsi. Se ne and senza
aggiungere altro, e Myra rimase sola.
43
24-26 dicembre
L'indomani mattina Myra fu la prima a svegliarsi. La nebbia si era dissolta, ma il cielo, sulle
loro teste, era ancora plumbeo. Il bosco, tutto intorno, era silente, come un animale in attesa.
Il resto del campo si svegli pi lentamente, e tutti si misero attorno al fuoco. Cadevano piccoli
fiocchi di neve gelati, e sul fiume viaggiavano lastre di ghiaccio.
In pieno inverno gela del tutto, e si pu attraversare a piedi disse Bayresh.
Puoi consigliarci la strada migliore per arrivare a Kurrah? gli chiese Kyllen.
Seguite semplicemente il fiume rispose lui. Kurrah ne dista soltanto poche leghe. Cos non
dovrete neppure entrare nel bosco.
Ringraziarono il loro giovane ospite, e Kyllen gli fece gli auguri per la sua iniziazione, quindi
salirono sulla groppa di Icenwharth. Si alzarono in volo che la neve scendeva ancora, in un silenzio
irreale. Dall'alto, l'intero Alcak ora sembrava nient'altro che un mare grigio e bianco posato sopra un
intreccio di rami morti. In mezzo, l'Ethorak scorreva lento. Sembrava di essere precipitati in un mondo
dal quale erano stati succhiati via tutti i suoni e i colori.
A sera si fermarono di nuovo sulla riva del fiume. Il Bosco dell'Ombra, intorno a loro,
sembrava meno fitto.
Stiamo uscendo dall'Alcak... osserv Marjane.
Ne siamo gi fuori disse Kyllen. Questo  il Nord della Phoinika.
Marjane si guard attorno. Non  molto diverso dall'Alcak...
Kyllen sorrise. I confini sono sempre molto labili. Alla fine, sono solo linee immaginarie
tracciate dagli uomini. Qui vivono pochissime persone, e questo confine non l'ha mai segnato nessuno.
Ma vedrai che pi avanti il paesaggio cambier. E anche molto.
Tu sei gi stato qui?
Kyllen scosse la testa.
E allora tutte queste cose come le sai?
Ci sono tanti modi per viaggiare; puoi farlo a piedi, in nave, o a dorso di drago, come stiamo
facendo ora noi. Oppure puoi studiare; io nella mia vita ho studiato tanto.
Studiare su un libro non  la stessa cosa che andare davvero in posto osserv Marjane.
S e no. Per adesso vi sto guidando, anche se qui non ci sono mai stato... rispose Kyllen e
gett un rapido sguardo a Myra.
Bast mezza giornata di volo perch il panorama cambiasse radicalmente. I rami divennero via
via meno fitti, finch non scomparvero del tutto. Iniziarono a sorvolare dei clivi coperti da una
vegetazione bassa, fatta per lo pi di arbusti.
Questi sono i Dolci Colli spieg Kyllen, soprattutto a beneficio di Marjane.
La ragazzina si sporse. Non ci vedo niente di granch dolce...
Si riferisce al fatto che si tratta di colline non particolarmente alte. In realt  una terra
piuttosto arida. Qui vivono soprattutto di scambi commerciali col Biaswad.
Myra ricord che spesso vedeva navi salpare dalla sua terra verso la Phoinika. Fadi gliele
indicava, le raccontava dei Dolci Colli e le spiegava come quel nome fosse ingannevole. "A volte i
nomi servono soprattutto ad abbellire le cose..."
Fu al tramonto che infine videro ci che cercavano. Sotto di loro il panorama era intessuto di
colline di un colore terroso, ocra, macchiato dal bianco della neve. Non c'era soluzione di continuit tra
i clivi, che si scioglievano uno nell'altro. La vegetazione si trovava soprattutto nelle zone pi basse di
congiunzione tra le alture.
Kyllen spieg che si trattava di talisphenai, arbusti che producevano bacche colorate. Adesso 
inverno, e sembra tutto uguale, ma in primavera qui  pieno di colori. Ci sono molte variet di
talisphenai, e ognuna produce una bacca di un colore diverso. Il succo che ne viene estratto  usato per
produrre gli inchiostri impiegati dai monaci nei codici miniati.
Poi Myra scorse qualcosa innanzi a s. Il cielo stava virando verso un viola cupo, mentre altra
neve gelata cominciava a scendere, punzecchiando loro il viso con piccole punture ghiacciate. Contro
tutto quel viola si stagli d'improvviso una forma nera dai contorni frastagliati. Era in vetta a un colle
pi impervio degli altri, ma non aveva l'aspetto di una struttura naturale.
Man mano che si avvicinavano, divennero pi chiare le pareti crollate, le sagome nere di alcuni
pali e il profilo quasi intatto di una specie di torre.
Sembrava un castello distrutto.
L disse Myra, indicando. Non aggiunse altro, perch sapeva che Kyllen avrebbe capito.
Il posto  quello giusto convenne lui.
Myra spron Icenwharth, che aument la velocit. La neve li frustava. Ci misero meno di
un'ora per arrivare ai piedi della collina, ma il buio li anticip. La costruzione incombeva sopra di loro,
immensa, congiunta al colle sul quale erano atterrati tramite quello che sembrava un ponte distrutto.
Myra rimase in silenzio, immobile, a osservarla, finch non sent la presenza di Kyllen dietro di s.
Adesso non possiamo esplorarla, non c' luce a sufficienza.
Myra annu, poi guard ancora l'edificio devastato. Le tenebre si facevano sempre pi fitte,
cancellandone i contorni. Le venne istintivo, d'un tratto, avvicinarsi con la schiena al petto di Kyllen
fin quasi ad appoggiarsi a lui.
Nonostante quel che gli aveva detto la sera prima, era contenta di non essere sola.
Indugi un istante, poi si stacc e and a preparare il campo per la notte.
Myra dorm poco e male. Sentiva incombere su di s la mole immensa delle rovine di Kurrah.
Mille pensieri le riempivano la testa. La consapevolezza che l'indomani avrebbe finalmente saputo la
verit o sarebbe morta nel cercarla, quel che Bayresh aveva detto loro su Graffias e infine
l'osservazione di Kyllen sul significato del nome Acrab. Sebbene si ripetesse che non voleva dire
niente e che persino lui sembrava non avergli dato importanza, non riusciva a toglierselo dalla mente.
Ricord ancora la notte in cui erano andati a vendicarsi, il corpo inerte di Acrab tra le sue
braccia e il sapore delle labbra di lui. Era l'unico bacio che gli avesse mai dato. Ma ora sapeva che i
Munak non c'entravano niente.
Perch  si chiese di nuovo  Acrab non l'aveva capito? Perch non si era imbattuto anche lui
nel nome di Graffias? E perch Graffias non era pi stato in grado di trovarla? Erano passati anni dalla
morte di Fadi, e s, lei dopo aveva vissuto con Acrab, protetta da lui, ma prima c'era stato un lungo
periodo in cui aveva vagato da sola per il Dominio.
Sarebbe stata una facile preda. Invece, Graffias non l'aveva presa.
Ora tutto le sembrava confuso, incomprensibile. O forse era la tensione che le impediva di
vedere la linearit degli eventi e come si univano tra loro.
"Domani sapr" pens, e forse la voragine che continuava a sentirsi nel petto si sarebbe chiusa.
Ma aveva anche paura. Della morte, di gettare via la sua vita per niente, se non era il Liberatore, se
toccare la spada l'avrebbe uccisa. E infine di ci che avrebbe scoperto, della verit.
"E come fai a essere certa che la verit ti aiuter? La verit non ha un valore in s, a volte porta
al bene, ma a volte al male" aveva detto Eileenna.
Myra continuava a rigirarsi nel suo mantello, sempre appoggiata al ventre enorme e caldo di
Icenwharth. Poi sent la sua coda avvicinarsi e circondarla delicatamente. Si ritrov stretta in quello che
sembrava una specie di abbraccio. Affond il volto tra le sue squame e godette del suo calore. Lasci
che fosse il suo respiro pesante a cullarla e piano permise ai pensieri di andarsene, a uno a uno,
concentrandosi solo sul ritmo del cuore del suo drago. Una calma strana le scese nel petto. Doveva solo
aspettare.
Alla fine, in ogni caso, avrebbe saputo la verit.
All'alba aveva smesso di nevicare, ma una coltre bianca copriva ogni cosa. Il silenzio
continuava a essere perfetto.
Questa volta era stato Kyllen a svegliarsi per primo, e Myra lo raggiunse solo dopo un po'. Le
sembrava di aver dormito pochissimo: anche quando si era assopita, il sonno era stato superficiale e
interrotto. Si sedette accanto a lui, e i due rimasero immobili per un po'.
Poi Kyllen la guard. Sei davvero sicura di voler andare?
Lei sussult appena. Le idee ripresero a farsi confuse, accavallandosi nella sua testa.
Scosse il capo. Ti ho gi spiegato che...
Kyllen la ferm. Ma ora siamo qui, ed  diverso.
Lei si prese un istante. Non lo . Ho ancora bisogno di sapere. Parlare le costava un'enorme
fatica; la sua voce era poco pi di un filo sottile e lacero. Le sembrava di essere tornata ai tempi prima
di Acrab, quando era stata muta.
Kyllen guard le rovine di Kurrah, davanti a loro. Io sar con te. E se qualcosa non va, ritirati
e basta.
Myra sent uno strano calore nel petto. Star attenta gli disse con un debole sorriso. Ma
adesso muoviamoci. Non ne posso pi di aspettare.
Alla luce del giorno, la mole di Kurrah sembrava ancora pi spaventosa. Era un'ampia
costruzione in legno, per gran parte annerita. L'incendio doveva essere stato violentissimo, il fuoco
aveva divorato intere porzioni dell'edificio.
Prima, per, doveva essere stato un luogo magnifico. A tratti si vedeva ancora parte dei fregi,
realizzati intagliando con perizia il legno. E si distinguevano diverse sfumature, che creavano un
delicato gioco di colori.
Alla base, alcuni altissimi pali facevano intuire che dovesse trattarsi di una struttura
incredibilmente slanciata e alta. Una torre era stata tranciata a met dal fuoco, ma ancora si scorgeva
l'intrico di finestre che ne foravano le pareti. Una, invece, era pressoch intatta; alta almeno quaranta
braccia, era sottile e decorata, a partire da met altezza, da precisissimi fregi geometrici. A terra,
frammenti mezzi bruciati facevano supporre l'esistenza di altre torri del genere.
Myra si avvicin piano al ponte. Era anch'esso di legno, tenuto su da una singola corda, l'unica
che avesse resistito alla forza del fuoco. Le tavole pendevano cigolando piano nel debole vento che
spirava quella mattina.
Marjane avanz lentamente, il pugnale stretto in mano.
Myra le fece cenno di aspettare. Vado avanti io sussurr.
Forse posso essere d'aiuto disse Kyllen. Parte dell'altra corda pendeva ancora da un palo
conficcato accanto a loro.
Kyllen la prese in mano, si concentr, e le Porte del Sangue si accesero. Ma non accadde niente.
Il mago parve stupito, riprov, ma senza alcun risultato.
Che succede? chiese Marjane.
Non funziona...
Cosa?
La mia magia...
Kyllen guard Myra.
Lei avvert un fremito, un presentimento. Ci arrampicheremo sulla corda ancora intatta disse
secca, e cos fecero.
Per lei fu semplice: era agile e allenata. Kyllen e Marjane, invece, ebbero maggiori difficolt.
Nell'ultimo tratto, Marjane sembr bloccarsi. Myra le si mise accanto per sostenerla, ma lei
rifiut l'aiuto. Ce la faccio.
In breve, comunque, riuscirono a passare il ponte.
Innanzi a loro si apriva un ampio arco di legno a sesto acuto. Ne restava in piedi solo
l'architrave, lungo il quale erano intagliati sia motivi decorativi sia lettere. La scrittura era phoinika, e
neppure Kyllen fu in grado di leggerla.
Oltre, macerie.
Le grandi porte in bronzo giacevano divelte a terra, in parte fuse. Il calore sviluppato
dall'incendio doveva essere stato davvero spaventoso. Fecero qualche passo e si trovarono in quello
che probabilmente era stato l'atrio d'ingresso del monastero. Il pavimento era coperto di cenere
mescolata a neve. Il tetto era sfondato, pali di legno si ergevano ovunque, mentre una scala curva si
alzava da terra per quattro scalini, prima di interrompersi sul nulla. In un angolo, poco discosto dalla
porta, biancheggiava qualcosa.
Marjane, incuriosita, fece per andare a vedere. Myra la prese per una spalla. No!
Quelle erano ossa sbiancate dal fuoco, con ogni probabilit appartenute ai monaci che l dentro
erano vissuti ed erano morti. Dovette capirlo anche la ragazzina, perch si port le mani alla bocca.
Puoi restare all'ingresso, se vuoi le disse Kyllen avvicinandosi. Ma Marjane deglut, guard
entrambi e scosse la testa. Strinse pi forte la presa sul pugnale.
Si mossero per l'atrio, cercando una direzione da seguire. Le pareti erano in piedi solo fino a un
braccio o meno d'altezza, e di conseguenza la pianta di quel luogo era indecifrabile. C'erano altre scale
che non conducevano da nessuna parte e porte aperte sul vuoto.
I tre si spostavano in silenzio, consapevoli di stare attraversando una tomba. Le ossa, altre ossa,
spuntavano ovunque, pi che altro come candidi frammenti sbiancati dal fuoco, ma c'erano anche
teschi interi, che osservavano il loro passaggio dalle orbite vuote.
Ma ci che pi abbondava, tra i resti di quel luogo, erano le pagine e le pergamene. Non era
andata distrutta solo la vita dei monaci, ma anche il loro lavoro. Continuando la perlustrazione, finirono
in una sala coperta da cenere finissima, dalla quale spuntavano costole di libri, rilegature che non
contenevano pi alcuna pagina e fogli sparsi, alcuni incredibilmente ben conservati.
Kyllen raccolse da terra un codice minato meraviglioso; solo la parte inferiore era annerita,
mentre quella superiore manteneva intatti gli straordinari colori della decorazione. Lo guardava come si
fa con le reliquie, e pure Myra, che aveva la mente occupata da ben altro, rimase impressionata.
Cos'? chiese piano.
Un libro di storia, credo...  scritto in phoiniko, ne conosco solo poche parole.
Kyllen lo mise nella propria bisaccia, poi continu a frugare. Quella stanza doveva essere stata
una biblioteca, e per un istante Myra sent la testa girarle al pensiero di quanti libri dovevano essere
andati in fumo. Aveva ascoltato il racconto di Bayresh con un certo distacco, ma ora che visitava quel
posto perduto comprendeva la malvagit di quanto accaduto tra quelle mura.
Sent i brividi scenderle gi per le braccia; era stato Graffias, quell'uomo misterioso che
sembrava spandere male ovunque andasse.
Andiamo disse.
Continuarono a vagare senza capire dove si trovassero, il cielo bianco sopra le loro teste e nulla
per orientarsi. Myra sentiva l'inquietudine crescere, come se ci che aveva distrutto il monastero fosse
sopravvissuto nel tempo permeando l'aria di una specie di veleno.
Doveva trovare la spada in fretta e andarsene.
Poco dopo, Marjane le fece un cenno. L indic. Era una scala miracolosamente intatta, in
pietra, che conduceva sotto terra.
Myra la infil senza farsi domande e, per la prima volta da quando avevano messo piede l
dentro, si ritrovarono in un ambiente chiuso. Era scavato direttamente nella fragile arenaria di quella
collina e sembrava quasi una caverna naturale, se non fosse stato per il pavimento composto da un
mosaico di tessere coloratissime, che disegnavano un fregio geometrico simile a quelli che si trovavano
sulla torre ancora intatta.
Al centro, c'era un altare in marmo; la base era candida, e da essa si dipartivano quattro sottili
colonnine nere. Dovevano essere in origine lucidissime, ma adesso erano offuscate da uno spesso strato
di cenere. Racchiuso nel loro perimetro c'era un cuscino, anch'esso coperto da un velo grigio.
Sopra, la spada. Phylaitek.
Era esattamente come nell'immagine che avevano visto sul libro di Eileenna; la cenere non
sembrava averla toccata, e brillava di una luce innaturale. Lungo la lama correva un intarsio di un
materiale viola. Sembrava che fosse appena stata lucidata, come se fosse uscita da poco dalla forgia.
Era l'unico oggetto intonso in quel luogo abbandonato.
Marjane si avvicin. Si direbbe una spada come tante...
Myra la scost dolcemente e rimase da sola davanti alla spada. Ne percep subito il potere e
comprese che era davvero il momento che aveva atteso per tutto quel tempo. Davanti a lei c'era la
verit, o la fine. Avrebbe saputo o sarebbe morta; in ogni caso, non ci sarebbe stato ritorno.
Myra... disse Kyllen piano, dietro di lei.
In quel momento Myra fece un lunghissimo respiro, poi allung la mano.
La sent immediatamente, la forza con cui la spada la chiamava, e cap di essere ormai stata
catturata.
Le dita avvolsero l'elsa e infine si strinsero sul suo freddo acciaio.
E fu allora che il mondo esplose.
44
Metalia, diciotto anni prima
La casa, alla periferia di Leucania, era immersa nel caos pi totale. Le fiamme iniziavano a
innalzarsi, e il fumo avvolgeva ogni cosa e prendeva alla gola. Riuscire anche solo a orientarsi era
un'impresa. Ma Graffias procedeva senza esitazioni, lui e la sua spada.
Era lavoro, e doveva portarlo a termine se voleva ricevere la paga. Abbatteva senza scrupoli
chiunque si parasse sul suo cammino, la mente volta solo all'obiettivo finale.
"Chi ammazza Rubellis si prende la taglia di duemila sterls" aveva detto il capo, e lui ne aveva
un bisogno assoluto. Era stanco di combattere sotto gli ordini di qualcun altro, era tempo di mettersi in
proprio, e quei soldi glielo avrebbero finalmente permesso.
Atterr con un unico colpo una guardia che gli si era parata davanti, e lo stesso fece con uno
schiavo che si trovava nel posto sbagliato al momento sbagliato. Continu ad avanzare, guidato dalla
lucida certezza che il suo era un sogno sanguinoso e che lui, quel sangue, era pronto a versarlo.
Vide la porta in fondo al cortile. Era sprangata. Doveva essere l, assieme a un nutrito gruppo di
guardie. Per Graffias non era un problema. Prese alcune sfere metalliche dalla sua bisaccia, quindi le
lanci con forza contro la porta, che esplose in mille pezzi. Poi si gett dentro quasi alla cieca e inizi a
colpire senza preoccuparsi di chi fossero le vittime. Non aveva tempo.
D'un tratto, per, la sua lama venne intercettata da un'arma di acciaio rosso.
"Che stai facendo?"
Graffias sorrise feroce. "Mi guadagno il pane."
"Sono schiavi" disse l'altro indicandoli con i suoi walud.
Graffias si guard attorno. Ai suoi piedi, in effetti, c'erano solo Thyrren. Imprec. "E lui
dov'?"
L'altro scosse la testa; era un guerriero biaswadi alto e magro, la pelle nera come la notte. Era
armato con due walud rossi, unici nel loro genere. Non solo erano in grado di tagliare qualunque cosa,
ma l'acciaio astoriano di cui erano fatti covava un qualche fuoco interno, e dunque bruciavano la carne.
"Lo devo trovare" disse Graffias.
Poi sentirono un lamento, diverso da qualsiasi altro avessero udito fino a quel momento. Fadi,
l'uomo dalla pelle nera come la notte, lo blocc mettendogli una mano sul petto e avanz nello
stanzone, facendosi strada tra il fumo.
In fondo, appoggiata al muro e terrorizzata, c'era una donna. Era una schiava thyrren, il cranio
pelato che luccicava di sudore, cos come la sua pelle. Indossava il torquis, una casacca sformata, ed
era incinta. Si teneva la pancia e mugolava piano.
Fadi rispose a un istinto primordiale e, senza pensare, si chin su di lei. La donna era
giovanissima, forse non aveva neppure vent'anni, e si rannicchi, ancora pi spaventata. "Non ti faccio
niente, sta' calma" le disse lui in un thyrren quasi perfetto.
Lei lo guard stupita, poi riprese a lamentarsi. "Sta nascendo..." disse disperata "aiutami..."
Fadi sent il panico salire. Era un mercenario, aveva compiuto azioni di qualunque genere, ma
in tutti quegli anni aveva cercato di mantenere una certa integrit, anche nel suo lavoro infame. E non
se la sentiva di lasciare l una ragazza incinta, in mezzo alla morte e alle fiamme. Ma un parto era
qualcosa con cui non aveva mai avuto a che fare.
Si gir e incroci lo sguardo affilato e freddo di Graffias.
"Dammi una mano."
"Sei pazzo? Ancora non abbiamo trovato Rubellis, e qui dentro  un inferno; piuttosto aiutami
tu, e spartiamo la taglia."
"Non possiamo abbandonarla qui."
Graffias guard la ragazza. "Sta male,  condannata."
" condannata se la lasciamo!" url Fadi.
Graffias lo fiss per un istante, poi si avvicin. "Mi devi dei soldi, per questo" disse mentre
prendeva rudemente un braccio della ragazza e se lo metteva intorno al collo.
Fadi l'afferr per l'altro braccio. "Sei peggio di un animale."
"Il Dominio  una posto da bestie" rispose lui.
Si trascinarono fuori. La situazione, nei pochi minuti che avevano speso nella stanza, era
precipitata. Le fiamme avevano invaso tutta la casa, e il fumo acre saturava lo spazio, tagliando il
respiro in gola.
Graffias imprec di nuovo; era sempre pi chiaro che se ne dovevano andare, e al pi presto.
Ma Fadi strinse pi forte il braccio della ragazza. "Avrai cento... duecento sterls se mi aiuti."
"Spiccioli" pens Graffias. Ma se la possibilit di prendere la taglia sulla testa di Rubellis era
sfumata, erano comunque buoni per la sua causa.
Attraversarono di corsa il cortile centrale della casa in fiamme, tenendosi bassi per cercare di
respirare. Il calore generato dall'incendio era intollerabile. Il corpo della ragazza, sotto la loro presa, si
irrigidiva ritmicamente. Le gambe non la sorreggevano e, per quanto tentasse di mettersi in piedi e
camminare, non poteva fare a meno di lasciarsi trascinare.
Fadi si affid completamente a Graffias. Aveva una memoria prodigiosa ed era certo avesse
fissato il percorso che avevano fatto all'andata. E infatti era cos: l'uomo li condusse con sicurezza
verso l'uscita. Buttarono gi il portone con un calcio, mentre la ragazza continuava a urlare disperata, e
corsero fuori, tra i campi che circondavano la villa.
Camminarono tra i filari di alberi da frutta finch riuscirono, poi la ragazza non fu pi in grado
di proseguire in alcun modo, e si accasci.
Fadi le appoggi la schiena contro il tronco di un albero e la guard. Era una notte di mezza
luna, ma anche sotto quella luce flebile vedeva che era pallidissima. "Andr tutto bene, non ti
preoccupare" disse in thyrren, poi si volt verso Graffias. L'uomo se ne stava in piedi e osservava
impassibile.
"Tu sai cosa le succede?" gli chiese.
"Deve esserci qualche problema con il bambino."
"E allora, aiutala!"
Graffias si inginocchi e tocc il ventre della ragazza. "Come pensavo. Il bambino non si 
girato."
La ragazza li guardava spaventata e confusa. Tra loro parlavano albonita, e lei sembrava non
capirli.
"Puoi fare qualcosa?" chiese Fadi.
"Posso provarci, ma non sono un curatore n un mago. E poi..."
" poco pi di una bambina lei stessa, ed  in pericolo. Cosa c' da riflettere?"
" una schiava, suo figlio sar uno schiavo, e adesso sono anche senza padrone. Stiamo
perdendo tempo utile per tornare al campo e prenderci quanto ci  dovuto." Non avrebbero avuto la
taglia, ma restava pur sempre la paga che spettava loro come mercenari.
"Dimmi cosa devo fare e lo faccio io."
Graffias fece una smorfia irritata, quindi mise di nuovo le mani sul ventre della ragazza. "Te
l'hanno mai detto che il tuo buon cuore ti porter alla tomba?"
"Preferisco morire e avercelo, un cuore, piuttosto che vivere senza" rispose tagliente Fadi.
Graffias non ribatt, ma guard di nuovo la ragazza. "Sentirai molto dolore" le disse in un
thyrren del tutto privo di accento. "Resisti."
Fadi le porse un pezzo di legno da mettere tra i denti e le accarezz la fronte.
"Andr tutto bene" le ripet "ci sono io, d'accordo? Durer un attimo."
Graffias cerc di operare il pi rapidamente possibile, manipolando il ventre in maniera tale che
il bambino potesse girarsi, ma gli occorsero comunque parecchi minuti e dovette agire con forza. La
donna strinse con violenza il legno in bocca, che soffoc le sue urla. Graffias intanto proseguiva
imperterrito, ma Fadi vide che anche la sua fronte era imperlata di sudore, e che negli occhi aveva un
velo di timore. Non era poi del tutto privo d'anima, come aveva pensato.
Un altro urlo, e Graffias sollev le mani.
"Si  girato?" chiese Fadi.
Graffias annu. "S. Ma non credo che lei possa partorire da sola."
"Non puoi lasciarla adesso."
Graffias lo guard serio. "Non so se ce la far."
"E se non fai nulla?"
"Morir di certo."
I due si guardarono.
Graffias torn a chinarsi sulla ragazza. Lei si dimen, lasci cadere dalla bocca il pezzo di legno
e le sue urla si alzarono nella notte.
Poi un ultimo grido, e il neonato sgusci fuori dal suo corpo.
Fu Graffias a raccoglierlo; era una bambina, piccola ed esile, che inizi subito a piangere in
modo roco e rabbioso. Graffias accenn un sorriso e pens che quello era il pianto di una piccola
guerriera.
Le tagli il cordone ombelicale e le vers in testa parte dell'acqua della borraccia che Fadi gli
pass. La piccola continuava a piangere di rabbia e di tanto in tanto posava su di lui uno sguardo di
fuoco: le sue iridi erano rosse come il sangue. La sua testa, invece, era coperta da una fitta peluria di
capelli candidi.
Graffias rimase immobile, la bimba tra le mani. Non riusciva a smettere di guardarla.
"Dammela." Fadi lo riscosse e gli prese delicatamente la bimba dalle mani. L'avvolse nel
mantello, quindi la porse alla madre.
La ragazza era debolissima, gli occhi semichiusi, e respirava a fatica. Prese comunque la
piccola, la strinse al petto e lasci che le cercasse il seno. In quel momento riusc a sorridere.
" peggiorata..." disse Fadi, ma Graffias la stava gi esaminando.
"C' un'emorragia."
"Riesci ad arrestarla?"
"Non qui, non senza gli strumenti adatti..."
Graffias non termin la frase. Lui e Fadi rimasero in silenzio, accanto alla donna con gli occhi
chiusi. Respirava sempre pi piano, ma continuava a sorridere mentre allattava la piccola.
A un certo punto riapr gli occhi e guard Fadi; si fece seria. "Salvala" disse soltanto.
Poi torn a immergersi nel quieto torpore che se la stava portando via. Poco prima dell'alba
mor.
"Dobbiamo cercare una balia, prima di tutto. E poi qualcuno che la prenda con s. Ha i capelli
bianchi, magari la scambieranno per un'Albonita" disse Fadi mentre cullava la neonata. Ne era
completamente rapito; era piccolissima e perfetta, e dormiva tra le sue braccia senza mostrare neppure
un'ombra di paura. Una minuscola combattente venuta al mondo tra le fiamme e il sangue.
Graffias si era preso cura della madre. Aveva scavato una buca sotto l'albero e l'aveva adagiata
dentro. Era primavera, e nonostante il consueto freddo gli alberi erano fioriti. Cos Graffias aveva
strappato un ramo carico di piccoli fiori rosa. Glielo aveva adagiato tra le mani e poi aveva coperto la
tomba. Fadi l'aveva osservato in silenzio. Di quell'uomo conosceva solo la spietatezza e la forza; gli
aveva visto fare cose inenarrabili, eppure era capace anche di piet e gentilezza. Non riusciva a
spiegarselo.
Ma adesso Graffias era accanto a lui e sembrava tornato quello di sempre. "La bambina ha gli
occhi rossi;  evidente che  una mezzosangue, probabilmente il frutto di uno stupro."
"Tu cosa proponi?"
Graffias aveva preso un altro pezzo di legno e aveva iniziato a intagliarlo. "Come dici tu,
cerchiamo una balia. Per la bambina la teniamo con noi."
Fadi lo fiss incredulo. "Hai perso la testa?"
Graffias volse su di lui uno sguardo sicuro. No, non aveva affatto perso la testa; aveva un piano.
"Non hai visto come piangeva, appena nata? Non l'hai sentita, la sua rabbia?  una piccola
combattente."
Graffias guard la bambina, e nella sua espressione Fadi colse un'ombra di tenerezza, ma anche
una sorta di cupidigia che non era in grado di comprendere.
Poi l'uomo alz di nuovo gli occhi su di lui. "Lo sai quanti bambini sopravvivono dopo ci che
ho fatto alla madre per favorire il parto? Pochissimi, quasi nessuno. Invece lei  qui..."
"Io e te non possiamo crescerla."
"E chi lo dice? Ha solo bisogno di latte per i primi cinque, sei mesi di vita. Baster trovare una
donna col seno gonfio."
"Siamo mercenari" insistette Fadi.
"Io voglio lasciare."
Fadi continuava a guardarlo senza capire. "Hai qualcosa in mente. Non volevi neppure salvarla,
la ragazza."
"Ho cambiato idea."
"Cos'ha questa bambina? Perch ti interessa?"
Graffias scatt in piedi, poi piant il pezzo di legno che aveva in mano sulla fossa in cui aveva
deposto la donna. Sopra vi aveva inciso dei fiori: una povera lapide per una povera tomba. "Sei con me
o no?"
Fadi spost lo sguardo verso lo spicchio di luna. Non riusciva a decidersi. Graffias sapeva molte
cose, e non dubitava che sarebbe stato in grado anche di crescere una neonata. Ma aveva imparato che
quell'uomo non faceva mai nulla per nulla. Non si trattava solo della sua crudelt, del modo spietato
con cui perseguiva i propri obiettivi; era un tipo pericoloso perch la sua determinazione era glaciale e
impossibile da spezzare. E tutto quanto faceva rientrava in un piano di qualche tipo, che lui non
riusciva a comprendere.
Si avvi senza rispondere, la bimba in braccio. "Al campo ci aspetta la ricompensa" disse
soltanto.
Graffias annu soddisfatto. E lo segu.
Lo incontrarono poco fuori dall'accampamento. Avanzava zoppicando, coperto di fuliggine.
Curros, un loro commilitone. Anche lui aveva partecipato all'assalto. Portava a tracolla una bisaccia
sporca di sangue, all'interno della quale doveva esserci un oggetto piuttosto pesante. Istintivamente, la
strinse a s non appena li vide ma rivolse loro un sorriso di circostanza.
Fadi mise dietro la schiena la propria sacca, nella quale aveva adagiato la piccola.
Graffias invece si fece avanti. "Ti sei perso anche tu?" gli chiese.
Curros rispose abbassando il capo e ridacchiando nervoso. "Ci siamo persi un po' tutti. Dentro
quella casa a un certo punto non ci si capiva pi nulla."
Graffias guard la bisaccia. "Ti sei portato via un trofeo?"
Curros scroll le spalle. "Una piccola ricompensa" tagli corto. Poi si rimise in cammino.
Tutto accadde in pochi attimi. Graffias lo afferr per un braccio, lo trasse a s e con un solo
movimento gli tagli la gola con la spada.
Il corpo di Curros cadde al suolo senza un lamento.
Fadi, preso alla sprovvista, sussult svegliando la piccola, che inizi a piangere. "Che hai
fatto?" url mentre cercava di prelevare la neonata dalla bisaccia per calmarla.
Graffias lo ignor. Prese il tascapane di Curros, lo apr e tir fuori ci che conteneva: una testa
circondata da riccioli castani, il volto deformato da un'espressione di dolore e terrore. Rubellis; Curros
l'aveva trovato e ucciso e si stava apprestando a riscuotere la ricompensa.
La mostr a Fadi. "Mi prendo i miei duemila sterls" disse gelido, quindi infil di nuovo la testa
nella sacca.
Poi si avvicin alla piccola, che Fadi stava ancora cullando.
L'uomo si ritrasse istintivamente, e Graffias gli indirizz uno sguardo carico di minaccia. "Non
metterti in mezzo, Fadi. Limitati a fare ci che ci siamo detti."
E cos fecero. Graffias riscosse la taglia che si era guadagnato col tradimento e annunci che
quello era stato l'ultimo incarico per la compagnia e che da l in poi avrebbe lavorato da solo. Fadi si
fece pagare, poi si riun con lui. Assieme andarono in citt, dove fu Graffias a mettere i soldi per una
balia.
" una bimba davvero bella e particolare" disse la donna mentre la piccola si attaccava
avidamente al suo seno. "Da dove viene?"
"La madre  morta" rispose laconicamente Graffias e non aggiunse altro.
Fadi not che non riusciva a staccare lo sguardo dalla neonata, che la fissava intensamente,
ancora con quella bramosia che gli aveva gi visto negli occhi.
Cenarono in una locanda, e stavolta tocc a Fadi offrire. Pagarono anche per una stanza al piano
superiore, dove si ritirarono la sera.
"Da domani inizier a mettere su la mia compagnia di mercenari" spieg Graffias prima di
addormentarsi. "Tu sarai dei nostri?"
Fadi era sdraiato a terra e guardava il soffitto. Sembrava pensare ad altro, ma annu.
Graffias sorrise. "Io ho in mente grandi cose, Fadi. Non mi fermer qui, io voglio tutto. E tu
sarai l al mio fianco."
Era un discorso che Graffias ripeteva spesso, ma senza mai scendere in dettagli. Solo qualche
volta aveva accennato a un Dominio pi giusto e all'abbattimento della schiavit. A Fadi non era mai
sembrato un tipo interessato alla giustizia, ma certamente non dubitava della sua sconfinata ambizione.
Annu ancora, distrattamente.
"E anche lei sar parte di tutto questo" disse Graffias accarezzando piano la guancia della
neonata. Dopo aver mangiato, dormiva beata in mezzo a loro, fragile e forte al tempo stesso.
Quindi Graffias si coric. Avvertiva nel petto una strana sensazione di sicurezza. Tutto stava
andando secondo i suoi piani; finalmente poteva smettere di seguire gli ordini di altri ed era pronto a
realizzare quanto aveva pianificato in quegli anni di obbedienza e di buio. E ora, anche la fortuna di
quella bambina. Se avesse creduto agli di, avrebbe pensato che era un segno. Oppure poteva
significare che la buona sorte era dalla sua. Ma in fondo erano tutte superstizioni.
No, era solo un'occasione. E lui l'avrebbe sfruttata al meglio.
Fu nel mezzo della notte che si svegli. La balia li aveva avvertiti che la bambina avrebbe avuto
ancora fame, e per questo si erano procurati del latte di capra, per ogni evenienza. Forse fu quello a
svegliarlo, o l'ombra di un presentimento.
Apr gli occhi sul soffitto della locanda e attorno sent solo silenzio.
Si gir di scatto, ma dentro di s sapeva gi la verit. Si rimprover con rabbia per non aver
saputo prevenire ci che sarebbe accaduto. Fadi aveva il cuore tenero, ma non era uno stupido, e le
domande che gli aveva posto quel giorno lo dimostravano. Ma era certo che avesse paura di lui e che
non avrebbe preso iniziative. Era un uomo privo di ambizioni, che si lasciava guidare dagli eventi.
E invece...
Come gi aveva intuito non c'era traccia n di Fadi n della piccola. Si guard freneticamente
attorno nella stanza, cercando qualche indizio che gli suggerisse dove fossero finiti. Ma non c'era nulla.
Il Rewadir era letteralmente scomparso: lui e tutto quanto serviva alla bambina. Quando se n'era
andato? Impossibile dirlo. Gliel'aveva portata via da sotto il naso.
Graffias strinse i pugni.
Fino a qualche ora prima non era stato del tutto sicuro che la bimba fosse ci che credeva; in fin
dei conti, la profezia era frammentaria, e quello che ne conosceva si poteva adattare a molti altri
bambini.
Ma adesso che gliel'avevano sottratta avvertiva qualcosa di potente nel petto. Sentiva che era
lei quella giusta.
Era lei che sarebbe diventata il Liberatore.
And alla finestra e si affacci sulla calma quieta di una Leucania dormiente. Avrebbe fatto le
ricerche necessarie per avere la certezza che la bambina fosse chi pensava e per ritrovarla.
"Lei  mia, a da me torner" sussurr.
45
26 dicembre
Intorno a Myra tutto era bianco. Solo bianco.
Ma non era luce, era il vuoto, l'assenza di qualsiasi cosa: non c'erano n suoni n odori, e non
percepiva neppure lo spazio.
Era nel nulla.
Il monastero in rovina era scomparso, e pure Kyllen e Marjane. Non c'era pi nemmeno la
stanza sotterranea dove si trovava la spada. Era come se d'improvviso lei fosse stata trasportata in un
altrove che non comprendeva.
Pens di essere morta. L'aveva scoperta, la verit: non c'era niente di speciale in lei, e tanto
Tallia quanto suo padre erano stati uccisi inutilmente.
Il suo corpo, per, percepiva qualcosa con assoluta chiarezza. I muscoli tesi, il cuore che
martellava impazzito contro il petto, le mani che d'istinto si erano strette sui walud.
Li sguain, e disegnarono archi rossi sul bianco. Rimase in attesa, perch era certa che stesse
per succedere qualcosa. Sebbene persino il tempo le sembrasse sospeso, l dentro, il suo istinto di
guerriera coglieva un senso d'attesa, che in passato era sempre stato il preludio della battaglia.
And definendosi piano, come disegnato dal bianco stesso che la circondava. Prima fu solo una
macchia appena pi scura, tanto che Myra credette fosse un inganno dei suoi occhi, che si stavano a
poco a poco abituando a tutto quel candore. La macchia per crebbe, e continu a crescere, segno che
le si stava avvicinando. Myra strinse la presa sulle sue armi e aspett. Poi fu abbastanza vicina  anche
se non poteva dire quanto, visto che in quel nulla non c'erano punti di riferimento  e allora finalmente
riusc a capire di cosa si trattava.
Era un essere diafano, scolpito nella luce stessa. Se ne vedevano solo i contorni viola pallido,
cangianti a seconda di come si muoveva. Aveva occhi grandi, verdissimi, l'unica vera chiazza di colore
nel suo corpo appena distinguibile, e un volto da bambino, attorno al quale ricadevano ciocche di
capelli violacee come l'intarsio che decorava la spada. Era a torso nudo, e il torace era magro, con
muscoli appena accennati. Le gambe erano coperte da un largo tessuto drappeggiato, stretto in vita e
alle caviglie. I piedi erano nudi.
A Myra ricord Marjane: lo stesso corpo sospeso tra infanzia e adolescenza, le stesse membra
sottili e fragili. Con una fitta di dolore si chiese dove fosse e cosa fosse accaduto al resto del monastero.
Lei e Kyllen stavano bene? Si era affezionata a loro, era inutile continuare a dissimulare quel
sentimento. Ma ora non poteva pensarci. Tutto in lei era concentrato su quell'incontro. In qualche
modo sapeva che stava attendendo quel momento da tutta la vita.
Ma perch?
L'essere avanz ancora verso di lei e infine si ferm. Tra le mani teneva stretta Phylaitek, la
spada che avevano trovato nella stanza sotterranea e che Myra aveva toccato. Era la sola cosa in lui che
sembrasse solida e consistente; l'acciaio risplendeva di riflessi impossibili, l'intarsio viola aveva un
colore cos intenso che quasi feriva gli occhi e la scritta sulla lama era chiaramente leggibile.
Myra improvvisamente era in grado di tradurla.
"Del sangue avr il colore, della neve avr il candore" diceva. E lei pens subito ai suoi occhi e
ai suoi capelli. Del resto il suo nome non significava "sangue"?
L'essere non sembrava minaccioso. Teneva la spada lungo il fianco, e la sua presa sull'elsa
pareva quasi indolente. La guardava con un sorriso vago e triste in volto. Era un elementale, Myra lo
sapeva. Non ne aveva mai visti di simili, n di cos grandi  era alto quasi quanto lei  ma non poteva
essere altro.
Dove siamo? gli chiese e si stup che la sua voce risuonasse forte e chiara, non pi lacerata;
era la voce di una ragazza, con delle note persino melodiose. Myra non la riconobbe e si port una
mano alla gola, confusa. Davanti a lei, l'elementale continuava a guardarla con quella stessa
espressione indecifrabile in volto.
Sono morta? gli chiese, ma conosceva gi la risposta. Era viva; altrove, ma viva.
Ma non era ancora salva.
L'elementale continuava a guardarla senza dirle niente.
Sono qui per una ragione sola dichiar Myra. Dieci anni fa mio padre fu ucciso da un
gruppo di uomini. Quello che credevo su quell'omicidio si  rivelato falso, e tutto sembra essere legato
a me e a ci che sono. Adesso voglio la verit. Una maga mi ha detto di venire in questo luogo, che tu
avresti potuto rivelarmela. Sono io il Liberatore?
L'elementale rimase immobile.
Myra cominci a sentire la disperazione crescerle dentro, e con essa la rabbia. Sono io il
Liberatore? ripet in tono pi duro.
Accadde cos rapidamente che non se ne rese conto. Con un movimento impossibile per un
essere umano, l'elementale le si par davanti, a un nulla dalla sua faccia, la spada che cercava la sua
gola. Lei d'istinto salt all'indietro, ma non riusc a evitare del tutto l'assalto, e Phylaitek le disegn un
ampio taglio sul corpetto, appena sopra il seno. L'acciaio era cos affilato che penetr il cuoio e le
graffi la pelle.
Myra guard l'elementale con occhi sgranati, ma lui scart di lato, sempre rapidissimo, sempre
imprendibile. Lei mosse i walud cercando di proteggersi, ma fu solo per caso che riusc a intercettare la
spada. Un istante, e l'essere apparve dall'altro lato. Tir un altro fendente e la colp alla coscia.
Stavolta la lama penetr pi a fondo, e Myra url di dolore. Fece una capriola, cercando di
portarsi fuori dalla traiettoria degli attacchi, ma si ritrov l'elementale alle spalle. La sua lama le pass
a un nulla dalla testa. Lei rotol di lato, ancora, e ancora, mentre la spada continuava a sfiorarla.
L'elementale era inarrestabile. Non poteva essere paragonato a nessuno degli avversari con cui aveva
combattuto. La sua velocit e la sua precisione andavano oltre le leggi della natura. Era impossibile che
potesse muoversi in quel modo.
Myra continu a schivare e a spostarsi. Poteva farlo all'infinito, perch in quel vuoto non
c'erano limiti o confini. Ma non avrebbe resistito ancora a lungo. Si stava sfinendo e provava dolore:
tutto nel suo corpo funzionava come se si trovasse nel mondo reale. L'elementale invece non sembrava
stancarsi mai e veniva avanti senza muovere neppure un muscolo del viso.
Myra azzard: con l'ultima capriola prov a calciarlo. Come temeva, il suo stivale non incontr
la resistenza della carne, ma spazz semplicemente l'aria. Eppure, in qualche modo, il colpo and a
segno, perch la figura dell'elementale si dissolse.
Per alcuni istanti lei rimase sola. Si chiese se quell'attacco fosse stato sufficiente e lo sper con
tutta se stessa.
Ma l'elementale riapparve, poco oltre, immobile e con la spada lungo il fianco. L'unico
cambiamento era che ora c'era qualcos'altro di consistente in lui, oltre alla sua arma. Al centro dei
grandi occhi da bambino, sulla fronte, c'era una gemma, anch'essa di un viola acceso, che sembrava
fatta di solida pietra.
Myra concentr lo sguardo su di essa. Sent chiaramente che era l che doveva colpire.
L'elementale la fiss con lo stesso sorriso triste sulla bocca. Poi, pi veloce di prima, le si
lanci contro. Ora i suoi attacchi erano furiosi, quasi impossibili da vedere. Myra cercava di pararli, ma
la rapidit di quei movimenti era troppo per lei, e molti assalti dell'elementale finivano per ferirla. Si
stava fiaccando sempre pi. E presto non avrebbe avuto pi forze.
Era un guerriero, non poteva arrendersi cos.
Allora, reag.
Si sottrasse con una rotazione, salt di nuovo all'indietro compiendo un cerchio perfetto e poi
lanci un walud.
La parabola della sua arma sembr restare sospesa nel bianco per un istante che parve durare
all'infinito.
Poi il walud si conficc sfrigolando nella pietra al centro della fronte della creatura.
L'elementale ritrasse violentemente indietro la testa, mentre la gemma prendeva fuoco. Le
fiamme avvolsero in un istante tutta la sua figura, che si estinse in una vampata. Persino Phylaitek
scomparve.
Myra fu di nuovo sola. Non riusciva a pensare. Sper solo di nuovo che fosse finita.
Invece, un dolore lancinante le attravers una spalla.
Url e si gir di scatto, con i walud tra le mani. Ci che si ritrov davanti le gel il sangue nelle
vene. L'elementale ora aveva assunto una consistenza molto pi solida: aveva un corpo fatto di ossa,
carne e muscoli.
Myra poteva vedere il suo petto che si alzava e si abbassava nel respiro, i tendini del braccio
che reggeva la spada che si irrigidivano nello sforzo. Ma era un corpo infantile, un corpo che Myra
riconobbe.
I capelli erano rasati, e si intravedeva appena una sottilissima peluria bianca che stava
ricrescendo, sopra lo splendido tatuaggio di una rosa in boccio sul punto di aprirsi. Gli occhi erano
rossi come la brace, accesi di determinazione. Il corpo era quello di una bambina di non pi di otto
anni.
Myra la conosceva benissimo: era lei.
Indietreggi di qualche passo, e come se fosse il suo riflesso allo specchio  uguale e opposta 
la bambina venne avanti. Era lei il giorno della morte di suo padre. Quel tatuaggio Tallia gliel'aveva
fatto quella mattina. Adesso la sottile peluria bianca sul suo capo lo copriva.
Myra chiuse gli occhi, come se potesse far svanire ci che stava vedendo.
Quando li riapr, la bambina le si scagli contro.
Ancora una volta, Myra cerc di ripararsi. Non poteva muovere il braccio destro per via della
ferita e a fatica riusc a unire i walud nella lancia. Col sinistro la afferr ed esegu un tondo, ma la
bambina lo evit con facilit. Il corpo poteva essere il suo di quando aveva otto anni, ma la velocit era
quella dell'elementale.
La bambina attacc ancora. Myra par i suoi colpi come poteva, con sempre minore energia.
Stava nuovamente soccombendo.
"No!" si disse. "Non dopo tutto ci che ho passato per arrivare qui."
Contrasse i muscoli allo spasimo, devi la spada della bambina e, senza interrompere il
movimento, colp.
E finalmente la sua lama trov il bersaglio.
La bambina si port la mano al fianco. E nello stesso istante anche lei sent un dolore atroce
nello stesso punto.
Poi la bambina url. E Myra riconobbe quel grido; era lo stesso che le era uscito dalla gola
quella notte, un grido senza speranza che aveva accompagnato la distruzione della sua vita.
Cadde in ginocchio e si port le mani alle orecchie. Era come venire risucchiati inesorabilmente
indietro nel tempo, come finire di nuovo inghiottiti da quella notte. Per quanti anni fossero passati, una
parte di lei era ancora bloccata l.
Quella consapevolezza si port dietro una rivelazione. Alz lo sguardo sulla bambina, che
adesso avanzava zoppicando verso di lei, la spada abbandonata lungo un fianco, ma negli occhi ancora
una fredda determinazione.
Pensi che non sia pronta? Pensi che non farei tutto per sapere la verit? url.
Quindi si slanci in avanti e affond la punta della lancia nella gola della bambina.
Sent il suo dolore nella carne, il sapore del sangue in bocca e la sensazione di soffocare.
Cadde all'indietro, e altrettanto fece la bambina, davanti a lei. Prima di toccare terra, per, si
dissolse come sabbia nel vento. Lei, invece, urt con la schiena contro qualcosa di duro. Ora era
assolutamente certa che sarebbe morta; sentiva freddo, il sangue le inzuppava il corpetto di cuoio e, per
quanto ci provasse, non riusciva a respirare. Gli occhi le si velarono, e si chiese se ne era valsa la pena.
In fondo, moriva senza sapere nulla. Ma si disse che aveva dovuto provarci, che davvero non c'era stata
scelta.
Chiuse gli occhi su tutto quel bianco, poi, quando ormai si sentiva quasi sollevata all'idea di
andarsene, il dolore scomparve all'improvviso, e i suoi polmoni si gonfiarono d'aria.
Si rialz lentamente. Era ancora immersa nel bianco, ancora sola. Si tocc la gola, le braccia, si
pass le mani su tutto il corpo. Non aveva nessuna ferita.
Quanto ancora deve durare tutto questo? grid disperata. Voglio solo la verit. Soltanto la
verit!
Ci che la circondava scomparve, e d'un tratto si ritrov a casa propria, nel Biaswad. Era notte,
e il buio era rischiarato da lingue di fiamme rosse, che divoravano ogni cosa.
No... disse piano Myra. No!
Dietro di s sent la presa di una mano. Seppe subito che si trattava dell'elementale. Per la
prima volta, parl.
Guarda le disse. La sua voce era gelida, ma pure venata della stessa tristezza sconfinata che
c'era nel suo sguardo.
E lei non pot far altro che guardare se stessa immersa nel canale, assieme a Tallia. Suo padre
che brandiva i suoi walud, e i sei uomini che avanzavano. Solo che ora non avevano i volti coperti. Gli
stracci che ne nascondevano i lineamenti erano spariti, e Myra li riconobbe: c'era Ossader, ancora
giovane, e Haggen, che si distingueva per i tratti osteriti. Vide anche l'uomo che aveva ucciso nel
vicolo, quando era ancora bambina. Solo due, tra gli altri, le erano sconosciuti. Realizz che ormai, a
parte Ossader che aveva graziato, nessuno di loro era pi in vita. Era un teatro di cadaveri quello che
stava osservando; erano morti tutti, tranne la ragazzina fradicia che tremava nel canale e lui. Graffias.
Era l'unico col volto coperto. L'ultimo enigma, l'uomo dietro a ogni cosa.
Voglio vederlo ringhi Myra.
Graffias si avvicin a suo padre. Myra sent Fadi gridare: Non te la dar mai!. E adesso
sapeva con assoluta certezza che stava parlando di lei.
Ne sei sicura? chiese l'elementale con voce spezzata. Era come se stesse piangendo, e Myra
rimase stupita.
S rispose in un soffio.
Vide il padre colpire il suo assassino, sent la carne sfrigolare al contatto con le lame infuocate
dei walud, vide Graffias tirarsi indietro, poi avanzare, mentre Fadi scartava di lato, perch altri due
uomini erano diretti verso di lei. Vide Graffias affondare la lama, e fu allora che il drappo si sciolse dal
suo viso e cadde a terra.
Myra vide tutto assieme: il colpo mortale e quel volto che aveva inseguito per tanti mesi.
Fu come se qualcuno le strappasse il cuore dal petto.
Era pi giovane, ma il viso dai lineamenti affilati era impossibile da non riconoscere, e cos i
suoi capelli ondulati, la carnagione olivastra e gli occhi. Soprattutto gli occhi: allungati, neri come
pozzi e colmi di una volont d'acciaio.
Myra vide Acrab affondare la lama nella schiena di suo padre e poi dare l'ordine.
Portatemi la bambina. Viva.
L'immagine scomparve, e Myra si afflosci al suolo, inerme.
Si sentiva come se fosse priva di ossa, completamente prosciugata. Qualcosa dentro di lei si era
spezzato irrimediabilmente.
Colse un movimento. L'elementale era sopra di lei. Myra sollev lo sguardo disperato. Lui la
fissava con altrettanto dolore.
Perch mi hai fatto questo?
Perch me l'hai chiesto.
 una bugia. Non pu essere che una bugia...  una menzogna! url Myra, cos forte da
ferirsi la gola, come quella notte in cui tutto era andato in pezzi.
Invece sai che  vero.
Myra grid ancora. Si tir su e conficc la lama nel petto dell'elementale. Vide i suoi occhi
spalancarsi e sent il suo sangue sulle dita. Rimasero l'uno di fronte all'altra, immobili. Lui, infine,
sorrise.
Alz una mano e le accarezz una guancia.
Ti abbiamo aspettato tanto... le sussurr. Liberaci, Myra, liberaci e cambia questo mondo
per sempre.
Myra indietreggi sconvolta. Il walud si sfil piano dal corpo dell'elementale. Il suo viso era
distorto da una smorfia di dolore, ma la guard ancora con un sorriso di piet e comprensione.
Poi le affond la spada nel ventre.
Myra era crollata non appena aveva messo mano sulla spada. Era stato come se un incantesimo
di qualche tipo l'avesse colpita. Marjane e Kyllen accorsero verso di lei, e fu lui a fermare la sua caduta
prendendola tra le braccia.
Myra... Myra! la chiam. Dietro di lui, Marjane gi singhiozzava.
Le port una mano al collo, per sentire la giugulare, e nel farlo vide il suo petto che si alzava e
si abbassava.
 viva disse con enorme sollievo. Guard Marjane.  viva.
Lei si asciug le lacrime e si accovacci accanto a lui. Quando strinse una mano inerte di Myra,
la sent calda. Sembrava addormentata, ma stava bene. Allora perch era svenuta?
Cosa sta succedendo? chiese.
Kyllen scosse la testa, frustrato. Non lo so...
Le aveva promesso che l'avrebbe aiutata, ma come?
Eileenna non ti ha dato altre informazioni oltre a quelle che ha dato a noi? chiese Marjane.
No...
Devi fare qualcosa...
Non so che fare! Kyllen sent montare l'agitazione. Non mi sono mai interessato troppo alla
profezia, credevo fossero solo sciocchezze...
D'improvviso, il corpo di Myra si contrasse tra le sue braccia.
Prov ancora a chiamarla. Myra, mi senti? Siamo qui, Myra, ti supplico!
Poi sent qualcosa colargli tra le dita. Abbass lo sguardo, mentre Marjane, di fianco a lui,
scattava in piedi, le mani sulla bocca, e soffocava un grido. Sul ventre di Myra si era disegnata
un'ampia e profonda ferita, dalla quale colava il sangue.
Kyllen rimase gelato per un istante, mentre il sangue gocciolava lento e inesorabile.
Poi si riscosse.
No! grid con tutta la propria forza e mise le mani sulla ferita, premendo pi che poteva.
Aiutami! disse a Marjane, e lei pos a sua volta le mani sul ventre di Myra. Ma il sangue continuava
a colare. Era come se fosse stata trapassata da una spada.
Kyllen si sent invadere da una disperazione senza ritorno. Prov a premere pi forte sulla
ferita, mentre non smetteva di gridare il suo nome: Myra, ti prego... Myra!.
Epilogo
Acrab percorse il corridoio del palazzo ad ampie falcate. Fuori imperversava la bufera, ma era
nulla rispetto alla rabbia che si sentiva in corpo.
Spalanc la porta della stanza di Detmarinde con un calcio. Le donne, dentro, trasalirono.
Fuori tutti! url, e le due cameriere si affrettarono a uscire con gli occhi bassi.
Acrab avanz verso il letto. Detmarinde si trovava l. In quei giorni di prigionia si era
trasfigurata. Era dimagrita, e la sua pelle bianca era diventata diafana e sottile. Gli avevano detto che
mangiava poco, e pi di una volta, prima di qualche apparizione pubblica, l'aveva fatta nutrire a forza.
Anche i suoi splendidi capelli non brillavano pi come il giorno in cui lui aveva preso il suo palazzo e
il suo regno: ora erano opachi e radi. Solo i suoi occhi verdi non erano cambiati. Nel volto scavato e
pallido sembravano dilagare e spiccavano come smeraldi.
Lo guardavano carichi di odio.
Subito dopo il matrimonio, l'aveva confinata nelle sue stanze, dalle quali non usciva mai se non
per gli eventi ufficiali nei quali era prevista la sua presenza. Acrab allora la faceva truccare, le
imponeva di indossare gli abiti pi sfarzosi e poi la esibiva come se fosse un trofeo. Terminato
l'evento, la faceva ricondurre alle sue stanze, dove veniva rinchiusa di nuovo. Periodicamente,
qualcuno andava da lei per portarle qualche documento da firmare, cosa che lei faceva senza neppure
leggerlo.
Ma non stavolta.
Mi hanno detto che ti sei rifiutata di siglare la condanna a morte che ti ho mandato disse
Acrab senza convenevoli.
Detmarinde non parve spaventata. Prese la tazza che aveva accanto al letto e bevve un sorso. 
cos disse tranquilla.
Acrab si ferm davanti a lei. Non erano questi i nostri patti.
No, infatti.
Ho ancora in mano i tuoi nipoti le ricord lui.
Li avrai per sempre disse lei bevendo un altro sorso. Per quanto ne so, potrebbero essere gi
morti.
Ti ho dato la mia parola.
La parola di un assassino e di un tiranno non vale niente.
Acrab colp con un manrovescio la mano che teneva la tazza, mandandola a sbattere contro il
muro. Il contenuto tracci una scia rosata sulle lenzuola.
Detmarinde non si scompose neppure allora. Non firmer mai quella condanna.
Acrab le afferr il volto con una mano dalla presa ferrea. Io li ammazzo.
Fallo, ma non ho intenzione di condannare a morte due ragazzini.
Erano i figli dell'uomo che lo aveva aggredito qualche tempo prima. Avevano cercato di
vendicare il padre ma avevano fallito. Contro di loro, per, Acrab non aveva potuto procedere
immediatamente. Avevano dodici e quattordici anni, e agli occhi di tutti erano poco pi che bambini.
C'era stato un processo sommario, messo in piedi solo per tenere buona la gente, che si era concluso
con un'ovvia condanna. Ma per ratificarla occorreva anche la firma della regina. Ne aveva bisogno,
perch era una questione delicata, e voleva fosse chiaro che l'indirizzo della politica era approvato
dall'amatissima Detmarinde.
A Oster, in generale, le cose stavano procedendo come lui aveva pianificato. C'erano per
ancora sacche di resistenza che gli si opponevano e, nonostante i suoi sforzi per ottenere il consenso, la
popolazione era spaccata a met: da una parte c'era chi considerava i recenti accadimenti come un
rovesciamento del potere e diceva che Detmarinde era una prigioniera che andava liberata. Dall'altra
parte c'era chi si era fatto conquistare dal suo fascino e aveva deciso di seguirlo ciecamente nella sua
avventura.
Doveva riunire le due met divise del popolo. Per questo ora gli serviva Detmarinde.
Tu firmerai.
Non hai capito disse lei, sempre tranquilla. Era la serenit, cap Acrab, di chi  ormai
rassegnato alla morte e ha preso una decisione irrevocabile. Non c' nulla che tu possa dirmi o farmi
per convincermi a mettere il mio nome su quel pezzo di carta.  una bestialit, e non la avaller mai.
Pensavi di avermi spezzata, e invece sono diventata pi forte. Forse ero solo una ragazzina viziata la
mattina in cui sei entrato qui dentro e mi hai portato via tutto, ma adesso non sono pi la stessa, Acrab.
Adesso sono davvero una regina. Ed  stato tutto merito tuo. Sorrise, con una luce di vittoria sul volto.
Acrab era frastornato. L'afferr per i capelli e la tir fuori dal letto. La trascin urlante per la
stanza fino al tavolo. La mise sulla sedia, poi la guard fisso negli occhi, chinandosi alla sua altezza.
Firma quel decreto, o ti ammazzo!
Detmarinde ora era spaventata, ma non a sufficienza. Ti ho detto che non puoi fare nulla per
costringermi.
Acrab allora le and alle spalle e le tapp la bocca con una mano. Con l'altra le afferr il polso
destro. La donna si divincolava sotto la sua presa. Era incredibile come una persona cos deperita nel
fisico fosse in grado di ribellarsi con tanta veemenza. E lui ora comprese appieno: l'aveva davvero
portata oltre il limite; quel che le aveva fatto aveva affinato la sua determinazione, e adesso non poteva
esserci altro che la violenza.
"Tutto ci che tocco si corrompe" riflett per un istante, un pensiero che non faceva da un
tempo lontanissimo e che gli riport alla memoria ricordi terribili.
Scacci ogni ombra di piet e premette pi forte il palmo sulla bocca e sul naso della donna. La
mancanza d'aria inizi a far sentire i suoi effetti, e in breve Detmarinde si afflosci, priva di energia.
Allora Acrab guid la mano della donna alla penna e al calamaio, poi sulla pergamena. Ne usc una
firma storta e confusa ma riconoscibile.
Lasci la presa, e Detmarinde si accasci sulla sedia, il respiro rotto.
Acrab riprese la pergamena e fece per uscire. Era da molto che non si abbandonava cos alla
brutalit. Qualcosa in lui non andava, stava perdendo la lucidit. Sapeva di cosa si trattava, ma non
voleva accettarlo.
Ud un urlo, e Detmarinde gli si aggrapp alle vesti. Acrab sent la furia accecarlo. Si gir,
prese la donna per il collo e la sollev di peso, buttandola di nuovo sul letto. Poi afferr un cuscino che
giaceva l di lato e glielo spinse sul viso.
D'improvviso, nel suo cuore scese una quiete glaciale.
Spinse ancora, aumentando la pressione, mentre lei si dibatteva con maggiore frenesia di prima,
cercando di liberarsi. Acrab appoggi il petto sul cuscino e rimase cos, sentendo il corpo di sua moglie
che si muoveva sempre pi lentamente, svuotandosi della vita, fino a quando non rest completamente
immobile.
Rimase fermo anche lui. D'un tratto, alla quiete si era sostituita una stanchezza senza fine.
Scivol lungo il bordo del letto e fin seduto a terra. Il peso di tutto quanto aveva compiuto
negli ultimi mesi gli cadde sulle spalle come un colpo d'ascia. Ed era solo. Qualunque cosa avesse
fatto, da sempre, l'aveva fatta da solo. Non c'era nessuno con cui condividere i suoi pensieri, le sue
angosce, o anche solo i suoi progetti.
Era un uomo contro l'intero Dominio, e d'improvviso l'idea lo spaventava e lo annientava.
Ma dur un istante, perch sapeva perfettamente di cosa si trattava.
Lo stesso pensiero che non lo lasciava mai. Lo stesso veleno che continuava a corroderlo
dentro.
Era lei: Myra.
Lei, che lo aveva abbandonato e che gli era entrata nel cuore pi di quanto avrebbe mai voluto.
Non era pi solo uno strumento, era diventata in qualche modo un'alleata, una compagna di cui non
riusciva pi a fare a meno.
Era una sua creatura, esattamente come la donna che giaceva morta dietro di lui.
"Un giorno dovrai liberarti anche di lei, ti toccher ucciderla" pens, e quella prospettiva lo
gett nel panico.
Scatt in piedi, and alla finestra e la spalanc, lasciando che l'aria gelida e la neve lo
investissero. Fu il freddo, come sempre, a ridargli la lucidit.
Era ancora tutto sotto controllo. Aveva mandato Brenner sulle sue tracce, e lui era un servo
fedele; gliel'avrebbe riportata, senza alcun dubbio, e quando fosse stata di nuovo al suo fianco ogni
cosa sarebbe tornata a posto. Lei lo amava, e questo non poteva essere cancellato. Si sarebbe ristabilito
l'ordine che lui stesso aveva imposto, e avrebbe potuto continuare col suo piano, cos come l'aveva
ideato.
"Devi solo frenare l'inquietudine. La tua mente  l'unica cosa che pu portarti fino in fondo a
questa storia, l'unica cosa che ti ha sempre salvato."
Si gir e vide il cadavere di Detmarinde abbandonato sul letto. Avrebbe risolto anche quel
problema. La regina stava diventando un ostacolo, e la sua morte era solo una questione di tempo, non
poteva essere evitata. Era stato accorto a ucciderla in quel modo che non lasciava tracce. Una morte
improvvisa pu capitare, soprattutto in inverno.
Con un mezzo sorriso si disse che adesso era l'unico padrone di Oster e Asgar. Doveva
semplicemente rallegrarsene.
Sistem la stanza e copr il cadavere con le lenzuola, lasciando fuori solo il volto. Le chiuse
rapidamente gli occhi; lo sguardo di Detmarinde era accusatore e ancora colmo d'odio.
Usc silenziosamente e trov ad attenderlo Gotin, solerte come sempre. Gli si mise davanti, in
attesa di ordini.
Non far entrare nessuno fino a domani. Di' che la regina si sente male. Poi, domattina all'alba,
lascia pure che le cameriere abbiano accesso alla stanza.
Gotin si limit ad annuire con deferenza, senza fare domande. E per l'esecuzione? chiese
soltanto.
Acrab gli allung la pergamena. Nessun problema rispose con un sorriso feroce.
Prese la via per i sotterranei. Doveva rientrare in contatto con le radici del suo sogno. Era l, tra
il fumo e il clangore del metallo, che si sentiva davvero a casa, in mezzo alle macchine che la sua
mente aveva partorito. Doveva sforzarsi di dimenticare ogni altra cosa e non permettere mai pi ai
sentimenti di interferire, come era successo con Myra.
Tutto era un mezzo, tutto, compreso il suo cervello: il mondo era un meccanismo fatto di altri
meccanismi, e lui soltanto conosceva le leve giuste da tirare perch prendesse la forma che voleva.
Nei sotterranei si perse tra gli schizzi e le parti gi costruite, ancora una volta studi lo stato dei
lavori e parl con l'ingegnere capo, sempre pi provato e preoccupato.
Hai visto? Ti ho dato tua moglie, come volevi. Nel tono c'era una sfumatura crudele e
divertita.
L'ingegnere abbass il capo in segno di ringraziamento.
Poi Acrab prosegu lungo il passaggio, fino all'esterno. Il freddo era intenso, il vento teso e la
bufera al suo culmine. Tutto era bianco, e solo i suoi occhi allenati potevano scorgere qualcosa in
quell'inferno di ghiaccio. Il suo era lo sguardo attento e amoroso di un padre che osserva il proprio
figlio. Perch l, nei pressi del fiume, una selva di impalcature di legno sorreggeva travi e ingranaggi di
metallo. Ora non c'era nessuno che ci lavorasse, per via della tempesta, ma nella sua testa Acrab poteva
gi sentire il rumore degli ingranaggi che ruotavano, degli innesti che si muovevano precisi e affidabili.
Nessuno avrebbe potuto capire di cosa si trattava, tranne lui. La sua mente colmava i vuoti,
erigeva muri ove ancora c'erano solo neve e cielo, completavano la gigantesca costruzione, che gi
adesso si stagliava enorme e minacciosa. L'immensa fortezza che gli avrebbe permesso di conquistare
il Dominio, l'arma definitiva con la quale avrebbe preso ci che gli spettava.
La contempl per qualche istante tremando, non sapeva dire se per il freddo o per l'emozione, e
poi a poco a poco si calm.
Era di nuovo lui: Acrab, l'uomo che dal fango si era innalzato fino al trono.
E che alla fine si sarebbe preso tutto il mondo.
...
.
...
FINE.